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Aleister Crowley ,Cefalù e l’esoterismo nella musica da Bowie ai Beatles

Molti divi della musica rock sono rimasti catturati dalla figura carismatica di Aleister Crowley a cominciare dai mitici Beatles che lo avevano inserito fra le ‘persone che ci piacciono’ sulla copertina del famoso Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band a  Jimmy Page, chitarrista dei Led Zeppelin.

Page è diventato uno dei maggiori collezionisti al mondo di materiale riguardante l’occultista inglese.Nel 1970 acquistò Boleskine House, la casa del mago situata a 20 miglia da Inverness, in Scozia, sulla riva orientale del lago di Loch Ness. Però alcuni incidenti accaduti a membri dei Led Zeppelin, culminati con la morte del figlio del cantante Robert Plant e del batterista John Bonham, avrebbero indotto Page, nel 1980, a vendere la casa.

    Jimmy Page di fronte  Boleskine House

Altri cantanti del calibro di Ozzy Osbourne e David Bowie lo hanno menzionato nelle loro canzoni, mentre i Death SS gli hanno dedicato addirittura l’intero LP Do What You Wilt. Altri grandi artisti come Mick Jagger, leader dei Rolling Stones, è un appassionato di Crowley, mentre Marilyn Manson ha addirittura affermato di esserne stato ossessionato per molto tempo.

Infine, Bruce Dickinson, vocalist del gruppo heavy metal degli Iron Maiden, lo ha sempre annoverato come uno dei suoi miti tanto che ha prodotto e scritto la sceneggiatura di “Chemical Wedding”, un film incentrato sulla figura di Crowley.

Nell’affollata copertina di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles, si può notare Crowley in alto a sinistra.

 Aleister Crowley, artista, poeta, mistico, pensatore e occultista britannico può essere considerato una delle figure chiave nella storia dell’esoterismo e fondatore del moderno occultismo nacque al 36 di Clarendon Square a Royal Leamington Spa, nel Warwickshire, tra le 23 e mezzanotte del 12 ottobre 1875.

Il padre, Edward Crowley, studiò da ingegnere ma non esercitò mai la professione, limitandosi a dedicarsi all’attività familiare di fabbricante di birra. Entrambi i suoi genitori erano membri di un raggruppamento di cristiani evangelici, ma nonostante questo il giovane Edward Alexander ebbe modo di conoscere e apprezzare i lavori grafici di Aubrey Beardsley.

Crowley crebbe in un contesto fortemente religioso, al punto che i bambini della famiglia potevano avere contatti solamente con coloro che condividevano la fede religiosa dei coniugi Crowley. In particolare il padre predicava incessantemente la sua dottrina, era autore di diversi testi di divulgazione e studiava quotidianamente le sacre scritture, obbligando il figlio a partecipare alle sue attività.

Edward Alexander Crowley, questo il vero nome dell’occultista divenne membro della principale organizzazione occulta della fine del XIX secolo, l’Ordine Ermetico della Golden Dawn, che traeva i suoi princìpi da fonti come la Cabala, il Libro dei Morti e l’astrologia. Amava molto viaggiare e durante uno dei suoi viaggi, in Egitto, ebbe la visione di un antico stregone dal nome Aiwas che gli dettò il Libro della Legge, su cui fondò la sua religione destinata, a suo dire, a soppiantare il cristianesimo.

Crowley decise dunque, di fondare l’Abbazia di Thélema, dove celebrare i suoi riti magico-orgiastici e, interrogato l’oracolo cinese (Y king), capì che il luogo ideale dove avrebbe dovuto sorgere era sulla Costa Azzurra, a Capri o a Cefalù.

Crowley scelse Cefalù nell’aprile del 1920 in compagnia dell’americana Leah Faesi e della signorina Ninette Fraux, chiamata Suor Cypris, entrambe sue concubine, e con due bambini figli di Leah.

 

Cefalù è una località turistica e balneare, ogni anno meta di migliaia di turisti che vi giungono da diverse parti del globo per trascorrere le vacanze, sorge in un posizione panoramica straordinaria, sovrastata da un’altura di circa 270 metri, che cade a picco sul mare turchino, denominata la Rocca.

Crowley dimorò per circa tre anni a Cefalù con i suoi adepti e fu successivamente espulso da un’ordinanza ministeriale fascista, essendosi accertato che nella sua villa si svolgevano riti basati su comportamenti osceni.

