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SBLOCCARE IL QUARTO CHAKRA CON 5 ESERCIZI YOGA

 

 

Anahata, conosciuto anche come chakra del cuore, è il chakra che unisce i nostri centri energetici inferiori e superiori e rappresenta il fulcro dei nostri sentimenti più puri, come amore, compassione e gioia. Dal momento che si trova esattamente al centro del cuore, le posizioni yoga benefiche per sbloccarlo e riequilibrarlo sono quelle che aprono il petto, la cassa toracica e le spalle.

Quando il quarto chakra Anahata è aperto e bilanciato ci sentiamo pervasi da generosità, apertura verso gli altri ed empatia: diventiamo naturalmente capaci di amare e donare la parte migliore di noi stessi al prossimo senza secondi fini, sentendoci in comunione con il mondo.

 

Cosa succede se il quarto chakra è bloccato?

Un chakra del cuore bloccato si manifesta principalmente attraverso la mancanza di amore e compassione. Fattori come lo stress e il dolore emotivo – di solito causati da brutti ricordi, rotture, traumi emozionali – possono bloccare il quarto chakra rendendoci difficile creare e mantenere relazioni sane.

I sintomi di un quarto chakra non bilanciato includono:

  • Solitudine
  • Timidezza e ansia sociale
  • Eccessiva rigidità verso noi stessi e gli altri
  • Rancore
  • Incapacità di dare o ricevere liberamente
  • Sospetto e paura, specialmente nelle amicizie e nelle relazioni romantiche

Un blocco nel chakra del cuore può anche portare a sintomi fisici come cattiva circolazioneproblemi cardiaci e malattie respiratorie come l’asma. Se sperimenti costantemente questo tipo di disagi fisici nella tua vita, liberare il chakra del cuore può aiutarti a lenire questi malesseri e condurre una vita sana, sia emotivamente che fisicamente.

Esercizi yoga per sbloccare il quarto chakra

Marjaryasana (Cat pose)

rotazioni fianchi yoga

Per riscaldare i muscoli del torace e della parte superiore della schiena, la cow pose è un buon punto di partenza. Quando la nostra intenzione è aprire il cuore, dobbiamo anche concentrarci sulle spalle e sui muscoli della parte superiore della schiena per assicurarci che siano liberi da da tensioni e che sostengano l’apertura del torace.

Inizia a gattoni, appoggiandoti sui palmi delle mani e sulle ginocchia, il dorso dei piedi che aderisce al tappetino. Mantieni le spalle all’altezza dei polsi e le anche all’altezza delle ginocchia. Inspirando, inizia a sollevare la testa e il coccige verso l’alto. Durante l’espirazione, inarca la schiena, spingi sulle scapole e guarda in basso. Concentrati nel portare le scapole il più vicino possibile tra loro sull’inspirazione e il più lontano possibile l’una dall’altra sull’espirazione.

Ripeti per 6 volte prima di passare alla posa successiva.

Anahatasana

Anahatasana

Questa posa di Yin yoga è ottima per aprire le spalle e ammorbidire la zona del cuore. Crea anche una leggera curvatura nella parte superiore della schiena.

Inizia mettendoti a gattoni, poggiando il tuo peso su mani e ginocchia. Da questa posizione, porta lentamente le mani in avanti e lascia che il tuo petto cada naturalmente verso il pavimento. I fianchi dovrebbero essere all’altezza delle ginocchia e le mani alla stessa larghezza delle spalle. Rimani in questa posa per 2-3 minuti respirando profondamente e poi, se lo desideri, controbilancia con una child pose per 30 secondi.

Se hai problemi con il collo, evita questa posa. Se avverti del formicolio alle braccia, regola la loro posizione e allontanale le une dalle altre. Il formicolio potrebbe essere un segno di un nervo compresso, per cui assicurati di cambiare posizione appena inizi ad avvertirlo. Puoi anche appoggiare il petto su un blocco da yoga per rendere la posa più semplice da mantenere.

Bhujangasana (Cobra pose)

Saluto al sole

Questa posa rafforza l’intera area delle spalle e fornisce un’ottima apertura per il torace.

Per iniziare la posa, sdraiati a pancia in giù assicurandoti che i piedi siano alla larghezza dei fianchi, le punte dei piedi che premono contro il pavimento. Metti le mani sotto le spalle e al contempo premi il tuo osso pubico sul pavimento per stabilizzare la zona lombare. Inspirando, inizia a sollevare il petto dal pavimento finché non senti di non poter andare più in alto senza compromettere la stabilità dell’asana. Tieni le spalle rilassate. Fai due respiri lunghi e stabili e poi torna a terra mentre espiri. Ripeti per altre 5 volte.

Evita questa posizione se sei incinta o hai subito un intervento chirurgico addominale. Se hai problemi con i polsi, rimani sui gomiti (nella posa della Sfinge) oppure appoggia i gomiti su un blocco per ottenere una curva più profonda.

Ustrasana (Camel pose)

Ustrasana

Molto potente per l’apertura del cuore, la posizione del cammello è una perfetta contro-posa per la vita moderna, in cui tendiamo a stare seduti a lungo e incurvarci in avanti. Se siamo stati feriti nella vita, inconsciamente cerchiamo di proteggere l’area del cuore chiudendo il torace e inarcando la parte superiore del corpo. Quest’asana è utilissima per contrastare questa tendenza.

Inizia questa posa con le ginocchia sul pavimento e le gambe leggermente divaricate, il dorso dei piedi ben aderente a terra. Metti le mani sulla parte posteriore dei fianchi, con le dita rivolte verso il basso. Mentre inspiri, solleva il torace, le scapole e inarca la parte superiore della schiena. Quando ti senti pronto, metti le mani una alla volta sui talloni. Assicurati che i tuoi fianchi rimangano all’altezza delle ginocchia. Abbassa delicatamente la testa all’indietro se ti sembra comodo per il collo. Rimani in questa posizione per 3 respiri lunghi e costanti, poi esci lentamente dall’asana rimettendo le mani sui fianchi.

Se ti è difficile mantenere la posizione, puoi tenere le mani appoggiate alla parte inferiore della schiena. Puoi anche puntare le dita dei piedi a terra per sollevare i talloni, rendendo la posa più accessibile. Se soffri di lombalgia o lesioni al collo, evita questa posizione.

Setu Banshasana (Bridge)

Bridge pose

La posizione del ponte aumenta la forza della parte inferiore del corpo, e allo stesso tempo apre il torace.

