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OPERE TRAFUGATE DALL’ITALIA, IL MIBAC CONVOCA UN COMITATO PER FARE IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

 

 

Il Mibac convoca un comitato per fare il punto sulle opere trafugate dall'Italia

 

Una sentenza non fa primavera e così, dopo la decisione della Corte di Cassazione, che ha che ha sancito che l’Atleta di Lisippo, esposto al Getty Museum di Malibu, deve essere restituito all’Italia, Alberto Bonisoli ha convocato, per il 9 gennaio, il comitato istituzionale per fare il punto sulle opere d’arte appartenenti al patrimonio italiano e che, in diversi periodi storici e per svariati motivi, sono state trafugate e sono finite in altri Paesi, nelle mani di privati o in collezioni museali.
All’incontro prenderanno parte, oltre al Capo di Gabinetto e al Segretario Generale, i rappresentanti dell’Ufficio Legislativo, dell’Ufficio del Consigliere Diplomatico, del Comando tutela patrimonio culturale dei Carabinieri, della Direzione Generale Archeologia, belle arti e paesaggio, della Direzione Generale Musei, nonché dell’Avvocatura generale dello Stato e un consulente per i rapporti culturali internazionali, designato dal Ministro. 
«Ho deciso la convocazione straordinaria del Comitato, che presiederò personalmente – ha dichiarato il Ministro – per esaminare in modo approfondito, puntuale e organico le diverse problematiche che riflettono profili tecnico-giuridici e di diplomazia culturale complessi e molto delicati per l’Italia. Per questo motivo sono già in contatto con i colleghi Bonafede e Moavero. Il Governo è attento e compatto sull’affermazione di principi che sono, prima di ogni altra cosa, di etica e di legalità». 
L’argomento, che coinvolge non solo l’Italia ma molti altri Paesi e per motivi diversi, è di stretta attualità e piuttosto spinoso, considerando la varietà delle situazioni. Gli uffici del Mibac sono a lavoro non solo per analizzare le motivazioni della sentenza della Cassazione sull’atleta di Lisippo ma anche, in collaborazione con la Procura di Firenze, per vagliare tutti i possibili percorsi per consentire la restituzione del Vaso di Fiori, quadro di Jan van Huysum, rubato dai nazisti alle Gallerie degli Uffizi. E proprio su quest’ultimo punto sarà invitato alla riunione del 9 gennaio anche il Direttore del museo, Eike Schmidt, che pochi giorni fa aveva rivolto il suo accorato appello alla Germania. fonte exibart

VAN GOGH. SULLA SOGLIA DELL’ETERNITÀ. IL NUOVO FILM DI JULIAN SCHNABEL ARRIVA A GENNAIO AL CINEMA

Van Gogh. Sulla soglia dell'eternità. Il nuovo film di Julian Schnabel arriva a gennaio al cinema

22 anni dopo il film su Basquiat, Julian Schnabel torna a raccontarci la grande arte, portando sul grande schermo gli ultimi, tormentati anni, di Vincent Van Gogh. Ad interpretare l’irrequieto pittore olandese è Willem Dafoe, candidato ai Golden Globe per il miglior attore in un film drammatico e premiato alla Mostra d’arte Cinematografica di Venezia con la Coppa Volpi per il Miglior attore. Dal burrascoso rapporto con Gauguin a quello viscerale con il fratello, fino al misterioso colpo di pistola che gli ha tolto la vita a soli 37 anni. Tra conflitti esterni e solitudine, un periodo frenetico e molto produttivo che ha portato alla creazione di capolavori che hanno fatto la storia dell’arte e che continuano ad incantare il mondo intero.
Il genio “maledetto” di Vincent Van Gogh, raccontato attraverso gli occhi di un’artista contemporaneo, Schnabel, vi aspetta al cinema dal 3 gennaio.

Estratto di semi di pompelmo: antimicrobico e antibatterico naturale che cura anche l’ulcera

La scoperta dell’estratto di semi di pompelmo risale a circa 20 anni fa e la sua diffusione come antimicrobico naturale

 

 

 

 

 

 

Sebbene molti antibiotici industriali siano diventati del tutto inutili o perfino semplicemente dannosi (a causa della resistenza che i batteri hanno sviluppato per il loro abuso), alcuni antibiotici naturali dimostrano di riuscire a combattere alcune importanti infezioni e malattie  senza sviluppare resistenze, proprio per la loro complessità “naturale”, vincendo là dove l’industria fallisce.

Fra questi prodotti della nutura l’estratto secco dei  semi di pompelmo è risultato fra i più potenti rimedi naturali. Eccone alcune proprietà:

  • Attivo contro batteri (compresi streptococchi, stafilococchi) ed Helicobacter pylori – (ulcera), virus e parassiti, lieviti e muffe (compresa la candida), protozoi (ameba e giardia capaci di produrre diarrea e dissenteria tipiche dei paesi con scarsa igiene), virus anche influenzali ed herpetici (herpes).
  • Antibiotico naturale contro le infezioni interne cutanee, auricolari e orali.
  • Impiegato anche contro alcune forme di dissenteria.
  • Utile anche nelle influenze con complicanze, è anche un potente stimolante delle difese immunitarie.

Preso durante l’influenza ne accorcia la durata alleviando i sintomi

L’estratto di semi di pompelmo (ESP) è una sostanza
naturale estratta dal seme di pompelmo e agisce come antimicrobico
ad ampio spettro, non tossico. E’ disponibile nelle erboristerie
sotto forma di capsule o come concentrato liquido, solitamente
diluito in glicerina vegetale.

L’ESP possiede tutti e dieci gli attributi che dovrebbe possedere
un antimicrobico:

– è ad ampio spettro;
– è potente ed efficace;
– non è tossico e non deprime il sistema immunitario;
– non ha alcun effetto negativo sulla flora batterica;
– è ampiamente documentato e testato, oltre 80 laboratori
hanno testato e studiato la sicurezza dell’ESP e circa 15.000
medici lo utilizzano regolarmente;
– è naturale, perché consiste esclusivamente di
sostanze botaniche naturalmente presenti nel pompelmo e nella
glicerina vegetale;
– è ipoallergenico;
– è biodegradabile, per il beneficio del paziente e
dell’ambiente;
– è compatibile con altre terapie e trattamenti
naturali;
– ha un prezzo accessibile, perché ne bastano poche gocce e
il prodotto dura molto a lungo anche se aperto.