Sin dall’inizio il mago e il suo entourage femminile destò meraviglia e curiosità tra la gente del luogo, che si ritrovava spesso ad ammire quei personaggi agghindati da strani vestiti e dai comportamenti altrettanto curiosi. Crowley, conosciuto anche come la Grande Bestia 666 (The Mega Jherion 666), amò molto Cefalù, tanto che nel suo testamento scrisse che voleva essere seppellito sulla Rocca, accanto al Tempio di Diana.

Il suo desiderio però non potè essere esaudito dato nell’Aprile del 1923 fu espulso d’urgenza dal suolo italico su ordine di Mussolini per pratiche oscene e perversione sessuale, in seguito alle proteste del popolo e dello stesso vescovo di Cefalù.

Eppure anche dopo l’espulsione del mago l’attenzione su di lui e sulla sua setta non si smorzò, tanto che la ‘Divisione di Polizia Politica’ segnalò che dalla casa del Crowley si irradiavano notizie diffamatorie sulle condizioni dell’Italia fascista, che poi venivano pubblicate su giornali esteri.

In verità l’accusa era infondata, ma Crowley si dedicò alla propaganda antifascista da Tunisi, dove si era rifugiato dopo l’espulsione da Cefalù, scrivendo poesie satiriche sul fascismo e su Mussolini, da lui ritenuto responsabile del suo allontanamento dal suolo italico. Aleister Crowley morì a Brighton il 1° dicembre 1947.

L’Abbazia di Thélema è un casolare isolato sito in località Santa Barbara a Cefalù, alla quale si accede mediante un sentiero situato di fronte all’entrata del cimitero del paese. Qui l’occultista inglese abitò durante il suo soggiorno in Sicilia insieme ai suoi seguaci.

Lo stabile è un classico casolare di campagna, a pianterreno formata da alcune stanze che danno su una sala centrale, ampia e di forma rettangolare, nella quale Cowley aveva disposto il suo trono ad Est e quello della sua prima concubina ad Ovest.

Per Crowley la villa era un’Abbazia, anche se non corrispondeva al tempio che avrebbe voluto costruire sulla cima delle colline di Cefalù, e che avrebbe dovuto esser di forma circolare, con otto grandi colonne che reggevano il tetto a cupola, fatta di vetro, con cortili ed edifici riservati a vari scopi magici e sociali.

Le mura, le porte e tratti del pavimento della villa che abitò erano decorati da nudi e immagini pornografiche dipinte dallo stesso mago. Lo scopo di questi dipinti era di spingere il visitatore, attraverso l’esposizione continua, all’indifferenza nei confronti del sesso. Tutto ciò faceva da cornice alle preghiere quotidiane del gruppo che si riunivano cinque volte al giorno per fare riti satanici, sacrificando animali e compiendo strani riti sessuali spesso sotto l’effetto di droghe.

In realtà Crowley non si può ritenere un satanista nel senso stretto dato che era dichiaratamente ateo, era piuttosto spinto da una rabbia devastante contro l’etica cristiana e la visione cristiana della vita che probabilmente gli era stata imposta durante l’infanzia.
Oggi dell’eremo di Santa Barbara non resta quasi niente perchè le decorazioni scomparvero quando la casa fu rimessa a nuovo. Esiste solo una completa documentazione fotografica eseguita da un giornalista inglese venuto a Cefalù poco prima che fosse rifatta.

 

 

Rimedi antivirali un aiuto dalla Natura

Rimedi antivirali un aiuto dalla Natura

I rimedi naturali per i virus compreso il cv-19 corona virus. I virus, termine che in latino significa “veleno”, sono microrganismi acellulari parassiti obbligati. Queste infettanti e piccolissime particelle nucleoproteiche mancano infatti di una struttura cellulare e si replicano solamente sfruttando intermedi metabolici, enzimi e organelli della cellula ospite. Il corona virus Cv–19 si presenta molto simile al virus SARS ma molto più contagioso e per...

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Cos’è il Coronavirus?

 

I coronavirus sono una specie di virus che utilizzano come materiale genetico l’RNA cioè l’acido ribonucleico: una versione “semplificata” del DNA, che assolve al medesimo scopo di codificare e trasmettere le informazioni genetiche, e sono responsabili di infezioni respiratorie a livello del tratto naso-faringeo, dei seni paranasali e della gola.

Questi tipi di virus si chiamano così perché i loro virioni (la parte infettiva) appaiono al microscopio elettronico come piccoli globuli, sui quali ci sono tante piccole punte che ricordano quelle di una corona le cui punte sono formate dai “peplomeri”, le strutture proteiche che insieme ad altri meccanismi servono ai virus per attaccarsi alle cellule dell’organismo da infettare.

