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Rimedi antivirali un aiuto dalla Natura

I rimedi naturali per i virus compreso il cv-19 corona virus.

I virus, termine che in latino significa “veleno”, sono microrganismi acellulari parassiti obbligati. Queste infettanti e piccolissime particelle nucleoproteiche mancano infatti di una struttura cellulare e si replicano solamente sfruttando intermedi metabolici, enzimi e organelli della cellula ospite.

Il corona virus Cv19 si presenta molto simile al virus SARS ma molto più contagioso e pericoloso. Sembra che il virus si trasmetta anche senza sintomi. L’origine non è stata ancora definita, se di origine animale o realizzata in un laboratorio militare. Nel virus sembra siano stati trovati inseriti dei geni simili al HIV.

Da una fonte di PECHINO (BLOOMBERG) risulta che la Cina stia usando i farmaci per l’HIV di AbbVie Inc. come trattamento ad hoc per la polmonite causata dal nuovo virus mentre la ricerca globale di una cura continua. La filiale di Pechino della National Health Commission (NHC) cinese ha affermato che una combinazione di Lopinavir Ritonavir, venduti con il marchio Kaletra da AbbVie, fa parte del suo ultimo piano di trattamento per i pazienti infetti dal virus, e sembra abbia un po’ di efficacia.  Si presuppone da questo che le erbe antivirali possano inibire il virus.

Il Coronavirus ha anche una particolarità rispetto ai classici virus influenzali ed è ciò che lo rende più temibile.

Ha la capacità di rallentare la risposta immunitaria. Come? Lo fa inibendo la produzione di interferone.

Gli interferoni (IFN) sono una famiglia di proteine prodotte sia dalle cellule del sistema immunitario (globuli bianchi) sia da cellule tissutali in risposta alla presenza di agenti esterni come virus, batteri, parassiti ma anche di cellule tumorali.

Ecco alcune delle principali funzioni degli interferoni:

  • sono in grado di inibire la replicazione di un virus nella cellula infettata,
  • ne impediscono la diffusione in altre cellule,
  • rafforzano l’attività del sistema immunitario (aumentano l’attività di macrofagi e linfociti T) e bloccano la proliferazione di cellule mutagene.

Ora avrai capito che impedendo il rilascio dell’interferone, il virus si ritrova la strada libera e può fare tutti i danni che vuole!

Ovviamente non sarà sempre così, alla fine il nostro organismo troverà il modo per prendere le contromisure al virus – altrimenti la mortalità del Coronavirus sarebbe molto più alta del 2,5% – , ma lo farà più lentamente rispetto alle comuni influenze e ciò potrebbe complicare la vita in soggetti già di per se debilitati.

Un aiuto dalla Natura

Esistono alcune erbeprodotti naturali in grado di aumentare il rilascio di interferone. Ciò significa migliorare la risposta immunitaria contro i virus e in particolare contro questo virus!

Iniziamo dalla classe di rimedi naturali più potente e anche più studiata: i funghi medicinali

– I funghi medicinali

funghi medicinali coronavirusfunghi medicinali sono tra le armi più potenti che la natura ha messo a nostra disposizione contro la minaccia dei Virus!

Essi agiscono proprio come attivatori degli interferoni, soprattutto per la categoria degli IFN-γ. L’azione è svolta dalla componente polisaccaridica che alcuni di essi contengono (β-glucani).

I polisaccaridi dei funghi potenziano la risposta immunitaria che diventa più veloce ed efficace nel rispondere all’aggressione del virus.

Queste sostanze si legano a specifici recettori di membrana situati sulla superficie di cellule fagocitiche e delle cellule NK (Natural Killer), stimolandone la risposta immunitaria a fronte di un’infezione virale

I funghi che possiedono questa peculiare funzione sono:

Il Cordyceps sinensis

Il Cordyceps sinensis è un fungo della millenaria tradizione Cinese, impiegato da secoli come fungo adattogeno, per rinforzare le difese immunitarie e per la sua capacità di migliorare le prestazioni mentali, fisiche e sessuali.

Dalla sua ha anche spiccate proprietà antivirali.