L’ESP può essere utilizzato per via
interna
 specialmente in caso di:
– infiammazioni croniche, che rispecchiano un indebolimento del
sistema immunitario;
– malattie da raffreddamento, come il raffreddore e
l’influenza;
– infezioni gastro-intestinali, tra cui le più comuni sono
diarrea con dolori allo stomaco, nausea e vomito; in particolare
l’ESP è molto efficace contro la dissenteria e le infezioni
gastro-intestinali delle latitudini calde, e si presta ad essere un
utile compagno di viaggio quando ci si reca in paesi esotici con
scarso livello di igiene;
– gastriti e ulcere;
– candida albicans e altre infezioni fungine; l’ESP si è
rivelato un alleato formidabile nel vincere infezioni anche
croniche e nel disintossicare il corpo da altri germi che
solitamente si accompagnano alla candida.

Per via esterna è invece d’aiuto
soprattutto nei seguenti casi:
– infezione al tratto genitale
– parassitosi
– allergie
– herpes alla bocca, afte, alitosi
– mal di gola e tonsilliti
– acne, foruncoli e macchie della pelle
– forfora
– verruche e funghi della pelle, eczemi e punture d’insetti.

Inoltre si può usare in casa per la disinfezione degli
utensili di cucina, dei biberon, per la pulizia degli spazzolini da
denti, etc… e in viaggio per la disinfezione di frutta e
verdura.

L’estratto di semi di pompelmo è dunque un prezioso dono di
natura, che può aiutarci a vivere meglio, anche se per
ritrovare uno stato di salute effettivo e duraturo occorre agire
contemporaneamente su livelli diversi, purificando l’organismo,
imparando tecniche di rilassamento, evitando fonti di
intossicazione e seguendo regole alimentari e di vita corrette

GLI IMPRESSIONISTI A CATANIA, LA MOSTRA CON 200 CAPOLAVORI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si intitola “Percorsi e segreti dell’Impressionismo” la mostra ospitata al Palazzo Platamone da sabato 20 ottobre al 21 aprile 2019 e che racchiude un percorso straordinariamente unico: quasi 200 capolavori dell’arte con opere di Renoir, Cézanne, Manet, Monet, Gauguin, Degas, Pissarro, Delacroix e di quasi tutti gli artisti che parteciparono alle otto mostre ufficiali dell’Impressionismo.

L’Impressionismo è una corrente artistica nata a Parigi nella seconda metà dell’Ottocento, precisamente tra il 1860 e il 1870, e durata fino ai primi anni del Novecento. Nasce in contrapposizione all’arte accademica dell’epoca sfidando la critica con opere apparentemente incomplete, spesso realizzate in poche ore.
Punto cardine dell’arte impressionista è la pittura “en plein air” (all’aria aperta). Gli artisti impressionisti abbandonano il chiuso degli atelier per dipingere la realtà “dal vivo” e cogliere così l’infinita varietà della sfumature che compongono i colori.
Questo nuovo approccio alla pittura è reso possibile anche grazie all’invenzione del “cavalletto da campagna” (portatile) e dei colori in tubetto, più pratici da usare negli spostamenti e più immediati, visto che non costringono l’artista a mescolare i pigmenti per formare i colori. Le opere degli impressionisti non rappresentano la realtà così com’è ma in base a come viene percepita dall’occhio dell’artista nel momento in cui la dipinge. I colori non sono più mescolati sulla tela ma vengono semplicemente accostati, dando vita a spettacolari contrapposizioni cromatiche (es. I papaveri di Monet) e a immagini non chiaramente definite, quasi sfocate. A questo proposito uno studio di un neurologo australiano sostiene che tale rappresentazione della realtà derivi dalla miopia che affliggeva i padri dell’arte impressionista e in particolare Monet. Ma questa è una tesi tutta da dimostrare.
Alcuni degli artisti impressionisti, in particolare Monet e Renoir, spesso pongono i loro cavalletti uno di fianco all’altro per dipingere lo stesso paesaggio e confrontare le opere una volta ultimate. Prediligono ritrarre paesaggi urbani, tra i soggetti preferiti c’è la città di Parigi, che loro vivono intensamente nelle folli notti di fine secolo.
I più grandi esponenti dell’impressionismo sono Édouard Manet, Claude Monet, Edgar Degas, Pierre-Auguste Renoir, Alfred Sisley, Camille Pissarro , Paul Cézanne e Jean-Frédéric Bazille.
La prima mostra di questo gruppo di artisti si tiene a Parigi il 15 aprile 1874, presso lo studio del fotografo Felix Nadar. Alla mostra partecipano Claude Monet, Edgar Degas, Alfred Sisley e Pierre Auguste Renoir. Inutile dire che l’evento non incontra il favore della critica. I primi tempi per gli impressionisti sono difficili. Qualche mese dopo la mostra da Nadar, il gruppo è costretto a organizzare una vendita delle opere presso l’hotel Drouot a Parigi per recuperare fondi da destinare a nuove mostre, ma è un nuovo fiasco: con il ricavato riescono appena a coprire i costi delle cornici. Fondamentale, per la sopravvivenza degli impressionisti fu l’intervento dell’imprenditore francese Paul Durand-Ruel, uno dei pochi a credere in quel gruppo di giovani artisti fin dall’inizio. Tra il 1891 e il 1922, Durand comprò circa 12 mila opere di Monet, Manet, Pissarro, Degas, Renoir ecc. Monet, a proposito di Durand, disse: Monet: “Senza Durand saremo morti di fame tutti noi impressionisti, gli dobbiamo tutto”.
Lo stesso nome “impressionismo” deriva dal giudizio poco lusinghiero del critico d’arte Louis Leroy che, prendendo spunto dall’opera di Claude Monet Impressione. Levar del sole (sotto) fece dell’ironia sul modo di dipingere di quel giovane gruppo di artisti, considerando le loro opere incomplete, poco più che “impressioni”, appunto.

Oltre l’onda, a Bologna la Mostra di Hokusai Hiroshige.