Una volta che si sono legati alle cellule ospiti, i virus rilasciano il loro codice genetico modificando il comportamento della cellula. Questo processo fa sì che si attivi una risposta immunitaria da parte dell’organismo infettato, che cerca di sbarazzarsi del virus (solitamente facendo alzare la temperatura: in pratica viene la febbre), e assieme ai rhinovirus, ai virus influenzali e ai virus parainfluenzali, rientrano tra i principali agenti scatenanti il raffreddore.

I coronavirus sono piuttosto diffusi tra varie specie di mammiferi e uccelli: infettano il loro apparato respiratorio e gastrointestinale.

Da 60 anni circa, sappiamo che in alcuni casi questi virus riescono a passare agli esseri umani, causando sintomi che variano a seconda delle loro caratteristiche.

A oggi sono noti sette diversi coronavirus che possono infettare l’uomo, compreso 2019-nCoV, quello da poco scoperto in Cina.

Secondo un’indagine relativa alle cause virali di raffreddore, i coronavirus sarebbero responsabili di circa il 10-15% dei casi di raffreddore rinvenuti nella popolazione generale.

È altamente probabile che molti di noi, senza saperlo, abbiano contratto, anche più di una volta nella vita, una qualche infezione da coronavirus.

 

La prima descrizione dei coronavirus risale al 1960, dopo che alcuni ricercatori avevano preso in considerazione alcuni casi di raffreddore.

Tra il 2002 e il 2003, i coronavirus sono saliti alla ribalta della cronaca a seguito dell’epidemia di SARS, scoppiata in quel periodo. La SARS – sigla che vuol dire Sindrome Acuta Respiratoria Grave – è un’infezione delle vie aeree respiratorie superiori e inferiori molto potente, provocata da un coronavirus il cui nome specifico è SARS-CoV (o SARS-Coronavirus).

Le infezioni da coronavirus sono più probabili durante la stagione autunnale o in inverno. Tuttavia, è bene ricordare che i coronavirus possono infettare l’essere umano tutto il tempo dell’anno.

Un altro fattore di rischio che incide fortemente sulla possibilità di sviluppare un’infezione da coronavirus è la stretta vicinanza con un individuo contaminato e con le stesse modalità dei virus influenzali.

I sintomi del coronavirus sono i sintomi provocati dalle più comuni infezioni respiratorie, ossia:

Naso chiuso e che cola

Tosse

Mal di gola

Febbre tra i 38°C e i 39°C

Infiammazione delle mucose nasali, della gola e dei bronchi

Cefalea

Perdita di appetito

Senso di malessere generale

La prima risorsa per contrastare un’infezione virale da coronavirus è il proprio sistema immunitario, che identifica l’infezione e sviluppa la capacità di contrastare il virus, impedendogli di fare ulteriori danni in futuro. Non esistono cure e i medici possono solamente somministrare farmaci per ridurre i sintomi, o per trattare complicazioni come la polmonite, nel caso in cui si presenti. Qualcosa di analogo avviene già con l’influenza, nel caso di pazienti con precedenti problemi di salute.

Attualmente il nuovo coronavirus si è rivelato mortale nel 2,7 per cento dei casi, ma la stima è probabilmente in eccesso perché i quasi 3mila pazienti dichiarati finora dalla Cina riguardano solo i casi confermati, ma potrebbero essercene altre migliaia (non tutti sviluppano sintomi). Nel 2009, la pandemia influenzale da virus H1N1 (febbre suina) causò la morte di circa mezzo milione di persone in tutto il mondo. Ogni anno, a causa delle complicazioni dell’influenza comune, muoiono centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo. Il nuovo coronavirus sembra essere più aggressivo e – come tutti i nuovi virus – non deve essere sottovalutato fino a quando non se ne comprendono i meccanismi.

Il solstizio d’inverno prima di essere chiamato NATALE… Tradizioni, festeggiamenti, e rituali.

 

Nel 2019 il solstizio d’inverno sarà il 22 Dicembre alle ore 4:19 italiane.

 

Per i popoli antichi durante questi giorni si celebrava l’apertura della porta degli dei, cioè il passaggio verso il cielo. È la vera rinascita dell’uomo, la speranza che ancora una volta la vita divina ritorni sulla terra, attraverso la connessione dei suoi figli con il mondo celeste. Secondo le tradizioni, proprio in questo giorno nascono molti avatar, esseri illuminati che portano i messaggi degli dei.

In questo giorno è fondamentale alleggerirsi di tutti i pesi che abbiamo portato, che ci sono stati accollati o che abbiamo raccolto durante l’anno. Solo quando siamo leggeri possiamo spiccare il volo verso il punto più alto della volta celeste.