Per iniziare, sdraiati a pancia in su. Piega le ginocchia in modo da posizionare i piedi il più vicino possibile ai fianchi. Ora afferra saldamente le caviglie con entrambe le mani e mentre espiri comincia a sollevare i fianchi, a partire dal coccige e lentamente alzando tutta la colonna vertebrale da terra. Premi le gambe contro il pavimento e solleva i fianchi. Se ti senti a tuo agio, puoi anche posizionare le mani sotto la schiena intrecciando le dita per avvicinare tra loro le scapole.

Mantieni la posizione per 2-3 respiri lunghi e stabili, poi lascia la presa e abbassa lentamente i fianchi fino a toccare di nuovo il tappetino.

Per un ulteriore supporto, puoi anche posizionare un blocco o un sostegno sotto l’osso sacro.

Mentre apri il tuo petto con queste posizioni, concentrati sull’apertura energica del tuo cuore, rivolgendo i tuoi pensieri all’amore e alla compassione. Ripeti nella tua testa:

“Sono aperto all’amore, provo compassione e connessione con gli altri, sono pronto a dare e ricevere amore”

Dagli skyline delle metropoli agli uccelli: 20 tatuaggi (fashion) ispirati ai viaggi

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Dalle coordinate all’aereo stilizzato, fino al mappamondo, quando i disegni sul corpo diventano opere d’arte. Ecco alcune idee da copiare La bussola Le vacanze estive sono ormai lontane, ma c’è chi riesce a prolungarle con disegni che fermano i ricordi sul corpo. L’ultima rassegna presentata da «Business Insider» è dedicata ai tatuaggi ispirati a viaggi. Nella lista compaiono le immagini più disparate che spesso sono autentiche opere d’arte. Il primo tatuaggio...

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CALL FOR ARTISTS

Alla ricerca di sé … Call For Artists, per i giovani artisti in mostra, la forma e i materiali sono il contenuto, il simbolismo, la tridimensionalità, la materia, prendono vita creando nuove relazioni con lo spazio che le accoglie.
Si manifesta un dialogo tra generazioni e poetiche diverse, in cui si possono individuare due tendenze generali, una che gioca tra bidimensione e tridimensione quasi a creare nuovi linguaggi espressivi, e l’altra si fonda sull’idea di una tridimensione che guarda anche all’architettura e al territorio.

scarica catalogo

L’uso sapiente della luce, inoltre, stabilisce un ulteriore legame tra le opere esposte, tra passione e studio, intuizione e sperimentazione, tecnica ed immaginazione, gli artisti compongono le proprie visioni di raffinata qualità, l’uso dei colori dei materiali diventa riflettente, cangiante, mutevole, creando ricche articolazioni e volumi. Le opere diverse per stile, metodo e stampa si completano tramite alcuni fattori come la luminosità, il colore, nelle diverse volumetrie, creando e moltiplicando gli effetti visivi, la vena creativa è inesauribile, da origine a quell’eclettismo e quell’energia che solo qui in Sicilia troviamo.

Dalla pittura all’areografia, dal fumetto digitale alla fotografia, infine la scultura, tra le pareti di Nucleika, lo staff giovane e talentuoso si è dato da fare, per dare spazio ai nuovi artisti emergenti, spesso poco valorizzati e talvolta sconosciuti.
La sperimentazione sul proprio lavoro, rivela i percorsi inconsci ed emozionali, spontanei di ognuno, da interpretare razionalmente a posteriori per ogni singolo artista, che studiando i vari aspetti compositivi, linguistici relativi al dinamismo prospettico creano la propria immagine.

Questi lavori sono: espressivi, coinvolgenti, acuti, stupefacenti, in una parola originali. La loro produzione artistica è interessante per l’accostamento dei materiali anche se non compatibili tra loro, che creano effetti realistici, figurativi ed a volte astratti per un interpretazione assolutamente personale.

Questo processo per ogni singola persona dovrebbe portare alla conquista del tanto agognato “Stile” trovando la dimensione espressiva più congeniale per ogni artista, che scava tra suggestioni e reminiscenze, creando e demolendo i luoghi comuni, diventando portatori di bellezza e di grandi rivoluzioni.
L’Arte è un lungo cammino che bisogna percorrere da soli, si possono condividere con gli altri solo gli stessi paesaggi, gli strumenti e le mete, dove i mondi reali e quelli immaginari degli uomini si sovrappongono, senza limiti, in una ricerca evocativa, quasi enigmatica dell’immagine, che genera effetti stranianti e paradossali creando una dimensione surreale quasi poetica.

“Eclettico” non è solo il risultato di un insieme di opere concepite da menti diverse e realizzate con tecniche diverse, ma piuttosto è il prodotto di uno sforzo congiunto, della voglia di farsi conoscere e di regalare al pubblico un momento di bellezza del patrimonio artistico del nostro territorio, restituendo al fruitore una fetta di cultura visiva contemporanea.
Gli ideatori di questo progetto, hanno scelto con cura gli artisti, maturando la selezione, attraverso i diversi modi di rappresentazione della realtà, il modus operandi di ognuno, dalla pittura su legno alla scultura contemporanea, continuando con l’illustrazione e il disegno tradizionale, la fotografia e la stampa digitale. Non trascurando il legame alla nostra terra e ai colori immortalati negli scatti, che narrano l’evoluzione del nostro tessuto sociale, e la continua trasformazione del nostro ambiente.

Quello che accomuna queste opere è il linguaggio e l’espressione artistica moderna, fuori dai canoni classici e in grado di comunicare emozioni tangibili.
Mi auguro che con l’impegno, la sensibilità, il duro lavoro, possa risorgere ogni giorno la cultura qui a Catania, con l’organizzazione di eventi come questo, dove la bellezza Eclettica trionfa sulla banalità.

 Daniela Maria Costa

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la mostra è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 11:00 alle 18:00

sabato su appuntamento
 
 
Il team di nucleika adora l’arte in tutte le sue varianti. E adora l’idea di condividere lo spazio quotidiano con chi ha voglia di esprimere la propria visione del mondo attraverso l’arte.

Per il terzo anno, non abbiamo esitato a riproporre l’iniziativa che accompagna l’inizio della primavera, con una chiamata agli artisti, un’invito democratico, pop, variegato e aperto a tutti. Con sorpresa e soddisfazione anche quest’anno, hanno risposto in tanti, tra pittori, fotografi, illustratori e scultori. Soddisfazione, alimentata dall’idea che il mezzo artistico è sempre una fotografia dell’attuale società in cui viviamo e delle diverse generazioni che abitano il pianeta, e vedere numerosi talenti regala delle buone sensazioni umane. 35 sono i creativi che vi faremo notare, 35 differenti visioni d’artista, che nelle loro speciali differenze renderanno unico il nostro spazio, facendoci notare ed osservare, oggi più che mai, la bellezza e l’originalità della diversità che è linfa vitale nell’arte e nella vita quotidiana.