 
Il Museo Civico Archeologico di Bologna dal 12 Ottobre fino al 3 Marzo 2019 ospita le opere della corrente “ukiyoe” (uno stile che si distingue per le potenzialità espressive, l’assenza di profondità, i contorni ben definiti e gli accostamenti cromatici armonici) dei due più grandi Maestri del Mondo Fluttuante giapponese: il dirompente Hokusai e l’atmosferico Hiroshige.
L’esposizione Hokusai Hiroshige Oltre l’onda, Capolavori dal Boston Museum of Fine Arts, presenta per la prima volta in Italia una selezione di c.ca 270 opere.
Il progetto suddiviso in 6 sezioni tematiche è una produzione firmata MondoMostre Skira, in passato già impegnata nella mostra Hokusai, Hiroshige e Utamaro presso Palazzo Reale di Milano.
Hokusai incanta con i suoi dipinti su rotolo, le sue silografie ed un uso sapiente del blu di Prussia, che inonda le sue stampe raffiguranti bellezze paesaggistiche e naturalistiche dell’arcipelago nipponico (come quelle del lago Suwa nello Shinano – 1834-1835). Non sembra possibile che Hokusai abbia visitato tutti i luoghi da lui descritti: è probabile infatti che si sia servito della sua fervida fantasia e di guide illustrate. Le decise linee di contorno degli elementi della composizione sono il risultato dell’alternarsi di pennellate più sottili e rotonde, a tratti più ampie e spesse. Una straordinaria profusione di inchiostro e di colori ci avvolge. Le tonalità tenui amplificano le atmosfere idilliache e le composizioni possono fare a meno di ombreggiature e di volumi tridimensionali, in quanto vivono di una loro profondità intangibile. Con il suo approccio realista riproduce ogni dettaglio delle caratteristiche formali degli elementi. Novant’anni spesi tra pennelli, colori, poesia grafica, un tripudio di inventiva e genialità di questo “vecchio pazzo per la pittura”. Sperava nella magnanimità della vita per poter diventare finalmente un “vero artista”. Quando nel 1839 scoppiò un vasto incendio, che coinvolse anche la sua abitazione, con essa vennero distrutti tutti i suoi dipinti e disegni. Oggi diremmo che a
purtroppo non fu un “atto alla Bansky”. Hokusai riuscì a salvare solo i pennelli, la cosa a cui sicuramente teneva di più, gli unici strumenti che gli avrebbero permesso di continuare a creare, sperimentare, dipingere. Poco interessò a Hokusai della perdita della casa, in quanto durante la sua longeva vita aveva effettuato tantissimi traslochi, pur di evitare la noia delle pulizie.
“Quando le mani sono occupate il cuore è sereno”. Così affermava Akira Yoshizawa, maestro origamista. Le sue parole sembrano trovare un riscontro perfetto “nell’Autoritratto di Hokusai da giovane con cinque pennelli contemporaneamente tra le dita delle mani, dei piedi e in bocca” (1848).
Ammirando le sue opere quello, che ci chiediamo è su cosa si soffermano gli occhi rapiti dei passanti raffigurati o di quelli dei poeti seduti nelle vicinanze di cascate, mentre sorseggiano del tè. O ancora ci può capitare di incrociare lo sguardo del poeta cinese Li Bai, che brama dalla voglia di buttarsi tra le acque di questi incantevoli specchi d’acqua o scorgere Yoshitsune intento a lavare il proprio cavallo tra le mille bolle bianche schiumeggianti e refrigeranti. Tutto è stupefacente e affascinante. Questo è quello che ci potrebbe anche accadere, se ci immedesimassimo nello sguardo di chi sta percorrendo l’immenso Sentiero riparato (1873) dell’impressionista Monet.
Non è un caso se tra le serie di maggior successo degli anni trenta, troviamo proprio le cascate e i ponti, anche se fu con le Trentasei vedute del monte Fuji (in realtà quarantasei), che Hokusai raggiunse la “vetta” della notorietà, massima espressione della sua vulcanica creatività.
In particolare la Grande onda presso la costa di Kanagawa (1830-1832 c.ca) ebbe tra il pubblico un travolgente impatto visivo nonché “mnemonico”, in quanto è un’opera-simbolo dell’arte giapponese identificativa del suo autore. L’innevato monte Fuji, che si intravede in lontananza, sembra essere inghiottito insieme a delle barche di pescatori dall’immensa onda dalla schiuma bianca, che domina la scena in primo piano. Le minuscole figure sono in palese difficoltà nel tentare di domare il vorticoso fluire delle acque e si piegano in balia del moto ondulatorio e tempestoso dei flutti. Sono come giunchi nelle mani del destino. Puoi “sfidare” la natura, ma solo fino ad un certo punto (ad esempio durante la pesca di Kajikazawa nella provincia Kai, 1830-31 circa), perchè sarà sempre più grande di te. La Grande onda è infatti infrangibile, maestosa, dinamica  nel suo take away rispetto ad un monte Fuji, che si staglia immobile sullo sfondo.
Questa opera è la dimostrazione di una pittura irruente dall’incredibile carica vitale eppure controllata e rigorosa. A differenza del solito minuzioso tratto policromo di Hokusai e’ impostata esclusivamente sulle tonalità del blu e del bianco. Una cromia ridotta all’essenziale, che disarma con la sua semplicità, ma allo stesso tempo racchiude in sé una grande forza scenica.
Ben diversa e’ la non “emergente” onda del pittore francese Courbet del 1869, in cui un cielo minaccioso non basta a far “intimorire” ed innalzare l’increspatura del mare.
Hokusai più di ogni altro artista giapponese destò generale ammirazione e ispirazione in Europa e in particolare tra alcuni dei principali esponenti del movimento dell’Impressionismo come Manet, Monet, Van Gogh, Lautrec e Gauguin.
Monet si considerava “fidèle èmule d’Hokusai” e non appare perciò strano, che Renoir definisse la sua Terrazza a Sainte-Adresse del 1867 come “il dipinto giapponese con le piccole bandiere”: fonte dell’ispirazione dell’opera fu Il Fuji visto dal Sazaido (1830-1832 c.ca), con cui ha in comune l’intima contemplazione della natura. Van Gogh invece inserì alcune opere nipponiche di Hokusai (Donna e ragazza con cannocchiale, Il ponte di barche a Sano, Fuji rosso e Fuji sullo sfondo dei ciliegi in fiore) come sfondo ai suoi ritratti (Ritratto di Père Tanguy – 1887 -). Rimandi alla grafica nipponica si percepiscono anche nei manifesti pubblicitari di Toulouse Lautrec per la cromia ridotta distribuita a toni piatti entro contorni ben definiti e per le pose acrobate delle figure stile Manga di Hokusai. L’ispirazione non riguardò solo la cerchia degli impressionisti: sull’onda del maestro nipponico si mosse infatti anche il suo “allievo” Hiroshige (1852-58): piu’ giovane di lui di vent’anni, divenne celebre grazie ad una serie che illustrava la grande via che collegava Tokyo a Kyoto, “le Cinquantatré stazioni di posta del Tokaido”. Alle Trentasei vedute del monte Fuji di Hokusai (1830-32 circa) seguirono a distanza quelle di Hiroshige con vedute simili (la Grande onda di Hokusai viene citata in Awa, I gorghi di Naruto (1855), anche se l’opera presenta un’inquadratura meno irruenta e drammatica).
La varietà degli elementi stagionali e atmosferici come le candide nevi (Veduta con la neve, 1853),  le intense piogge (Ohashi. Acquazzone ad Atake, 1857), le soffici nebbie, i luminosi bagliori di luna, che Hiroshige seppe farli percepire in modo quasi sensoriale (come negli aquiloni al vento del suo May Belfort -1895-), gli valsero il titolo di “maestro della pioggia e della neve”. Era infatti abilissimo nella descrizione e nella differenziazione delle condizioni meteorologiche. Anche l’astrattista lineare ed immersivo W. Kongdon seppe tradurre nei colori e nella materia dei suoi dipinti i ritmi stagionali e il dinamismo interiore della natura pianeggiante lombarda.
Il raffinato tratto di Hiroshige raggiunge una certa rarefazione, nonchè contemplazione figurativa sospesa nel tempo e dalle mille sfumature emotive, nella sua cascata Roben del 1843. Anche il principale esponente dell’arte povera Jannis Kounellis, nel suo “Senza titolo” del 1963 raffigurante una barca a vela, crea un’atmosfera ovattata, che suggerisce l’introspezione. La ricerca di un’armonizzazione tra l’oggetto in primo piano e lo sfondo si contrappone però a quella dei due artisti nipponici.
Il loro infatti è un sapiente equilibrio di pieni e di vuoti, che si controbilanciano nello spazio del foglio con un elemento che talvolta prende vita in primissimo piano con dimensioni volutamente esagerate e mai mostrato per intero, lasciando tutti gli altri elementi del paesaggio di contorno sullo sfondo.
La natura calma e rasserenante ( Il ponte di Yatsumi, 1856), la freschezza e la limpidezza dei contenuti, la capacità di sintesi e di leggerezza: tutto questo è Hiroshige. Come disse anche Steve Jobs: “La semplicità può essere più difficile della complessità: devi lavorare duro per ripulire il tuo pensiero e renderlo semplice. Ma alla fine paga, perché una volta che ci riesci puoi spostare le montagne”.
Sia Hiroshige che Hokusai si rivelarono infatti grandi nella loro semplicità. Su questo non ci piove.
 fig. 1 La grande onda presso la costa di Kanagawa, dalla serie Trentasei vedute del monte Fuji (1830-1831 circa), Hokusai
fig.  2 
Il ponte di Yatsumi, Hiroshige (1856) 