Come evidenziato da diversi studi [12] grazie all’azione della cordicepina, il Cordyceps è in grado di inibire la replicazione virale attraverso l’inibizione della trascrittasi inversa (si è dimostrato particolarmente efficace efficacia sul Epstein-Barr virus). Inoltre, è l’ideale per la regolazione della produzione di interferone (IFN-γ).

Il Ganoderma Lucidum

Il Ganoderma Lucidum, conosciuta anche con il nome di Reishi, è con tutta probabilità il fungo più famoso della Medicina Tradizionale Cinese.

Anch’esso è considerato un potente adattogeno, capace di ridurre gli stati infiammatori e migliorare la risposta immunitaria a virus, batteri e parassiti.

Come si evince dagli studi [34], il Ganoderma stimola le sottopopolazioni linfocitarie responsabili della produzione di IL-2, aumentando l’attività dei linfociti T citotossici e stimolando la produzione di IL-1. In generale la frazione polisaccaridica esercita un effetto di stimolazione su leucociti, monociti, macrofagi, cellule Natural Killer e cellule LAK. Tutte queste azioni sono responsabili dell’attività antivirale e battericida. Oltre a ciò, è un ottimo regolatore della produzione dell’interferone (IFN-γ).

Altri funghi ad azione simile sono l’Agaricus, lo Shiitake ed il Maitake.

Come assumere i funghi medicinali

Come consigliano gli esperti è bene associare l’assunzione dei funghi medicinali al consumo di vitamina C, meglio se proveniente da fonti naturali, come del succo di limone, o a della tisana di rosa canina.

La vitamina C favorisce un miglior assorbimento dei beta-glucani, ovvero dei principi attivi ad azione antivirale.

Si consiglia un consumo preventivo di 2 g al giorno. Da 4g a 8g al giorno in caso l’infezione sia già presente.

Controindicazioni

Sia il Reishi che il Cordyceps sinensis sono prodotti sicuri, catalogati dalla Medicina Tradizionale Cinese come “erbe superiori”, categoria di erbe che è possibile assumere quotidianamente per tutta la vita, senza riportare effetti collaterali.

Tuttavia dato che si tratta di funghi, è meglio evitarli se sei allergico a funghi o lieviti. Inoltre sono sconsigliati a chi ha subito un trapianto di organi.

 

– L’Aloe

aloe antiviraleL’attività antivirale dell’Aloe è stata studiata a lungo in questi anni e su diversi virus. In particolare ci sono studi che dimostrano l’effetto inibitorio che ha l’Aloe sulla crescita del HSV-1 l’herpes simplex [5], e sul H1N1 virus dell’influenza di tipo A [6]

Interessanti poi sono gli studi che accertano le proprietà antivirali dell’Aloe nei confronti del l’HIV ovvero il virus dell’AIDS:

  • Uno studio del 1991 condotto all’università di Birmingham, in Inghilterra, suggerisce come l’acemannano possa inibire la replicazione in vitro dei virus di AIDS.
  • In Uganda, un paese con più di un milione di persone affette da HIV, nel 2010 è stata intrapresa un’indagine accurata per trovare nuove cure partendo da medicamenti tradizionali: l’Aloe è stata individuata come una delle piante più attive.
  • Nel 2012 un altro studio su un gruppo di pazienti del Wesley Guild Hospital Ilesaun (Nigeria), affetti da AIDS che è stato sottoposto ad un trattamento a base di polvere concentrata di Aloe, dando risultati molto simili a quelli avuti su pazienti trattati con normali medicine antiretrovirali, e dimostrando quindi come sia già la singola pianta un’efficace medicina.

Come assumere l’Aloe

Consigliamo l’assunzione del succo di Aloe Arborescens, che contiene una concentrazione di principi attivi tripla rispetto all’Aloe Vera.

Le foglie vanno prelevate fresche e frullate con il miele e la grappa seguendo la ricetta originale di Padre Romano Zago. Se hai una pianta di Aloe Arborescens di almeno 4 anni, su questa pagina spiego come preparare la ricetta a casa.

Del succo di Aloe si assumo 3 cucchiai da minestra al giorno di succo di Aloe, sempre a stomaco vuoto, almeno 20-30 minuti prima dei pasti principali (colazione, pranzo e cena).