Alessandra Violacea

La nostra piccola ma sentita iniziativa “Call for artists” giunge al suo terzo anno di vita, una piccola idea nata all’interno dello studio e che oggi diventa più solida e partecipata.
Sembra ieri quando timidamente ci chiedevamo se gli artisti avrebbero risposto alla nostra chiamata e le conferme anno dopo anno non sono mancate. Abbiamo lavorato anche quest’ anno per promuovere quel tessuto artistico che muove la nostra città, che sembra godere di un rinnovato fermento nel campo della pittura, della fotografia, dell’illustrazione e della scultura.

 

La convinzione che l’arte e la cultura siano il motore aggregante la nostra comunità locale ci ha spinto, anche oggi, con più vigore di prima a pianificare e realizzare questa mostra d’arte, accogliendo all’interno degli spazi Nucleika numerosi e svariati artisti nel campo pittorico, fotografico e scultoreo.
Le opere provengono da artisti locali e trattano temi legati al nostro territorio, opere che sono e resteranno testimoni del tempo corrente con le sue sfaccettature che il nostro territorio si porta dietro.

 

Le opere in mostra sono ben 56 e sono il risultato di un’attenta valutazione da parte dei nostri membri; la caratura artistica è molto alta e lo spettatore potrà sperimentare personalmente un percorso evocativo di atmosfere, ambienti e costumi di un passato- presente che affonda le sue radici nella nostra isola Sicilia dando così forma al futuro per la nostra piccola comunità in costante cambiamento. Questa mostra è e sarà, dunque, un momento di arricchimento culturale, un’occasione di conoscenza ed avvicinamento all’arte per il pubblico. Un grande merito per aver fortemente voluto e sostenuto la mostra “Call for Artists” sin dal suo embrionale pensiero va a Lucia Pisana, scenografa, praticamente brava in tutto e all’eclettica e un po’ pazzerella Alessandra Sciarrone, ma il loro più grande merito va assolutamente ritrovato nell’ indefessa capacità di sopportare ancora il sottoscritto.

FONTE: NUCLEIKA.IT

Luis Renzi

Il crocifisso Ligneo di Sant’Angelo di Brolo, Fra’ Umile da Petralia e Fra Innocenzo

 

 

Il 2 e 3 Maggio, a Sant’Angelo di Brolo, viene venerato e festeggiato il SS. Crocifisso, una scultura lignea del 1600 di immensa bellezza e drammaticità.

Per ricordare la storia di questo capolavoro vi pubblico qui di seguito un “racconto”, il quale ho trovato di grande interesse, di Antonio Fasolo.

                                                             ____________________________________________
 
 
Dopo aver effettuato qualche ricerca mi ricordai con sorpresa che la prima volta, un crocifisso del genere lo avevo contemplato ad Assisi. Tutta francescana la cura in cui si esalta l’estrema sofferenza di Dio incarnato comune ai crocefissi di fra’Innocenzo.
 
La seconda volta che vidi quel crocifisso fu circa sei mesi fa, nella località dove mi trovavo a trascorrere un breve periodo di ferie, Sant’Angelo di Brolo in provincia di Messina, il paese d’origine di mio padre, collocato in posizione strategica tra mare e montagna ed al centro di un itinerario storico artistico tutt’altro che trascurabile.
Fu là, nella chiesa appartenuta un tempo al convento di San Francesco, ormai abbandonato ed ora in fase di restauro, che m’imbattei nel commovente e drammatico crocifisso di Frate Innocenzo da Petralia. Ebbi allora la curiosa ma precisa sensazione di aver già visto una scultura quasi identica in qualche altro luogo. Mi colpì in particolare la triplice espressione che il volto di Gesù assumeva a secondo delle angolazioni da cui lo guardavo: al centro quasi sorridente, a sinistra sofferente, a destra con i lineamenti statici caratteristici del rigor mortis.
Dopo aver effettuato qualche ricerca mi ricordai con sorpresa che la prima volta, un crocifisso del genere lo avevo contemplato ad Assisi, all’interno del convento di San Damiano. Anche allora un frate che mi faceva da guida mi fece notare appunto la triplice espressione del volto, che pareva assumere il Cristo, a secondo del l’angolazione dello sguardo dell’osservatore…

Ma la mia ricerca era appena iniziata…. Dopo una breve occhiata sul Web mi accorsi che in altre chiese dell’Italia Meridionale erano venerati crocifissi identici, come in quel di Cutro (Crotone) dove l’opera, risalente al XVII sec. era attribuita invece allo scultore francescano. frate Umile da Petralia! Quest’ultimo come ebbi modo di apprendere, si chiamava in realtà Giovanni Francesco Pintorno, ed era nato a Petralia Soprana, feudo del Duca di Montalto, vicino Palermo, intorno al 1600. In una famiglia numerosa di ben 16 figli, Giovanni Francesco apprese sin da piccolo il mestiere del padre che era scultore ed artigiano. Maturata la vocazione religiosa, nel novembre del 1623, si fece Frate Francescano col nome di Fra’ Umile da Petralia Soprana. Secondo la tradizione egli dedicava le sue giornate alla preghiera, alla meditazione ed al digiuno, nonché ovviamente alla sua grande passione: la scultura , nell’ambito della quale amava più di ogni altra cosa raffigurare il Cristo in Croce. Pare abbia scolpito più d’una trentina di crocifissi, la maggior parte custoditi in chiese della Sicilia o del resto del Meridione, ma anche altrove. Divenne ben presto famoso per la sua bravura ed il suo valore, molte opere infatti gli venivano commissionate anche da altre zone dell’Italia e persino dall’Estero.

Il nostro Fra’ Innocenzo, invece, che pare fosse contemporaneo e conterraneo del suo più noto confratello francescano “Frate Umile da Petralia Soprana”, lavorò soprattutto nelle Marche e nell’Umbria dove realizzò numerosi Crocifissi, a grandezza naturale, altamente drammatici, come quelli di Loreto (Basilica Santa Casa), Assisi appunto (Convento di S.Damiano), Gubbio (Chiesa di S. Girolamo). Altri suoi Crocifissi si trovano a Pesaro, Fabriano, Ascoli Piceno, Senigallia, Cagli, Gradara, S. Lorenzo in Campo, Porretta Terme, , Furnari, Monreale. Due suoi Crocifissi si trovano perfino nell’isola di Malta (Cattedrale di Medina) – (Chiesa di Santa Maria di Gesù di La Valletta).
Frate Innocenzo da Petralia, di cui si sconoscono al momento il nome al secolo, la data di nascita e di morte, eseguì anche statue di Madonne, Santi, e pregevoli reliquiari. Famosa è la Madonna col Bambino
che si conserva oggi nella chiesa di Santa Caterina di Sambuca di Sicilia.
E’ davvero singolare che due scultori nati nello stesso paese, praticamente coetanei, divenuti entrambi religiosi francescani, entrambi utilizzassero la medesima (o quasi) tecnica sculturea. I loro pregevoli crocifissi lignei dalla possente drammaticità e bellezza, diedero luogo ad un vasto movimento artistico che andò ad accrescere il già sostanzioso numero delle loro splendide creazioni scultoree.