Info

 
Museo Civico Archeologico di Bologna
Dal 12 Ottobre al 3 Marzo 2019
Sito web: http://www.oltrelonda.it/mostra-hiroshige

fonte: news-art.it
 Banksy: «Ogni desiderio di distruzione è anche un desiderio di creazione» La spiegazione dell’artista del quadro che si è autodistrutto dopo essere stato venduto all’asta

 Banksy: «Ogni desiderio di distruzione è anche un desiderio di creazione» La spiegazione dell’artista del quadro che si è autodistrutto dopo essere stato venduto all’asta

  Lo street artist ha mostrato in un video come funzionava il “tritacarte” inserito nella cornice dell’opera venduta ieri a Londra     Venerdì, durante un’asta di Sotheby’s a Londra, un quadro del famoso street artist Banksy si è autodistrutto subito dopo essere stato venduto per oltre un milione di sterline. Una volta battuto all’asta, un meccanismo all’interno della cornice ha tagliato metà del quadro in decine di stris...

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Oooh 2018 Free-Improv & Spontaneous Art Festival, R. Ibla Sicily

Domani in uno degli scenari più belli della nostra amata Terra avrà luogo la seconda edizione di Oooh International Free-Improv & Spontaneous Art Festival, un festival interzionale di libera improvvisazione che vede come protagonisti la musica e l’arte.

Ov London / Lab8 / Terra Presenta:

19-22 luglio a Ragusa Ibla, Sicilia in 1 locatione magiche:
La location si trova in natura, è chiamata Bustan Ibleo a qualche minuto a piedi dal Ragusa Ibla (GPS: 36.928672, 14.741375), e Piccolo Teatro del Mercato a Ibla.

4 giorni e notti di una realtà liberamente improvvisata.

Le nostre peculiarità:
– Una line-up internazionale con i migliori improvvisatori.
– Band esclusive che suoneranno set imprevedibili.
– Workshop giornalieri.

Heading back to Sicily this summer for the second edition of Oooh International Free-Improv & Spontaneous Art Festival.

Ov London / Lab8 / Terra Presents:

19-22 July in Ragusa Ibla, Sicily in 2 magical locations
Bustan Ibleo located in nature In walking distance from Ragusa Ibla (GPS: 36.928672, 14.741375) and Piccolo Teatro del Mercato.

4 days and nights of a freely improvised reality.

We feature:
– An international lineup of top improvisers.
– One-off ensembles playing unpredictable sets.
– Daytime Workshops.
– Night time parties

 