Il succo va conservato in frigorifero.

Controindicazioni

L’Aloe è controindicata alle donne in gravidanza e in allattamento. E’ altresì controindicata a chi assume farmaci anticoagulanti, per via della presenza della vitamina K.

Contenendo aloina, una sostanza con proprietà lassative, l’assunzione è sconsigliata a chi soffre di problemi al colon, come colon irritabile, morbo di crohn, diverticolite, o colite ulcerosa. In questi casi si può sempre assumere il succo di Aloe Vera senza aloina.

 

– La liquirizia

liquirizia sarsLa liquirizia è una pianta conosciuta in tutto il Mondo sia per il piacevole gusto ed aroma, sia per le sue numerose proprietà benefiche. Non a caso si tratta del prodotto naturale più utilizzato in Medicina Tradizionale Cinese.

Oltre ad essere un ottimo rimedio naturale per chi soffre di pressione bassa e per chi ha problemi di reflusso, gastrite, ulcere gastriche e colon irritabile, in medicina naturale la liquirizia è molto apprezzata per la sua spiccata azione antivirale.

Fin dagli anni ’80 l’efficacia dei principi attivi presenti nella liquirizia è stata dimostrata nei confronti di diverse tipologie di infezioni virali, come infezioni da herpes simplex, encefalite giapponese, virus della varicella (herpes zoster) ed epatiti virali di tipo A, B e C.
 
Inoltre è stato svelato in diversi studi che la glicirrizina, il principio attivo più importante contenuto nella liquirizia, presenta attività antivirale nei confronti del virus HIV: la glicirrizina bloccherebbe la formazione delle placche e l’espressione di antigeni specifici dell’HIV.  
 
La liquirizia si è dimostrata un valido alleato anche nella lotta contro la sindrome respiratoria acuta e severa (SARS), una forma atipica di polmonite causata dal coronavirus SARS-CoV, apparsa per la prima volta nel novembre del 2002.
 
In questo caso addirittura la liquirizia eserciterebbe un’attività antivirale superiore alla ribavirina, cioè al trattamento farmacologico comunemente usato contro la SARS.

Nel 2003 un team [7di virologi della Johann Wolfgang Goethe-Univertität di Francoforte ha scoperto che la glicirrizina avrebbe delle proprietà inibitorie della crescita del coronavisus della SARS dentro le cellule.  
 
Sperimentazioni su scimmie infette hanno dimostrato che glicirrizina rende difficile al virus attaccarsi e invadere le cellule prese di mira. Inoltre stimolando la produzione di interferone ostacola la riproduzione del virus, rallentando la sua diffusione da una cellula all’altra.

Come assumere la Liquirizia

La liquirizia va assunta tramite decotto. Ecco come si prepara.

Aggiungi 1 cucchiaino di di radice in polvere in 250 ml di acqua, lascia sobbollire la miscela per 15 minuti senza coperchio, poi filtra. Bevi fino a 3 tazze al giorno.

Una tazza ogni due ore per il trattamento di fase acuta.

Controindicazioni

La liquirizia è un prodotto sicuro, ma come è noto tende ad alzare la pressione, per cui è controindicato a chi soffre di ipertensione.

E’ inoltre meglio non utilizzarla per periodi lunghi (oltre il mese).

 

– Astragalus membranaceus 

(astragalo) pianta conosciuta per combattere il virus dell’herpes, l’epatite C e il virus dell’influenza Aviaria H9.

– Allium sativum (aglio)

studi in provetta rilevano che l’aglio può avere attività antivirale contro l’influenza A e B, (HIV), (HSV-1), la polmonite virale e il rinovirus. È anche in grado di inibire la formazione del biofilm spezzando la comunicazione fra i batteri.

– Houttuynia cordata

 ha un ottimo potenziale per lo sviluppo di agenti antivirali contro le infezioni da coronavirus SARS, Denguen, Herpes simplex virus-1 (HSV-1), virus Influenzale e virus dell’Immunodeficienza umana-1 in vitro (HIV).