Tutta francescana è la cura con cui si esalta l’estrema sofferenza del Dio incarnato. La corona di spine ben piantata sul capo, il corpo nudo e martoriato da ferite ed ematomi, il capo chino verso destra, le ginocchia flesse verso sinistra, in modo che la linea anatomica contribuisse ad esaltare la tensione del corpo che quasi si avvinghia alla croce tra gli spasimi dell’agonia. Ben visibili e di grande e crudo realismo sono pure i solchi provocati dalle funi alle caviglie ed ai polsi, i lividi, le piaghe, l’abbondante fuoriuscita di sangue dal costato ed, almeno in un caso, ben documentato (quello della Basilica Santuario di Sant’Antonio in Afragola) i chiodi che non sono inseriti nel palmo delle mani, bensì nei polsi, cosa inconsueta per l’epoca, e particolare a mio parere di grandissimo interesse.

Non va dimenticato, inoltre, che i due artisti lavorarono anche in collaborazione come dimostra il Crocifisso custodito nella chiesa di Santa Maria di Gesù a Collesano (Palermo) la cui Croce è stata realizzata da Frate Innocenzo mentre il Crocifisso è stato prodotto dalla sgorbia di Frate Umile.
A questo punto è facile essere colti dal ragionevole dubbio che in realtà i due frati fossero la stessa persona. Infatti è spesso difficile anche per un cultore dell’arte cristiana riuscire a capire dove il primo inizi e l’altro continui o concluda. Ma gli storici che se ne sono occupati sembrano preferire l’ipotesi che si tratti di due differenti personaggi, magari appartenenti alla stessa scuola o l’uno maestro e l’altro allievo o viceversa. Quindi la questione rimane aperta e suscettibile di ulteriori chiarimenti.
 

Per chi, come me, sia curioso di saperne di più: Rosolino La Mattina Frate Innocenzo da Petralia. Scultore siciliano del XVII secolo tra leggenda e realtà. Frate Umile da Petralia – Editore Lussografica 2002


Crocefisso in S. Damiano – Assisi
 

Antonio Fasolo

SBLOCCARE IL TERZO CHAKRA CON 5 ESERCIZI YOGA

 

 

 

Cosa succede se il terzo chakra è bloccato?

Energeticamente, il terzo chakra Manipura, anche detto chakra del plesso solare rappresenta l’elemento fuoco, ed è infatti associato al nostro fuoco interiore, alla luce che irradiamo quando veniamo a contatto con il resto del mondo.

Se il fuoco arde senza controllo tendiamo a imporre il nostro dominio sugli altri, siamo arroganti e abbiamo difficoltà a sviluppare rapporti costruttivi e armoniosi con il prossimo.

Se al contrario il fuoco è troppo flebile, poco alimentato, tendiamo a vivere passivamente, astenendoci dal compiere qualsiasi azione o prendere decisioni importanti. Ci ritroviamo in uno stato di perenne insoddisfazione legato al sentirci sotto esame ed essere troppo severi con noi stessi, finendo per sgorgare in un atteggiamento di timidezza e rinuncia.

Quando il terzo chakra è aperto ed equilibrato ci sentiamo naturalmente determinati, forti, consci del nostro scopo e della direzione che vogliamo prendere nella vita. La nostra forza interiore è al suo massimo e abbiamo una piena ed inesauribile fiducia in noi stessi.

Il plesso solare è a tutti gli effetti il nostro centro. È sede dell’energia che serve per trasformare in azioni le nostre idee ed è da questo spazio che assimiliamo la vita, sia fisicamente che nel modo in cui elaboriamo le situazioni e le circostanze che viviamo tutti i giorni.

 

Lavorare con asana yoga che bilanciano questo centro energetico avrà un effetto edificante sul tuo senso di felicità e benessere e ti aiuterà a nutrire il tuo ego e spianare la strada per la tua autorealizzazione. In questo articolo esploreremo le posizioni ideali per riequilibrare l’energia del terzo chakra, stimolando oppure smorzando il suo fuoco per sviluppare e dirigere armoniosamente la sua energia.

Esercizi yoga per sbloccare il terzo chakra

Balasana (Child pose)

 

Esercizi yoga per sbloccare il terzo chakra

Balasana (Child pose)

Balasana

Balasana, più comunemente conosciuta come Child Pose o posizione del bambino, è un asana molto calmante per il chakra del plesso solare, quindi dal punto di vista dell’equilibrio è ideale da combinare con pose più dinamiche (come le tre seguenti) che alimentano il tuo fuoco interiore. È anche un modo ottimale di rilassare le ghiandole surrenali, che possono essere completamente oberate di lavoro quando ci sentiamo abbattuti.

Suggerimenti: per rendere ancora più confortevole questa posa, puoi posizionare una coperta piegata sotto le ginocchia e / o un cuscino tra la parte posteriore delle ginocchia e le natiche. Mentre inspiri, senti il respiro raggiungere l’area intorno all’ombelico e mentre espiri, cerca di percepire il respiro inondare tutto il busto, creando calma interiore al suo passaggio.

Phalakasana (Plank)

plank

Questa posa basilare ha la capacità di stimolare enormemente la nostra regione del plesso solare. Può rapidamente farti accumulare calore interno ed esterno e caricarti di energia.

Sia una transizione che una posizione a sé stante, Phalakasana appare anche in molte forme di Surya Namaskar (Saluto al Sole) proprio a causa della sua capacità di potenziamento e riscaldamento.

Suggerimenti: puoi modificare questa posa abbassando leggermente le ginocchia. È un’ottima opzione se stai ancora lavorando sulla tua resistenza, ma assicurarsi di mantenere il fulcro sulle cosce e la parte superiore del corpo. Spesso i praticanti hanno una tendenza ad affondare nella parte bassa della schiena, quindi cerca sempre di mantenere il corpo in una linea dritta e senza curve.