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Oooh 2018 Free-Improv Festival Concerts Programme.
One-Off Ensembles, 15 minute sets
(plus 10 minute setup time per set).
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1st Night July 19 @ Piccolo Teatro
19:30 – 00:30
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Tatiana Bogomolova – Voice (Russia)
Michele Paccagnella – Guitar (Italy/UK)
Chris Parfitt – Sax (UK)
Adi Silberberg – Recorders (Israel)
Fabio Puglisi – Percussion (Italy)
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Roman Stolyar – Keyboard (Russia)
Lorena Izquierdo Aparicio – Objects Voice Poetry (Spain)
Dominic Jasmin – Live Electronics (Canada)
Asami Nishimura (Asami Nishimura)- Keys/violin (Japan/UK)
Dario Chillemi – Guitar (Italy)
————–
Craig Cigar Tamlin – Drums (UK)
Luca Di Bucchianico – Electric Bass / voice (Italy)
Mauro Pallagrosi – Sax Soprano (Italy)
Andrea Liberati – Electric Guitar (Italy)
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Jamie Sturrock – Guitar (UK)
Salvo Barbas Barbagallo – Sax (Italy)
Marco Olivieri – Piano / Synth (Italy)
Maurizio Matteucci – Flutes / cello (Italy)
————–
Giusi Bulotta – Double Bass (Italy)
Edith Steyer – Sax / Clarinet (Germany)
Pietro Frigato – E-Guitar, effects and live electronics (Italy)
Marco Bussi – Piano and live electronics (Italy)
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Rick Jensen – Sax (UK)
Francesco Cigana – Drums (Italy)
Illi Adato Sound Art – ElectroAcoustic Rig (UK)
Marco Santamaria – Guitar (Italy)
Vittorio Ballato – Didgeridoo (Italy)
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Alex Maguire – Keyboard (UK)
Nikolas Skordas – Saxophones (Greece / UK)
Hagai Izenberg – Objects / Electronics (Israel)
Tarik Haskić – Drums (UK)
Ben Rodney – Trumpet (UK)
————–
Donatello Pisanello – Mandola (Italy)
Eric Bauer – Electronics (Germany)
Daniele De King Lo Re – Guitar (Italy)
Antonio Aiello – Double Bass (Italy)
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Ulf Mengersen – Double Bass (Germany)
Tommaso Vespo – Keys (Italy)
Walburga Walde – Voice (Germany)
Rafal Mazur – Guitar (Poland)
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2nd Night. July 20 @ Piccolo Teatro
19:30 – 00:30
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Roman Stolyar – Keyboard (Russia)
Francesco Cigana – Drums (Italy)
Ulf Mengersen – Double Bass (Germany)
Eric Bauer – Electronics (Germany)
————–
Dominic Jasmin – Live Electronics (Canada)
Illi Adato Sound Art – ElectroAcoustic Rig (UK)
Hagai Izenberg – Objects / Electronics (Israel)
Vittorio Ballato – Didgeridoo (Italy)
————–
Chris Parfitt – Sax (UK)
Adi Silberberg – Recorders (Israel)
Fabio Puglisi – Percussion (Italy)
Andrea Liberati – Electric Guitar (Italy)
Lorena Izquierdo Aparicio – Objects Voice Poetry (Spain)
————–
Tommaso Vespo – Keys (Italy)
Luca Di Bucchianico – Electric Bass / voice (Italy)
Tatiana Bogomolova – Voice (Russia)
Mauro Pallagrosi – Sax Soprano (Italy)
————–
Craig Cigar Tamlin – Drums (UK)
Salvo Barbas Barbagallo – Sax (Italy)
Shelly Bisirri – Trombone / Voice (Italy)
Marco Santamaria – Guitar (Italy)
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Tarik Haskić – Drums (UK)
Jamie Sturrock – Guitar (UK)
Dario Chillemi – Guitar (Italy)
Marco Olivieri – Piano / Synth (Italy)
Maurizio Matteucci – Flutes / cello (Italy)
————–
Giusi Bulotta – Double Bass (Italy)
Edith Steyer – Sax / Clarinet (Germany)
Pietro Frigato – E-Guitar, effects and live electronics (Italy)
Marco Bussi – Piano and live electronics (Italy)
————–
Rick Jensen – Sax (UK)
Asami Nishimura (Asami Nishimura)- Keys/violin (Japan/UK)
Donatello Pisanello – Mandola (Italy)
Anat Pick – Voice (Israel)
Alex Maguire – Keyboard (UK)
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Nikolas Skordas – Saxophones (Greece / UK)
Walburga Walde – Voice (Germany)
Michele Paccagnella – Guitar (Italy/UK)
Ben Rodney – Trumpet (UK)
————–
Rafal Mazur – Guitar (Poland)
Norbert R. Stammberger – Sax (Germany)
Antonio Longo – Drums (Italy)
Daniele De King Lo Re – Guitar (Italy)
Antonio Aiello – Double Bass (Italy)
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3rd Night. July 21 Illi’s Birthday Improv-Party @Bustan Ibleo
19:30 – 00:30
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Alex Maguire – Keyboard (UK)
Nikolas Skordas – Saxophones (Greece / UK)
————–
Chris Parfitt – Sax (UK)
Jamie Sturrock – Guitar (UK)
————–
Tatiana Bogomolova – Voice (Russia)
Ulf Mengersen – Double Bass (Germany)
Marco Santamaria – Guitar (Italy)
Shelly Bisirri – Trombone / Voice (Italy)
————–
Roman Stolyar – Keyboard (Russia)
Daniele De King Lo Re – Guitar (Italy)
Luca Di Bucchianico – Electric Bass / voice (Italy)
Pietro Frigato – E-Guitar, effects and live electronics (Italy)
Norbert R. Stammberger – Sax (Germany)
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Yosonu Prj – Live Looping (Italy)
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Francesco Cusa – Drums (Italy)
Asami Nishimura (Asami Nishimura)- Keys/violin (Japan/UK)
Marco Bussi – Piano and live electronics (Italy)
Giusi Bulotta – Double Bass (Italy)
————–
Rafal Mazur – Guitar (Poland)
Vittorio Ballato – Didgeridoo (Italy)
Walburga Walde – Voice (Germany)
Illi Adato Sound Art – ElectroAcoustic Rig (UK)
Salvo Barbas Barbagallo – Sax (Italy)
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Craig Cigar Tamlin – Drums (UK)
Mauro Pallagrosi – Sax Soprano (Italy)
Maurizio Matteucci – Flutes / cello (Italy)
Dario Chillemi – Guitar (Italy)
Marco Olivieri – Piano / Synth (Italy)
Hagai Izenberg – Objects / Electronics (Israel)
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Antonio Aiello – Double Bass (Italy)
Tommaso Vespo – Keys (Italy)
Edith Steyer – Sax / Clarinet (Germany)
Tarik Haskić – Drums (UK)
Andrea Liberati – Electric Guitar (Italy)
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Francesco Cigana – Drums (Italy)
Adi Silberberg – Recorders (Israel)
Anat Pick – Voice (Israel)
Ben Rodney – Trumpet (UK)
Michele Paccagnella – Guitar (Italy/UK)
————–
Fabio Puglisi – Percussion (Italy)
Eric Bauer – Electronics (Germany)
Donatello Pisanello – Mandola (Italy)
Rick Jensen – Sax (UK)
Dominic Jasmin – Live Electronics (Canada)
Lorena Izquierdo Aparicio – Objects Voice Poetry (Spain)
————–

4th Night. July 22 @ Piccolo Teatro
19:30 – 23:45
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Chris Parfitt – Sax (UK)
Craig Cigar Tamlin – Drums (UK)
Marco Bussi – Piano and live electronics (Italy)
Luca Di Bucchianico – Electric Bass / voice (Italy)
Rick Jensen – Sax (UK)
————–
Tatiana Bogomolova – Voice (Russia)
Walburga Walde – Voice (Germany)
Anat Pick – Voice (Israel)
Asami Nishimura (Asami Nishimura)- Keys/violin (Japan/UK)
————–
Donatello Pisanello – Mandola (Italy)
Pietro Frigato – E-Guitar, effects and live electronics (Italy)
Jamie Sturrock – Guitar (UK)
Marco Santamaria – Guitar (Italy)
Daniele De King Lo Re – Guitar (Italy)
————–
Edith Steyer – Sax / Clarinet (Germany)
Salvo Barbas Barbagallo – Sax (Italy)
Nikolas Skordas – Saxophones (Greece / UK)
Dominic Jasmin – Live Electronics (Canada)
Illi Adato Sound Art – ElectroAcoustic Rig (UK)
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Vittorio Ballato – Didgeridoo (Italy)
Fabio Puglisi – Percussion (Italy)
Roman Stolyar – Keyboard (Russia)
Marco Olivieri – Piano / Synth (Italy)
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Michele Paccagnella – Guitar (Italy/UK)
Ulf Mengersen – Double Bass (Germany)
Shelly Bisirri – Trombone / Voice (Italy)
Rafal Mazur – Guitar (Poland)
Eric Bauer – Electronics (Germany)
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Ben Rodney – Trumpet (UK)
Andrea Liberati – Electric Guitar (Italy)
Tommaso Vespo – Keys (Italy)
Giusi Bulotta – Double Bass (Italy)
Adi Silberberg – Recorders (Israel)
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Mauro Pallagrosi – Sax Soprano (Italy)
Maurizio Matteucci – Flutes / cello (Italy)
Francesco Cigana – Drums (Italy)
Hagai Izenberg – Objects / Electronics (Israel)
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Antonio Aiello – Double Bass (Italy)
Norbert R. Stammberger – Sax (Germany)
Dario Chillemi – Guitar (Italy)
Tarik Haskić – Drums (UK)
Alex Maguire – Keyboard (UK)
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=> Daytime Workshops @ Oooh 2018 <= ===============================