– Scutellaria baicalensis Georgi, 

è nota nella medicina tradizionale cinese (TCM) per le sue proprietà antibatteriche, antivirali, antiossidanti, antitumorali, protettive del fegato e neuroprotettive. La Scutellaria baicalensis può aiutare a ridurre l’infiammazione, aumentare la funzione immunitaria e a proteggere le cellule dall’infezione, ed inoltre è un rimedio per la diarrea, l’infiammazione (tosse e febbre). La sua azione antinfiammatoria è stata paragonata a quella dei FANS, senza provocare gli effetti collaterali sullo stomaco. Si consiglia di assumere la Scutellaria insieme alla liquerizia per avere un effetto sinergico.

– Cistus incanus ssp. Tauricus 

pianta usata per infezioni batteriche, infiammazioni, micosi, malattie virali e protezione cardiovascolare. L’estratto di Cistus ha un’attività antivirale contro i virus dell’influenza suina A/H1N1, aviaria, dell’HIV ed Ebola. Il Cistus impedisce ai batteri la resistenza inibendo i biofilm, contribuendo ad attenuare l’intensità, severità e la durata media dei fastidi, con particolare riguardo a quelli dell’apparato respiratorio anche in situazioni di infezione virale o batterica.

– Pelargonium sidoides (geranio africano).

L’estratto della radice di questa pianta inattiva i virus e protegge sangue e cellule immunitarie dall’infezione da HIV‐1. La sua azione è diversa da tutti i farmaci anti-HIV-1 che sono stati clinicamente utilizzati. In pratica sembra possa impedire l’ingresso dell’HIV nelle cellule.

– Artemisia annua L.

è un’erba originaria della Cina, appartenente alla famiglia delle piante Asteraceae. L’infuso preparato con le foglie ha una buona attività anti-HIV.

– Sostanze antivirali:

 la quercetina è un agente antinfiammatorio, antibatterico e antivirale naturale. Si è dimostrato utile contro influenza, poliovirus, adenovirus, virus respiratorio sinciziale RSV, coronavirus SARS e virus dell’immunodeficienza umana (HIV), virus herpes simplex (HSV).

 

Per il trattamento dei sintomi

Il Coronavirus nella maggior parte dei casi attacca le prime vie respiratorie (bocca, naso e gola) e causa sintomi molto simili alla comune influenza: naso che cola, mal di gola, tosse, cefalea e febbre.

Le cose da fare sono quindi simili a quelle che andrebbero fatte in caso di influenza: riposo, bere molti liquidi (possibilmente tisane), mangiare poco e bene.

Sicuramente andrebbero evitati gli alimenti più deleteri per il sistema immunitario, come i cibi confezionati, i dolci, le fritture e i latticini che sono dei mucolitici (cioè aumentano la produzione di muco e catarro).

Tuttavia non è escluso che l’agente infettivo virale possa raggiungere anche le vie respiratorie inferiori (dalla trachea ai polmoni) e causare bronchite, o peggio ancora polmonite.

Il rischio di polmonite da Coronavirus è maggiore nelle persone anziane, nei soggetti malati di cuore e nelle persone con un sistema immunitario debole.

Anche per il trattamento di questi sintomi possono esserci d’aiuto alcuni prodotti naturali. Eccone alcuni:

 

Antipiretici: Per abbassare la febbre

Oli essenziali

Olio di limone; ha dimostrato di migliorare la febbre, la funzione immunitaria e i sintomi asmatici.

Olio di lime; ha dimostrato di migliorare i sintomi di influenza, febbre e mal di gola.

Olio di eucalipto; utile per sintomi asmatici, bronchite, febbre / influenza e altre malattie infettive.

Olio di chiodi di garofano; può essere usato come antivirale, antimicotico e riduttore della febbre.

Olio di menta piperita; può ridurre la febbre, ma anche aiutare per la funzionalità respiratoria.

Eupatorium perfoliatum ha la capacità di aiutare i sintomi di quella che un tempo veniva chiamata “febbre ossea” (febbre o influenza che si traduce in una sensazione dolorosa in profondità nelle ossa). Ha la reputazione di essere straordinariamente efficace sia per abbassare la febbre che come decongestionante (utile per la bronchite). Eupatorium è usato come infuso o tè caldo, bevendo diverse tazze prima di andare a letto favorisce la sudorazione. Eupatorium perfoliatum è inoltre disponibili come integratore in capsule o pastiglie.