Mantieni la posa per un paio di respiri e cerca di andare oltre quel punto in cui pensi di non farcela. Solo quel semplice atto di ignorare brevemente la voglia di arrenderti può davvero aiutarti ad innescare il tuo centro antincendio e costruire la tua forza di volontà.

Virabhadrasana III (Warrior III)

warrior 3

Questa è una posa fantastica per costruire la fiducia. Il fatto di reggersi saldamente su una gamba mentre contemporaneamente le braccia e l’altra gamba puntano in direzioni opposte è un segnale di forza, resistenza e fermezza. Come per la posizione precedente, è facile che la nostra mente ci faccia sentire l’impulso di arrenderci e lasciarci andare.

Fai del tuo meglio per mantenere la posa, anche se è solo per un paio di respiri, e nota le sensazioni che questa risveglia in te.

Suggerimenti: il tuo bacino è il punto focale della posa, quindi deve agire da fulcro e restare teso per ancorare e bilanciare, ma non così tanto da non poter respirare efficacemente. Se le gambe diventano flosce, perderai la forza nella posa, quindi mantienile dritte.

Focalizza la tua consapevolezza sull’ombelico e, se sei una persona visiva, puoi immaginare il colore giallo irradiarsi dal centro del tuo corpo.

Dhanurasana (Bow Pose)

bow pose

Il chakra manipura ha un’influenza su alcune ghiandole e organi importanti nel corpo, in particolare il fegato, che è un organo chiave nella digestione. Questa posa stimola sia il flusso di energia che il flusso di sangue verso molti organi, ma la sua relazione con il fegato è particolarmente importante per il riequilibrio del terzo chakra.

Nella medicina tradizionale cinese, il fegato è associato a rabbia e preoccupazione, quindi è ovvio che la posa dell’arco può aiutarci a lasciare andare le nostre preoccupazioni e creare spazio a fiducia e pace interiore.

Suggerimenti: prima di eseguire questa posizione assicurati di aver riscaldato i muscoli, in particolare quelli del torace, le spalle, i flessori dell’anca e le cosce. Se i fianchi sono troppo stretti, probabilmente le ginocchia si allargheranno. Immagina che le tue ginocchia abbiano dei magneti che le attirino l’una verso l’altra.

Savasana

Savasana

Trattandosi di una posizione di completo relax, potrebbe sembrare che Savasana non sortisca alcun effetto, ma in realtà è una posa molto potente. Con il corpo immobile e rilassato, puoi portare la tua consapevolezza oltre il corpo e il semplice atto di concentrare la tua mente su un determinato luogo può avere un effetto rinvigorente, sia a livello fisico che mentale.

Suggerimento: visualizza un fiore di loto giallo che si trova in cima all’ombelico e osserva il fiore alzarsi e abbassarsi ad ogni inspirazione ed espirazione.

Il terzo chakra influenza anche la nostra digestione, quindi aggiungere torsioni alla tua pratica può avere un effetto positivo sugli organi interni. La parola chiave è equilibrio. Tutti gli aspetti del nostro essere – corpo, mente e respiro – cercano un ritorno al loro stato naturale, incluso il plesso solare. fonte meditazionezen.it

 

Alimentazione e Costituzione Ayurvedica

 

 

Dal momento che il cibo di cui ci nutriamo diventa parte di noi e qualunque cosa venga consumata in forma di cibo, aria e acqua ha un effetto sottile sulla salute del nostro organismo, ne risulta che per avere un corpo sano e una mente calma ed equilibrata, abbiamo bisogno di cibo della stessa natura e di preparalo in modo da preservare tali proprietà.

Un’importante forza vitale da considerare è il prana di cui sono ricchi gli alimenti freschi e gli ortaggi coltivati con metodi naturali, mentre alimenti surgelati e inorganici oppure ortaggi coltivati artificialmente hanno una scarsa forza pranica. Inoltre, anche ai cibi sono applicate le tre qualità rajassattvatamas. Il cibo sattvico è quello che non disturba l’equilibrio e l’armonia del corpo e della psiche e sviluppa forza, amore e felicità.

I cibi che accrescono la lunghezza vitale, la forza fisica, la buona salute, la felicità e la piacevolezza, saporiti, teneri, nutrienti, gradevoli sono cari a quelli che partecipano del sattva” (B.G. XVII.8)

La scelta del cibo in base alla costituzione ayurvedica

Nell’universo tutto è correlato al punto che addirittura i sei sapori degli alimenti classificati nell’ayurveda: 
dolce, salato, aspro, pungente, amaro, astringente,sono in stretta relazione con i cinque elementi: 
terra, acqua, fuoco, aria, etere

e con i tre dosha
vatapittakapha.

  1. sapore dolce:
    terra + acqua (zuccheri, amidi)
  2. sapore salato: 
    acqua + fuoco (sale da tavola, alghe)
  3. sapore aspro: 
    terra + fuoco (frutti acidi)
  4. sapore pungente: 
    fuoco + aria (spezie)
  5. sapore amaro: 
    aria + etere (erbe amare)
  6. sapore astringente: 
    terra + aria (tè, melograno)

Poiché i sapori influenzano strettamente i dosha, il sapore di un cibo di cui tenere conto nella scelta di una dieta è un fattore determinante per l’alimentazione sana ed equilibrata anche se non si segue strettamente quella ayurvedica.

Vata (aria + acqua) è aggravato dai sapori che contengono l’elemento aria ossia i sapori amaro, pungente e astringente, mentre è alleviato da quelli che non contengono l’elemento aria o etere ossia i sapori salato, aspro e dolce.

Pitta (fuoco + acqua) è aggravato dai sapori che contengono l’elemento fuoco ossia i sapori aspro, pungente e salato, mentre è alleviato da quelli che non contengono l’elemento fuoco ossia i sapori amaro, astringente e dolce.

Kapha (terra + acqua) è aggravato dai sapori che contengono l’elemento terra ossia i sapori dolce e aspro e dal sapore salato per la sua tendenza a favorire l’aumento di peso e l’umidità, mentre è alleviato da quelli che non contengono l’elemento terra ossia i sapori pungente e amaro e dal sapore astringente grazie all’elemento aria.

Oltre al sapore, ogni erba o alimento ha altre caratteristiche precise. Possiede una sua potenza conosciuta come virya, un effetto post-digestivo detto vipaka
L’ayurveda pone inoltre particolare attenzione al fuoco digestivo. Considerando quindi che tutti i cibi hanno specifiche qualità (sapore, potenza, effetto post-digestivo) che producono determinati effetti sull’organismo, l’ayurveda attribuisce un ruolo fondamentale all’alimentazione.