-SPONTANEITY IN STRUCTURE: The Parametric Method of Group Improvisation by Roman Stolyar –

CONSTELLATIONS FOR ARTISTS & PERFORMERS – Dealing with creative blocks and other limitation in the artistic process. By Illi Adato

-OVERTONE SINGING – by Vittorio Ballato A way of re-programming our physical, mental and emotional bodies with a more harmonious, natural “in tune” pattern. =>

The Oooh 2018

International Lineup <= ===============================

Tatiana Bogomolova – Voice (Russia) Rick Jensen – Sax (UK) Michele Paccagnella – Guitar (Italy/UK) Lorena Izquierdo Aparicio – Objects Voice Poetry (Spain) Roman Stolyar – Keyboard (Russia) Dominic Jasmin – Live Electronics (Canada) Craig Cigar Tamlin – Drums (UK) Shelly Bisirri – Trombone / Voice (Italy) Luca Di Bucchianico – Electric Bass / voice (Italy) Mauro Pallagrosi – Sax Soprano (Italy) Andrea Liberati – Electric Guitar (Italy) Chris Parfitt – Sax (UK) Jamie Sturrock – Guitar (UK) Yosonu Prj – Live Looping (Italy) Marco Olivieri – Piano / Synth (Italy) Maurizio Matteucci – Flutes / cello (Italy) Marco Santamaria – Guitar (Italy) Giusi Bulotta – Double Bass (Italy) Edith Steyer – Sax / Clarinet (Germany) Adi Silberberg – Recorders (Israel) Pietro Frigato – E-Guitar, effects and live electronics (Italy) Marco Bussi – Piano and live electronics (Italy) Asami Nishimura (Luis Mustachio) – Keys / violin (Japan / UK) Francesco Cigana – Drums (Italy) Donatello Pisanello – Mandola (Italy) Alex Maguire – Keyboard (UK) Nikolas Skordas – Saxophones (Greece / UK) Hagai Izenberg – Objects / Electronics (Israel) Tarik Haskić – Drums (UK) Anat Pick – Voice (Israel) Francesco Cusa – Drummer – Drums (Italy) Rafal Mazur – Guitar (Poland) Eric Bauer – Electronics (Germany) Daniele De King Lo Re – Guitar (Italy) Illi Adato Sound Art – ElectroAcoustic Rig (UK) Norbert R. Stammberger – Sax (Germany) Ulf Mengersen – Double Bass (Germany) Tommaso Vespo – Keys (Italy) Antonio Longo – Drums (Italy) Dario Chillemi – Guitar (Italy) Walburga Walde – Voice (Germany) Fabio Puglisi – Percussion (Italy) Salvo Barbas Barbagallo – Sax (Italy) Antonio Aiello – Double Bass (Italy) Ben Rodney – Trumpet (UK) Vittorio Ballato – Didgeridoo (Italy)

Please join the Oooh Festival FB group for info and updates: https://www.facebook.com/groups/ooohfest/ ;->

OVERTONE SINGING: THE ESSENCE OF HARMONY

The origins of overtone

Overtone singing is an ancient technique that enables a singer to produce 2 or more sounds simultaneously with his or her voice. Although the origins of this technique are partly cloaked in mystery, recent investigations have unturned an enormous amount of information regarding the present uses of the technique and some information regarding its origins in different parts of the world.

Overtone singing as a technique and cultural or spiritual musical artform, developed in Mongolia, Southern Siberia and Central Asia, in Tibet, and in South Africa Many theories exist that overtone singing once had a ritual and spiritual use in Kabbalistic ceremonies, Masonic lodges, mystery schools and Sufi practices. Some theories go as far as to say that it was used as long ago as the civilizations of Atlantis, Ancient Egypt and Mayan Central America.

Overtones, known also as harmonics, were first discovered in the West by Pythagoras some 2 600 years ago. The famous Greek philosopher and mathematician was also a musician, and together with his students spent years studying sound and vibration. He found, after studying the monochord, a single stringed instrument, that all sounds were composed of multiple vibrations or frequencies, not just one, as our ears generally perceive.

In much the same way that white light is made up of a wide spectrum of colours, which become visible when the light is refracted through a prism, sound too can be refracted so that its constituent parts can be perceived. Just as the rainbow is made up of the colours that the human eye sees as white light, overtones (harmonics) are the colours of sound. These overtones, which usually go unnoticed, are vitally important for all human beings, and allow us to differentiate between one sound and another. It is the richness of the overtones in certain parts of the infinite spectrum of sound which help us to tell the difference between one musical instrument and another, even when they both play the same musical note.

 

It is the overtones of the human voice, however, that are the most interesting, magical and mystical to hear. The singer produces a single, powerful humming sound, and then, through a variety of techniques, converts his whole upper body into a vibrating resonance chamber. Using the cranium, nasal passages, pharynx, chest, abdomen, and diaphragm, as well as all the parts of the mouth: tongue, lips, palate, soft palate, glottis and epiglottis, cheeks and jaw, the singer begins to channel the sound differently to a singer in the more “normal” singing traditions.

The sound that follows must be heard to be believed, in fact, many people do not at first believe what they are hearing, as a clear, beautiful, flute-like sound appears above the voice of the singer. An accomplished overtone singer can sing up and down the Harmonic Scale (Overtone Scale), reaching up to 16 overtones or more and create beautiful melodies above their voice.

One of the most healing, meditational and spiritual aspects of overtone singing is the fundamental drone; the unchanging root note from which the overtones spring.