Zingiber officinale (zenzero) Il tè con zenzero e limone, promuove la sudorazione, abbassa la temperatura, aiuta contro le infezioni batteriche della gola, riduce la congestione della testa e dei polmoni, stimola il sistema immunitario a innescare una risposta contro le infezioni. Si può tenere un pezzetto di zenzero in bocca, cercando di mantenerlo producendo un po’ di saliva, per utilizzarlo come disinfettante della gola.

Contro la bronchite e la polmonite

Per quanto riguarda i rimedi per queste due problematiche, possiamo far affidamento a due piante in particolare: il timo e la piantaggine.

Le suddette piante sono citate nella famosa opera “La Salute dalla Farmacia del Signore” di Maria Treben, erborista vissuta nel ‘900, passata alla storia per le sue cure “miracolose” a base di erbe mediche.

Infatti, in base alle testimonianze riportante nel suo libro, in più di un occasione questi suoi rimedi hanno curato patologie che risultano ancora oggi incurabili perfino per la Medicina moderna.

Sia il timo, che la piantaggine ha spiccate proprietà espettoranti. Ciò vuol dire che promuove la rimozione di muco dalla trachea e dai bronchi, liberando le vie aeree e migliorando il benessere del paziente affetto da catarro bronchiale, bronchite cronica, tosse,  sinusite, raffreddore, polmonite, o da altre affezioni catarrali.

Entrambe le piante vanno assunte sotto forma di tisana, da 3 a 4 tazze al giorno. Si può scegliere una sola erba, o combinarle insieme.

La tisana si prepara aggiungendo un cucchiaino di erba essiccata (o raccolta fresca) ad una tazza d’acqua. Si tiene in infusione per 8-10 minuti e poi si filtra. E’ importante bere la tisana finché calda.

 

Antidiarroici

La diarrea acuta è quella che insorge improvvisamente e dura poco; nel 70% si deve a un processo infettivo (batteri, virus, parassiti o funghi) e nel restante 30% a intolleranze.

Potentilla tormentilla Nec: (Potentilla) pianta conosciuta per la sua ottima attività astringente, antinfiammatoria, cicatrizzante, batterio-statica e antivirale.

Probiotici: Lactobacillus Casei, Lactobacillus rhamnosus GG, Saccharomyces boulardii, Bifidobacterium longum, Bifidobacterium lactis, Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus rhamnosus, Lactobacillus plantarum.

Aceto di sidro di mele: Questo prodotto vanta proprietà antibiotiche, inoltre contiene pectina, utile contro gli spasmi tipici degli attacchi di dissenteria. Diluire l’aceto con acqua in parti uguali.

Acqua: Non bere grosse quantità di liquidi ma piccoli sorsi frequenti.

Alimenti consigliati: Perfetto il riso bollito condito con olio extravergine di oliva. Mela cotta, limoni, banane, patate, carote bollite sono cibi anti-diarroici. Evitare tutti i tipi di zucchero.

Oligoelementi: assumere zinco, magnesio e potassio.

 

Insufficienza renale

Generalmente se identificata e curata correttamente, può diventare reversibile.

Acqua: Bere nell’arco della giornata 1 litro di acqua calda bollita per 15 minuti, conservandola in un thermos durante il giorno. Non deve essere riscaldata, perderebbe l’energia tonificante.  Sembra che il virus non resista al calore e venga ucciso a una temperatura di 26-27 gradi.

Sambucus Nigra (sambuco) Antivirale in relazione ai virus influenzali di tipo A e B, e il virus herpes simplex di tipo 1 e l’HIV il sambuco è potente immunostimolante (IL-1beta, TNF-alfa, IL-6).  La pianta è conosciuta per la sua capacità di aumentare la sudorazione corporea, così da favorire l’eliminazione delle tossine e la contenzione della temperatura durante gli stati febbrili. Valida per affezioni dell’apparato respiratorio da raffreddamento, inoltre è diuretica, antinevralgica, antireumatica.