(tratto da: Ayurveda e alimentazione – rivista “Induismo nel mondo” – serie Sri Vidya n. 17)

Pasqua, il vero significato, l’etimologia, la storia e le origini. Perché si fanno gli auguri di Pasqua e si usa l’uovo di Pasqua

 

 

Qual è il vero significato della Pasqua, l’etimologia, la storia e le origini. Perché si fanno gli auguri di Pasqua e si usa l’uovo di Pasqua

La Pasqua è una delle feste più importanti del calendario, affonda le sue origini nell’antichità, ha una lunga storia ed è senz’altro la festività fondamentale per i Cristiani. Gli auguri di Pasqua sono dei messaggi, che fuori dalla retorica, sono davvero carichi di buone speranze. Il vero significato della Pasqua è infatti di speranza e gioia. E’ una festa fatta di sole, aria aperta, buon cibo, cioccolato e golosità. E’ la prima festa di Primavera (sebbene la sua data sia mobile), la prima pausa dal lavoro e dalla scuola dopo l’inverno.

Ma nonostante tutto ciò la Pasqua non è attorniata da tutto quel calore e suggestione che ha invece il Natale. Le ragioni di questa differenza sono molteplici: dal continuo cambio di data, dal periodo dell’anno in cui cade – dicembre porta con sé anche i festeggiamenti del nuovo anno; e poi soprattutto perché la Pasqua sebbene abbia un grande messaggio di speranza – la Resurrezione – ha al suo interno un dramma – la morte di Cristo. Ma anche al di fuori del credo Cristiano la Pasqua porta comunque con sé il concetto della Rinascita. Un messaggio bellissimo, ma che custodisce il dolore. Per rinascere è evidente infatti che bisogna prima morire.

Cosa significa la Pasqua: dall’etimologia alle tradizioni 

Sin dalle primissime religioni pagane il periodo dell’anno della primavera è sempre stato vissuto come un periodo di rinascita dopo il duro inverno. I culti legati alla terra hanno da sempre festeggiato infatti il momento in cui i fiori tornano a sbocciare, l’agricoltura torna a dare frutti, il calore del sole torna a scaldare. Torna insomma la vita. Ed è questo il vero significato della Pasqua: la rinascita. Questo concetto rimane profondamente legato alla Pasqua in ogni religione e nelle sue tante tradizioni che traggono origine dalle antiche celebrazioni di questa festa. Ed è per questo che gli auguri di Pasqua sono particolarmente importanti.

Significato della parola Pasqua

Il vero significato della Pasqua dal punto di vista dell’etimologia deriva dalla parola aramaica ‘pasah’ che significa ‘passare oltre’. Per gli Ebrei questa festa ricorda la fine della schiavitù in Egitto, la liberazione del popolo ebraico per volere di Dio, il passaggio attraverso il mar Rosso e l’esodo verso la Terra Promessa. Lo stesso concetto di ‘passaggio’ è ripreso dai Cristiani per i quali la festa è il passaggio dalla morte alla Resurrezione. Nel giorno di Pasqua, il terzo dopo la crocefissione, Cristo risorse e ascese al cielo.

La parola italiana Pasqua deriva da un erronea trascrizione greca di ‘pascha’ che fa riferimento al ‘patire’, ossia alla sofferenza e quindi alla Passione di Cristo.

Quali sono le origini e la storia: il vero significato della Pasqua

Come abbiamo detto le origini di questa festa vanno ricercate nelle feste della terra. Anche presso gli ebrei in origine la festività era legata ai primi raccolti, quelli del frumento. Successivamente divenne la data in cui si celebra la liberazione del popolo ebraico dalla schiavitù in Egitto. Per gli ebrei in quell’occasione Dio annuncia la punizione degli egiziani e avverte il popolo eletto di macchiare con il sangue di agnello gli stipiti delle loro porte. Così quando l’Angelo Sterminatore passerà per punire gli egiziani passerà oltre le case degli ebrei, risparmiandoli.

Ai tempi di Gesù gli ebrei si recavano in occasione della Pasqua in pellegrinaggio a Gerusalemme. E lo stesso Gesù andava a Gerusalemme. La morte e la resurrezione di Cristo avvennero durante la Pasqua ebraica.

Perché si mangia l’agnello a Pasqua?

La religione Cristiana ha preso alcune delle tradizioni e dei simboli della Pasqua ebraica e li ha fatti propri, rafforzando così simbolismi e concetti. L’agnello per i Cristiani è il simbolo della salvezza, l’agnello risparmia dalla morte, simboleggia la resurrezione. Per questo è tradizione mangiarlo nel giorno di Pasqua. Ciò trae origine da quanto Dio disse agli ebrei per liberarli dalla schiavitù in Egitto. Egli disse che per punire gli egiziani avrebbe ucciso ogni primogenito fra le genti e il bestiame e ordinò al popolo ebraico di segnare con il sangue di agnello le proprie porte così che Dio potesse riconoscere chi colpire. Ma perché proprio il sangue di agnello? Ciò fa riferimento alla precedente tradizione della Pasqua ebraica in cui si doveva offrire in dono il sacrificio di un agnello.

L’agnello nel Cristianesimo diventa così il simbolo di chi viene immolato per la salvezza di tutti, il simbolo di Cristo, del suo sacrificio e redenzione.

Perché si mangia l’uovo di Pasqua?

In tutte le tradizioni e i simboli di Pasqua ricorre il concetto di rinascita e di nuova vita. Anche l’uovo ha quindi questo significato: al suo interno c’è infatti una vita che sta per nascere. Il perché fu scelto proprio l’uovo lo si deve alle usanze della Quaresima. In questo periodo che precede la Pasqua è fatto invito ai fedeli a non mangiare carne e anticamente era fatto divieto di mangiare anche le uova. Le galline però ovviamente continuavano a deporle così che al termine della Quaresima, ossia a Pasqua, i contadini si ritrovavano con tantissime uova. Da qui venne la tradizione di bollirle per farle diventarle dure e poi decorarle. Anticamente i primi Cristiani coloravano di rosso le uova per ricordare il sacrificio di Cristo che con la sua morte ha salvato gli uomini.

Perché la data di Pasqua cambia?

Decidere la data in cui celebrare la Pasqua non fu un’impresa semplice e fu motivo di grande controversie. Bisogna aspettare il Concilio di Nicea del 325 per vedere un criterio comune e adottato da tutta la Cristianità per stabilire la data della Pasqua. Venne deciso che la Pasqua sarebbe stata la domenica successiva al primo plenilunio di primavera. Seguendo quindi i ritmi lunari la data della Pasqua cambia ogni anno e può cadere dal 22 marzo al 25 aprile. E in base a quando cade si definisce bassa, media o alta.