Per lo sciamano è la direzione che porta nel mondo Superiore, verso l’Alto, dove si trovano i Maestri Spirituali. È cioè il momento dell’anno in cui si apre di nuovo questa fenditura nel cielo, dove possiamo trovare tutti i poteri per iniziare un nuovo ciclo, in collaborazione con il divino.

Per questa ragione si può celebrare il Solstizio d’Inverno facendo un piccolo rituale con il fuoco, che in tutte le tradizioni primordiali è un altro elemento caratteristico per questo periodo.

Seguendo la traccia del rito del fuoco descritto per il Solstizio d’Estate, potete fare una lista delle cose che volete lasciare andare dell’anno appena trascorso. Ad esempio un litigio, una sconfitta al lavoro, una perdita sentimentale… qualunque cosa che in questo momento sentite che vi è d’impedimento per la vostra vita.

Il Solstizio è la festa del sole, del suo ciclo sulla terra, ed un modo per onorarlo è quello di osservare i momenti di passaggio, l’alba ed il tramonto. Il Solstizio d’inverno corrisponde nel ciclo giornaliero al sorgere del sole e cioè all’alba. E’ una esperienza molto interessante osservare il sorgere del sole, nel punto più verso sud di tutto l’anno.

A volte le mattine fredde di questa stagione hanno il loro fascino, ed il sole rosso del mattino è una grande medicina!

 

Il Natale e’ la versione cristiana della rinascita del sole

Fissato secondo la tradizione al 25 dicembre dal papa Giulio I (337 -352) per il duplice scopo di celebrare Gesù Cristo come “Sole di giustizia” e creare una celebrazione alternativa alla più popolare festa pagana. Sin dai tempi antichi dalla Siberia alle Isole Britanniche, passando per l’Europa Centrale e il Mediterraneo, era tutto un fiorire di riti e cosmogonie che celebravano le nozze fatali della notte piö lunga col giorno più breve.

Due temi principali si intrecciavano e si sovrapponevano, come i temi musicali di una grande sinfonia.

Uno era la morte del Vecchio Sole e la nascita del Sole Bambino, l’altra era il tema vegetale che narrava la sconfitta del Dio Agrifoglio, Re dell’Anno Calante, ad opera del Dio Quercia, Re dell’Anno Crescente.

Un terzo tema, forse meno antico e nato con le prime civiltá agrarie, celebrava sullo sfondo la nascita-germinazione di un Dio del Grano… Se il sole è un dio, il diminuire del suo calore e della sua luce visto come segno di vecchiaia e declino. Occorre cacciare l’oscuritá prima che il sole scompaia per sempre.

 

La festa celtica di Yule

Yule è una festa di tradizione celtica che viene celebrata in occasione del solstizio d’inverno. Si tratta di una festa che fa parte della tradizione germanica. Nelle tradizioni germanica e celtica precristiana, Yule era la festa del solstizio d’inverno.

Nel paganesimo e nel neopaganesimo, soprattutto in quello germanico, rappresenta uno degli otto giorni solari, o sabbat; viene celebrata intorno al 21 dicembre nell’emisfero settentrionale e intorno al 21 giugno in quello meridionale.

La parola Yule deriva forse dal norreno Hjól (“ruota”), con riferimento al fatto che, nel solstizio d’inverno, la “ruota dell’anno si trova al suo estremo inferiore e inizia a risalire”.

Nei linguaggi scandinavi, il termine Jul ha entrambi i significati di Yule e di Natale, e viene talvolta usato anche per indicare altre festività di dicembre. Il termine si è diffuso anche nelle lingue finniche per indicare il Natale (in finlandese “Joulu”), sebbene tali lingue non siano di ceppo germanico.

Non si sa molto delle antiche celebrazioni di Yule. Nei Paesi nordici Yule indicava comunque un periodo di danze, riposo e festeggiamenti. In Islanda Yule veniva celebrato secondo la tradizione antica ancora nel Medioevo.

Nel corso del tempo la celebrazione di Yule venne adattata al cristianesimo e trasformata nel Natale come lo conosciamo oggi.

Fonti e citazioni: www.studisciamanici.it  –  www.greenme.it – www.centrometeo.com – www.ilcerchiodellaluna.it

Oooh Amsterdam: International Free-Improv & Spontaneous Art Festival.

#Oooh_Amsterdam

Siamo lieti di annunciarvi che la comunità di artisti “fluttuanti” dell’ oooh Fest, dopo Berlino, Londra, Tel Aviv, Instanbul, Ragusa, Madrid, sbarcherà ad Amsterdam, dove si creeranno  una serie di “ensemble” unici nel suo genere e si mischieranno ad importanti musicisti della scena di improvvisazione libera di Amsterdam.