Cordyceps sinensis potente fungo dotato di attività immunostimolante, efficace nella riduzione dei livelli di azotemia e creatinina, nell’aumentare il volume di sangue depurato dai reni, e nel ridurre la perdita di proteine.

Contro batteri e virus superesistenti

Quorum sensing e biofilm: Anche i batteri hanno la necessità di comunicare tra di loro proprio come fanno gli altri esseri viventi. Ed è per questo motivo che nel corso della loro storia evolutiva hanno sviluppato un vero e proprio linguaggio di comunicazione definito quorum sensing. I batteri infatti producono e rilasciano “molecole segnale” che hanno la funzione di trasmettere il messaggio ad altri batteri che lo recepiscono. Il quorum sensing risulta associato al biofilm, un importante aspetto delle interazioni batteriche. Il biofilm è un aggregato di cellule racchiuse in una matrice polimerica EPS (exopolisaccaride) autoprodotta e aderente ad una superficie inerte o vivente.

In pratica è come uno scudo che protegge il virus, e grazie alla sua consistenza, i batteri sono in grado di attaccarsi a qualsiasi superficie formando colonie numerose che aderiscono talmente bene da diventare molto difficili da eliminare (tipo virus MRSA, VRE, ESBL ecc). Il biofilm batterico in questo modo è capace di resistere al meglio all’azione del sistema immunitario e ai trattamenti antibiotici. Quindi riuscendo a bloccare i segnali del quorum sensing si può ostacolare e inibire il biofilm.

Ecco un elenco di alcune soluzioni naturali che possono aiutare (anche se si prendono degli antibiotici):

NAC-Acetilcisteina: riduce la formazione dei biofilm e la loro adesione al corpo. È in grado di distruggere la produzione di exopolisaccaridi indebolendo quindi la matrice EPS.

Lattoferrina È una proteina multifunzionale che fa parte del sistema immunitario degli animali e possiede una forte componente antimicrobica e antibatterica. Può distruggere i batteri negativi e anche il biofilm. La lattoferrina distrugge il ferro libero nel corpo, costringe le cellule a incorporarlo più velocemente e si lega ai lipopolisaccaridi nelle pareti delle cellule batteriche, togliendo ai batteri la possibilità di respirare e quindi di sopravvivere.

D-mannosio: il mannosio è uno zucchero naturale e può essere utilizzato per ridurre la formazione dei biofilm batterici e la loro aderenza al tratto urinario. Altamente efficace nel ridurre le infezioni da Escherichia Coli, dovrebbe poter essere assunto con tranquillità anche dai diabetici in quanto solo una piccola parte di esso viene metabolizzato dall’organismo.

Xilitolo: riduce l’adesione dei batteri e la formazione del biofilm. Lo xilitolo lavora al meglio quando si occupa dei batteri cresciuti nella stessa area, come per esempio nei biofilm da ferita, sulle applicazioni nasali o orali. A causa della sua fermentazione l’utilizzo di xilitolo è sconsigliato nei pazienti affetti da SIBO.

Curcuma: sostanza conosciuta per i suoi effetti antibatterici, antifungini, antivirali e antiparassitari. La curcuma è inoltre in grado di rompere il biofilm.

L’aceto di sidro di mele: Molto conosciuto negli USA ma poco in Italia, contiene un acido in grado di uccidere i batteri indesiderati e di disgregare il biofilm nelle infezioni croniche.

Olio essenziale di origano: conosciuto per le sue proprietà di sradicare i batteri patogeni dal tratto intestinale, è anche in grado di impedire il rilascio di tossine nocive da alcuni patogeni, inclusi i biofilm.

Carbone attivo: pur non essendo direttamente coinvolto nella rottura dei biofilm, è in grado di assorbire ed eliminare le tossine nocive.

Piante medicinali che eliminano i biofilm: Cistus incanus ssp. Tauricus, Allium sativum, Houttuynia cordata, Glycyrrhiza glabra, Scutellaria baicalensis Georgi.

Per le modalità d’uso e dosaggi delle sostanze rivolgersi agli esperti, medici, erboristi ecc.

 

 

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