Perché fare gli auguri di Pasqua e cosa scrivere

Per i Cristiani il sacrificio di Cristo e la sua Resurrezione sono eventi fondamentali e sono quindi motivo di celebrazioni e di augurio. E la stessa importanza all’interno della religione ce l’ha la Pasqua per gli ebrei. Ma al di là del credo religioso questo giorno festeggia la rinascita, il saper andare oltre le avversità, superare i dolori e da questi acquisire forza e vigore, con la Pasqua si sconfigge la morte con la Vita Eterna.

Fare gli auguri di Pasqua significa quindi augurare una nuova vita felice, vuole dire sperare in un domani migliore, auspicare di superare ogni dolore. Con la Pasqua e la primavera la vita rinasce e si spera rinasca anche nel cuore di chi amiamo.

SBLOCCARE IL SECONDO CHAKRA CON 8 ESERCIZI YOGA

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Dopo aver parlato come sbloccare il primo chakra con 8 esercizi yoga passiamo al secondo.

Quando il secondo chakra Svadisthana, anche detto chakra sacrale, è perfettamente bilanciato e aperto, siamo in grado di sfruttare la sua energia creativa al massimo e innescare cambiamenti positivi nelle nostre vite.

Quando l’energia di Svadisthana è in equilibrio – non troppo intensa né non troppo scialba – si innescano sentimenti di abbondanza, gioia di vivere e piacere, e viene spianata la strada all’energia creativa per fluire liberamente.

Quando il secondo chakra è aperto ed equilibrato, amiamo profondamente la vita e siamo in grado di trarre piacere fisico e mentale da tutte le nostre esperienze.

Perché il secondo chakra è bloccato?

Energeticamente, il secondo chakra governa la creatività, le emozioni, la gioia, l’entusiasmo e la sensualità. Fisicamente si trova nella zona inferiore dell’addome, sotto l’ombelico, e si dice che sia la sede degli organi riproduttivi.

Quando il secondo chakra è bloccato, ad esempio da un trauma emotivo o da uno stress cronico, non siamo in grado di connetterci con le nostre passioni. Tendiamo a voler controllare ogni aspetto della nostra vita, ci manca l’entusiasmo e potremmo non essere in grado di connetterci intimamente o ritrovare un po’ di amor proprio. Fisicamente, il corpo può manifestare queste emozioni incatenate attraverso un dolore lombare inspiegabile, disfunzione degli organi sessuali e problemi riproduttivi.

Purtroppo le nostre vite moderne, prevalentemente legate alla scrivania e all’auto, possono esacerbare lo squilibrio del secondo chakra. Ci sediamo di più, e per periodi più lunghi che mai, con conseguente indebolimento dei nostri fianchi che inibiscono le energie creative del secondo chakra. A tal fine, uno dei modi più accessibili per annullare queste restrizioni e trovare l’equilibrio del secondo chakra è attraverso le asana. Le posizioni fisiche dello yoga permettono al prana (il respiro vivificante) di fluire, attivarsi e dirigere l’energia in modo appropriato, secondo la filosofia yogica.

Esercizi per sbloccare il secondo chakra

Virasana (con blocco)

seiza

Per questo esercizio avrai bisogno di un blocco da yoga: inginocchiati e fai scorrere il blocco tra i talloni, premendo sui suoi lati lunghi con le caviglie; poggia il dorso e le unghie dei piedi in modo uniforme sul terreno.

Ora siediti mantenendo la schiena dritta e allungando la sommità della tua testa verso l’alto. Assicurati che il blocco supporti uniformemente entrambe le natiche. Poggia le mani sulle cosce o sul ventre mentre tendi all’indietro le spalle, quindi inspira profondamente attraverso la pancia.

Dopo alcuni respiri, inizia a coltivare Ujjayi Pranayama(Respiro Vittorioso) trascinando il tuo respiro lungo la parte posteriore della gola mentre inspiri ed espiri attraverso il naso. Continua per 2 o 3 minuti. Iniziando da questa posizione, hai steso delle basi solide per il resto degli esercizi.

Rotazione dei fianchi

rotazioni fianchi yoga

Da Virasana, porta le mani in avanti sul tappetino e appoggiale mantenendo le ginocchia sotto i fianchi e i polsi sotto le spalle.

Ora inizia a roteare i fianchi come a formare dei piccoli cerchi immaginari, riscaldando la colonna vertebrale e invitando tutto il tuo corpo a sperimentare un senso di fluidità. Man mano che il corpo diventa più caldo, puoi espandere la circonferenza dei cerchi sempre di più, fino al punto da lasciarti andare completamente in Balasana (Child Pose) per alcuni respiri.

Trascorri almeno un minuto muovendo i fianchi in ogni direzione. Quando hai finito, sollevati in Adho Mukha Svanasana (Down Dog) e mantieni la posa per almeno 30 secondi.

Anjaneyasana (Low Lunge)

Anjaneyasana

Partendo dalla posa del Down Dog, porta il piede destro verso la punta del pollice della tua mano destra e contemporaneamente appoggia il ginocchio sinistro sul tappetino.

Premi saldamente la parte superiore del piede sinistro sul tappetino mentre allunghi la gamba sinistra e poggi il piede destro davanti a te. Assicurati che il ginocchio anteriore non sia posizionato oltre la caviglia anteriore, ma che sia perfettamente parallelo ad essa.

Ora stacca le braccia da terra ed estendile verso l’alto. Intreccia tutte le dita delle mani tranne l’indice, che tenderà verso l’alto, e porta le braccia indietro allontanando le spalle dalle orecchie più che puoi. Guarda verso l’alto mentre ti sollevi leggermente da terra e respira profondamente. Fai in modo di disegnare un arco formato dalla tua gamba sinistra, la schiena e le braccia. Mantieni questa posizione per 1 minuto.

Ardha Hanumanasana

Ardha Hanumanasana

Partendo dalla posizione precedente, appoggia le mani a terra su entrambi i lati del tuo piede destro e spingiti all’indietro, raddrizzando e allungando la gamba destra mentre pieghi il piede destro verso l’alto, con la punta delle dita all’insù.

Allunga il tuo torso in avanti mentre inspiri e piegalo leggermente all’indietro mentre espiri; se senti la parte inferiore della schiena inarcarsi troppo durante questa azione, posiziona due blocchi sotto i palmi delle mani oppure appoggia a terra soltanto la punta delle dita.

Lascia che il respiro detti i movimenti della parte superiore del tuo corpo, continuando a portarlo in avanti e all’indietro per 10-12 respirazioni. Quindi espira un’ultima volta e ritorna nella posizione Down Dog, passando prima per Anjaneyasana.