Overtone singing has been discovered to have many therapeutic applications. Perhaps the most obvious of these is the hypnotic, trance-like effect they have both on the listener and the performer. This effect, essentially a form of deep meditation, relieves stress, balances and clears the chakras (energy centres of the body), and creates a feeling of lightness and well-being. The sound of overtones helps to balance the two hemispheres of the brain, as it engages both the logical, reasoning left-brain, due to the mathematically precise proportions of the overtone scale, and the creative, intuitive right brain through the musical expression possible once one has become proficient in the technique.

The harmonic ratios found on the overtone scale are, found throughout Nature, and reflect the natural structure of all life on Earth. We human beings are no exception. When listening to or creating overtones, we begin to resonate in harmony with these primordial vibrations of which we are made, and which reflect our own atomic, molecular and cellular structure.

Overtone singing, when practised with intention, can serve as a very powerful tool for vibrational “repatterning”, in other words, a way of re-programming our physical, mental and emotional bodies with a more harmonious, natural, “in tune” pattern. The beauty of this miraculous technique is that it bypasses the intellectual mind and goes right through to one’s essential being without being first analysed.

Analysis is an ancient human defence mechanism that helps us to make decisions based on experience, for our survival. But what happens when our experience, and the information with which we have been programmed is based on much incorrect information? How do we tell what is good for us or not?

Didgeridoo Sound Therapy

The didgeridoo is an ancient musical instrument and powerful tool that can help lift an individual’s vibration back to a less chaotic and natural rhythm. The broad range of harmonics produced by the didgeridoo vibrate in an ancient and universal tone and can be used as a sound therapy or sound healing tool that effects a person on three basic levels.

 

 

 

1: Infra Sound – The didgeridoo produces infra sound frequencies (reaching below 20 Htz) that can be applied as a “no touch sound massage”. The low frequency producing characteristic of the didgeridoo have been reported to provide relief to a wide range of joint, muscular and skeletal related pain as well as promote accelerated healing in various forms of bone trauma. It can also be safely used post operatively on people who have received both metal and non-metal implants.

2: Clearing of Emotional and Energetic Stagnation – The didgeridoo’s sound is an effective tool in releasing stored negative energy and/or emotional stagnation. This natural characteristic of the didgeridoo combined with the sophisticated systems of subtle energy medicine theory from both Traditional Chinese Medicine (meridian theory) and Ayurveda (chakra theory) provide a high level of qi/pranic clearing and balancing. The most basic description one could give for the energetic clearing power of the didgeridoo is “it is like a reiki or qi gong power washer.” It has been reported that the energetic clearing effects are similar to traditional five-element acupuncture.

3: Meditation and Mind Body Healing – Meditation is the foundation of mind-body health. The didgeridoo’s unique tones enables listeners to easily enter the deep meditative brainwave states of theta and delta. It is in these brainwave states that we achieve our highest healing potential for both physical and mental health by re-engaging our mind body connection. Regular meditation promotes a healthy mind-body connection. Meditation can also be used to quantum manifest healing and the co-creation of our universe.


Principles Sound Therapy & Sound Healing

 

Didgeridoo sound therapy is a holistic health practice that uses meditation and intention to effect positive changes in a persons mind, body and spirit. With meditation and personal intention at the corner stone of the is practice, didgeridoo sound therapy applies sound using Ayurvedic and Traditional Chinese Medicine principles of energy clearing theory to clear and balance a persons subtle energy system.

Sound Therapy is a holistic health term to describe any modality that use specifically tuned sound frequencies for for clearing energetic and emotional stagnation from a person’s subtle energy system.

Sound Therapy is based on theoretical principles found in the traditions of Ayurveda and Traditional Chinese Medicine. These ancient healing modalities believe that all life vibrates at various frequencies and specifically the human body has multiple vibrational frequencies that can slip “out of tune” due to emotional or energetic stagnation. When these frequencies are “out of tune” they can lead to physical and emotional health issues.

In everyday life the average person forgets to do the most basic tasks of proper breathing and healing meditation. This common, unhealthy practice can lead to life threatening illnesses. Through meditation and proper breathing techniques it is possible to reach a state where we can lift our consciousness to enhance individual healing abilities and help to mitigate pre-existing conditions. The tones produced by the didgeridoo make it possible for people who have never consciously focused on meditation and breathing techniques, to reach these deep healing states with very little effort.


Didgeridoo Sound Therapy Applications
(sound healing)

Didgeridoo sound therapy (sound healing) has a broad range of applications from basic health and wellness practices to support of serious and/or chronic illness. Listed below are examples of applications clients have used didgeridoo sound therapy to support them in their healing process.

Meditation/Mind Body

Personal Healing (physical)

Personal Healing (mental)

Personal Healing (spiritual)

Cancer (treatment support)

Creativity/Mental Clarity

Intuition

Quantum Manifestation

Stress/Anxiety

Insomnia

Infra Sound Massage

Osteo Arthritis

Arthritis

Joint Stiffness

Muscle Spasm

Head Ache

Migraine

Bone Growth Stimulation

Surgery (post operative)

Energetic/Emotional Clearing

Energetic/Emotional Clearing

PTSD

Phantom Pain

Chronic Fatigue

Fibromyalgia

Cancer (treatment support)

Anger Management

Stress/Anxiety

Insomnia

People change the oil in their cars every 3,000 miles, yet how often do they practice proper energetic or breath exchange? Through a series of very simple shifts in personal practices one can improve one’s personal health and longevity. In turn, this will lead to a greater sense of balance that will impact every aspect of one’s life.

Il suono primordiale del pianeta Terra 136,10 Hz, come usarlo per allinearsi al massimo

By Vittorio Ballato / 7 Aprile 2018 /

 

Pianeta Terra - frequenza 136.1 Hz
 
 

La frequenza con cui il nostro pianeta gira intorno al Sole può essere tradotta in un suono udibile per le nostre orecchie. Quando lo facciamo risuonare nell’ambiente esso produce effetti meravigliosi poiché ci riporta in allineamento con l’intelligenza della Terra. Vediamo insieme come usarla e quali sono i suoi benefici.

Bashar, così come molti altri maestri e ricercatori, ci insegna che il tono vibrazionale della Terra è “leggermente superiore al Do diesis”. Possiamo quindi usare il DO diesis (DO#) come base per creare un suono che si avvicini il più possibile alla frequenza emessa dal nostro pianeta.

Anche se la “scoperta” di questo suono si sta diffondendo in modo virale solo adesso, esso è stato conosciuto per millenni come nota dello spirito. Ad esempio viene usato da sempre per accordare il sitar e la tambura, strumenti musicali della musica sacra indiana.

Il fatto che ora questa frequenza possa essere misurata e riprodotta con strumenti “scientifici”, ci conferma soltanto quello l’antica saggezza aveva già fatto suo percorrendo il sentiero diretto dell’intuizione.