Utkata Konasana (posizione della Dea)

Utkata Konasana

Partendo dal Down Dog, rimettiti in posizione eretta distanziando i tuoi piedi più che puoi (la loro distanza dovrebbe essere più o meno corrispondente alla lunghezza della tua gamba); rotea leggermente le gambe e i piedi di circa 45 gradi, di modo che le dita puntino verso l’esterno.

Piega le ginocchia in profondità per creare un angolo di 90 gradi con le ginocchia, in modo che si allineino perfettamente con i tuoi piedi. Spingi i fianchi ed il coccige verso il basso più che puoi, continuando a mantenere l’equilibrio. Allinea il busto ed il bacino con il resto del corpo e tendi la sommità della testa verso l’alto. Unisci i palmi delle mani davanti al tuo petto in Anjali Mudra.

Cerca di mantenere questa posizione per 1 minuto; mentre respiri, sposta leggermente il tuo corpo da un lato all’altro, oppure avanti e indietro, controllando l’equilibrio attraverso i talloni e le dita dei piedi.

Virabhadrasana II (Warrior II)

Warrior II

Partendo da Urkata Konasana, rotea i fianchi verso destra e pianta saldamente la pianta del piede destro sul tappetino, parallelamente al bordo del tuo materassino.

Contemporaneamente, stendi la gamba sinistra appoggiando il piede sinistro in posizione perpendicolare a quello destro. Estendi il braccio destro davanti a te e quello sinistro dietro di te, parallelamente al terreno e perpendicolarmente al tuo corpo. Dirigi lo sguardo sul tuo dito medio destro. Piega il ginocchio destro di modo che sia allineato con la caviglia destra, nella direzione delle dita dei piedi. Inspira ed espira per 6-8 cicli completi. Mentre ti protendi in avanti in questa postura, rimani ricettivo a tutto ciò che sta accadendo dentro di te.

Lascia che sensazioni, pensieri ed emozioni ti attraversino con facilità semplicemente ricordando a te stesso che ogni esperienza è impermanente.

Viparita Virabhadrasana (Reverse Warrior)

Viparita Virabhadrasana

Mantieni le tue gambe in Warrior II, ma porta il palmo della mano destra verso l’alto e inizia ad allungare il tuo torso all’indietro, invertendo il tuo guerriero mentre fai scivolare la mano sinistra lungo la gamba posteriore.

Fai il possibile per mantenere un angolo di 90 gradi con la gamba destra, facendo in modo che la coscia resti parallela al tappetino. Allo stesso tempo, crea una forma più morbida con la parte superiore del corpo. Lascia andare l’idea che questa debba essere una postura “perfetta” e concentrati invece sugli stimoli che ricevi dai tuoi muscoli, apportando ogni modifica che il tuo corpo ritene necessaria.

Mantieni l’asana per 6-8 respiri. Torna ora alla posizione della Dea, quindi ripeti Warrior II e Reverse Warrior sul lato sinistro. Finisci in Dea.

Prasarita Padottanasana C

Prasarita Padottanasana C

Dalla posizione della Dea, raddrizza le gambe e ruota le punte dei piedi in avanti; intreccia le dita delle mani dietro la schiena. Spingi con forza sui talloni e solleva le rotule, rassodando le cosce mentre lentamente pieghi il torso in avanti e (se riesci) porti la sommità della testa sul pavimento.

Sposta leggermente il peso in avanti, allineando i fianchi sopra i talloni. Mentre apri i fianchi, pensa a sollevare il pavimento pelvico, cercando l’equilibrio nel tuo secondo chakra. Mantieni l’asana respirando per 1 minuto.

Quando hai finito, fai perno sui tuoi piedi, entra in Low Lunge con il piede destro in avanti e poi fai passo indietro verso il Down Dog.

“Una pratica yoga focalizzata sui fianchi e le anche può liberare il disagio e aiutarti a considerare ogni cosa come un’opportunità”, afferma Mary Beth LaRue, un’insegnante di yoga con sede a Los Angeles. “In definitiva, le asana che aprono i fianchi ti insegnano ad allentare la presa sulla vita e lasciare che le cose fluiscano nella giusta maniera. E trovare un senso di fluidità nella tua vita quotidiana trasforma tutte le tue relazioni, inclusa quella con te stesso.”

fonte: meditazione zen

Anteprima (si apre in una nuova finestra)

CALL FOR ARTISTS – NUCLEIKA – III EDIZIONE

Anche quest’anno, per la terza edizione, Nucleika è assolutamente felice di invitarvi al vernissage di “Call for artists” che si terrà il 13 Aprile.

Hanno risposto tanti e talentuosi artisti, tra pittori, fotografi, illustratori e scultori.
Curare l’allestimento è stato un sorprendente gioco di incastri tra stili, idee e progetti molto diversi fra loro.
Vi invitiamo a venire, ad osservare, la varietà e la straordinarietà dell’arte contemporanea del nostro territorio, sorseggiando un drink.

Start
13.04.2019
ore
18:30

Introduce 
Prof.ssa Daniela Costa

special guest
Frea Gerbó dj set e qualche drink.

Artisti in mostra

Alessandra Lanzafame

Francesca Privitera

Giulia Heero

Osborn Giuseppe

Jared Stissi

Marco Valle

Maria Grazia Pellegrino
Daniele Commito

Emanuela Borzì

Giuliana Mannino

Leonardo Pandolfi

Fabio Rugirello

Ljubiza Mezzatesta

Giuseppe Saitta

Iolanda Parmeggiani

Marina Di Tursi

Francesco Pietrella

Viktoria Oleandra

Concetta Vernuccio

Davide Maria

Erika Azzarello

Eugenia Salamone

Filippo Monaco

Valentina Costa

Giancarlo Guadagnino

Giuliana Pulvirenti

Giuliano Cardella

Tripoli Maria

Marina Nicotra

Natale Mancuso

Roberta Denaro

Salvatore Lanzafame

Sebastiano Grasso

Vittorio Ballato

Connie Sciacca

 

Musica a 432 Hz: perchè fa bene e cosa succede al corpo

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Cosa sono le buone vibrazioni? La musica è una delle forme d’arte che piace veramente a tutti. Tra le tante manifestazioni dell’arte, questa è quella che trova ancoraggio in tutti. Esistono poi diversi stili musicali e ognuno di noi sceglie quello più consono e vicino ai suoi gusti, quello che risuona e vibra meglio con ciò che siamo. E quindi la musica vibra con noi? Musica che fa bene Sì, in effetti sì. L’orecchiabilità di un brano o la familiarità di uno stile musicale accade perché qu...

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Chi sono

Vittorio Ballato è un artista in costante evoluzione.

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