Un pò (proprio un assaggio) di storia e scienza

Parliamo di DO# per semplicità, ma in realtà dovremmo più precisamente parlare della frequenza, che è 136.1 Hertz (l’Hertz è l’unità di misura per le frequenze elettromagnetiche).

E’ più preciso parlare di frequenze perchè nella società moderna gli strumenti vengono accordati su una frequenza di 440 Hz (la nota che  chiamiamo LA), ma la nota DO# corrisponde a 136,10 Hz solo quando accordiamo lo strumento ad una frequenza di 432 Hz anzichè 440. Più info sulla musica a 432 Hz potete trovarle in questo articolo.

La diffusione delle conoscenze sulla frequenza emessa dai pianeti la dobbiamo al matematico svizzero Hans Cousto, che nel 1978 ha scoperto la formula per trasformare in un suono udibile all’orecchio umano le frequenze emesse dai cicli planetari.

La frequenza di 136,10 Hz equivale alla frequenza di un anno terrestre. Ecco come si ottiene questo valore matematicamente.

  1. L’anno terrestre viene ridotto in secondi (1 anno = 31.558.118,4 secondi). Questo valore si ottiene moltiplicando 365,256 giorni x 24 ore x 60 minuti x 60 secondi.
  2. Per definizione scientifica: frequenza = 1/ periodo di tempo. Quindi nel nostro caso la frequenza esatta dell’anno terrestre è  1/31.558.118,4
  3. Questa frequenza non è udibile dall’orecchio umano. La raddoppiamo dunque più volte fino ad ottenere un suono perfettamente udibile: 136,10 Hz (esattamente 32 ottave sopra la frequenza originiaria, ovvero dopo aver raddoppiato il suo valore per 32 volte)

Naturalmente potremmo anche anche usare una frequenza che si trovi un’ottava sopra o un’ottava sotto rispetto a 136,10 Hz, e staremmo sempre suonando un DO# allineato alla frequenza di base dell’anno terrestre.


Come usare la frequenza di 136,10 Hz per allinearsi al massimo

Prima di tutto è importante capire che questo suono è sempre da utilizzare come una base, quindi non è necessario farlo suonare ad alto volume (anzi può risultare piuttosto spiacevole), ma invece fatelo suonare in sottofondo, anche a volume molto basso. Ecco alcuni suggerimenti:

 

Meditazione con il suono della Terra - 136.1 HzGli effetti che questo suono potrà avere sul vostro stato fisico e mentale sono tantissimi e soggettivi. La sua funzione è quella di accordarvi alla vibrazione del pianeta, e quindi di farvi allineare alla natura e alla vita nella sua più armonica espressione.
Quindi, avrete maggior chiarezza, maggiore creatività, maggiore energia per tutto ciò che state realizzando. 

Questa vibrazione vi accorda proprio come farebbe un diapason, e quindi fa risuonare in voi tutto ciò che è in armonia con essa.
Potreste ricevere intuizioni, idee, lampi di creatività. Sicuramente riporterà verso l’equilibrio il vostro corpo e la vostra mente.

Ovviamente, come per qualsiasi suono, questa vibrazione sarà più potente se la emettete dal vivo. Per questo è buona cosa , se siete in meditazione, intonare un OM accordandosi al suono registrato. Riproducete pure il suono con i mezzi a vostra disposizione, sappiate solo che buone casse o un sistema audio sorround daranno risultati vibrazionali migliori delle casse del pc, e, se avete la possibilità di acquistare il file audio, un file di formato .WAV sarà molto migliore di uno .MP3; provate anche ad ascoltarlo con un paio di buone cuffie, porebbe farvi vibrare più profondamente.


 Come usare la frequenza di 136,10 Hz per accelerare la guarigione del corpo o di una situazione

Vi propongo due processi specifici, anche se sono molto semplici e molti saranno già stati ispirati ad usare la frequenza in questo modo.


Come accelerare un processo di guarigione nel vostro corpo:
  1. Fate risuonare il suono a un volume per voi piacevole.
  2. Sedete in meditazione nella posizione più comoda per il vostro corpo (cercate di avere la schiena ben eretta).
  3. Portate la vostra attenzione amorevole verso la parte del corpo che volete trattare.
  4. Percepite e focalizzatevi sul processo di guarigione in atto, non sulla malattia (ricordatevi sempre che il dolore fisico e la “malattia” sono in realtà il vostro corpo che avvia un processo di guarigione per assimilare energie pesanti che state scaricando e trasmutando).
  5. Intonate un OM accordandovi alla frequenza della terra, e immaginate di dirigere il suono verso la parte del corpo che state trattando.
  6. Ripete l’OM in modo confortevole, senza sforzarvi, respirando lentamente ed emettendo l’OM ad ogni espirazione. non deve esserci sforzo ma solo rilassamento e fluidità.
  7. Ripete l’OM finchè ne avete voglia.
  8. Al termine sdraiatevi e continuate a far suonare il suono del pianeta in sottofondo, lasciando che la sua vibrazione vi avvolga e armonizzi ogni vostra cellula.

Come accelerare il processo di guarigione di una situazione:
  1. Fate risuonare il suono a un volume per voi piacevole.
  2. Sedete in meditazione nella posizione più comoda per il vostro corpo (cercate di avere la schiena ben eretta).
  3. Portate la vostra attenzione amorevole verso la situazione che volete trattare.
  4. Immaginatela come una scena all’interno di una bolla di energia di fronte a voi (non sforzatevi troppo di visualizzare, lasciate che la percezione sia spontanea, senza preoccuparvi se state facendo bene o male).
  5. Intonate un OM accordandovi alla frequenza della terra, e ponendo le vostre mani ai lati della bolla, immaginate di trattare la situazione dirigendovi il suono e allo stesso tempo l’energia che scaturisce dalle vostre mani.
  6. Ripete l’OM in modo confortevole, senza sforzarvi, respirando lentamente ed emettendo l’OM ad ogni espirazione. non deve esserci sforzo ma solo rilassamento e fluidità.
  7. Ripete l’OM finchè ne avete voglia.
  8. Al termine sdraiatevi e continuate a far suonare il suono del pianeta in sottofondo, lasciando che la sua vibrazione vi avvolga e armonizzi ogni vostra cellula.

E finalmente… il suono della Terra!

Questo è il suono base che uso anche in alcune serate di meditazione con il suono. Oltre alla frequenza 136,10 Hz contiene anche suoni un’ottava sotto e una quinta sopra per renderlo più ricco e piacevole all’ascolto, per cui se lo misurate con un accordatore vedrete la frequenza oscillare, è normale.

 

 

 

Fonte: https://accademiainfinita.it/

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Vittorio Ballato è un artista in costante evoluzione.

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