Dal 21 al 23 Novembre presso il De Ruimte di Amsterdam 

3 notti di improvvisazione libera.

Negli ultimi 3 anni, i vari oooh Festival hanno ospitato alcuni degli artisti “istantanei” più innovativi al mondo ecco quelli presenti …

Oooh_Amsterdam Lineup:

Salvoandrea Lucifora – Trombone (Italy/NL)
Riccardo Napoli – Prepared Drums (Italy)
Alice Karveli – Flute/Voice/Movement (Greece)
Rick Jensen – Sax (NZ/UK)
Paul Millernas – Drums (UK)
Pietro Frigato – Guitar (Italy)
Illi Adato Sound Art – ElectroAcoustic Rig (UK)
Gabriele GaBa Scalici – keyboard & electronics (Italy)
Craig Cigar Tamlin – Drums (SA/UK)
Hagai Izenberg – Objects / Electronics (Israel)
Tarik Haskić – Sax / Bass (UK)
Andrea Goretti – Keyboard (Italy)
Tom Deadson – Guitar (UK)
Edith Steyer – Sax (Germany)
Jonathan Nagel – Double-bass (NL/DE)
Camille Sa – Clarinet (NL)
Dirk Serries – Guitar (BE)
Martina Verhoeven – Piano/Double-bass (BE)
James Hewitt – Violin (UK/NL)
Christine Cornwell – Violin (UK/NL)
Oene Van Geel – Viola (NL)
Miriam Den Boer Salmón – Violin (NL)
Maya Felixbrodt – Viola (IL/NL)
George Hadow – Drums (UK/NL)
Ada Rave – Tenor sax / Clarinet (AM/NL)
Nicolas Chientaroli – Piano (AM/NL)
Henk Zwerver – Guitar (NL)
James McClure – Trumpet (NL/South Africa)
Dodó Kis – recorder/EWI (HU/NL)
Sanem Kalfa – Voice/Cello (TR/NL)
Christiaan De Jong – Guitar (NL)
Raoul van der Weide – Double-bass/Cello (NL)
Jarno van Es – Piano (NL)
Matteo Mijderwijk – Piano (NL)
Tatiana Rosa – Flute, video (PT/NL)
Hernán Samá – Sax (AM/NL)
Stefanie Janssen – Voice (NL)
Albert H C Manders – Flute (U.S./NL)
Joost Buis – Trombone (NL)
Dimitra Kous – Electronics (GR)
Diego Aguirre – Guitar
Mattia Massolini – Double Bass (BE/IT)
Aaron Lumley – Double Bass (CA/NL)
Ninni Morgia – Electric Guitar (Italy)
Giuseppe Schillaci – Live Electronics (Italy)
Antonio Aiello – Double Bass (Italy)
Vittorio Ballato – Didgeridoo, Jews Harp (Italy)
Marcello Giannandrea – Bassoon (BE/IT)
Federico Braghetti – Cello (BE/IT)
Andrius Derevi – Sax (LT/NL)
Bettina Schroeder – Electric Ukulele + FX (Germany)
Alessandro Grasso – Electronics & Reality Fragments (Italy)
S’YO Fang – Piano (TW/NL)
Julien Palluel Kochnitzky – Piano (CF/NL)
Marco Torres Lunshof – Electric Guitar (CO/NL)
Dimitris Ventourakis – Keyboard/Piano (GR)
Omar Medina (MX/NL)
Mona Creisson – Violin (CA/NL)
Mina Kim – electronics (KOR/NL)
Damon Banks – Bass (NYC)
Gwen Laster – Violin (NYC)
David Mitchel – Guitar (UK/NL)
Petra van Besouw – Violin (NL)

Katia Vonna Beltran – Live Object Theatre (France)
Vicky De Visser – Video (BE)

Dorit Weintal – Movement (NL/Israel)
Simone Giacomini – Movement (Italy)
Maria Mavridou – Movement (NL/GR)
Vincent Verbrug – Movement (NL)
Gaia Gonelli – Movement (Italy)

Please join our FB group: https://www.facebook.com/groups/ooohfest/

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9 MOTIVI PER CUI MASTURBARSI FA BENE

autoerotismo masturbazione

Abbatte lo stress, stimola l’attività cardiaca, concilia il sonno:

La masturbazione è un’efficace medicina senza effetti collaterali (per lui e per lei) 

L’autoerotismo fino a qualche decennio fa portava con sé solo disgrazie come cecità, acne e altre sciagure legate a specifici luoghi di provenienza, e nessuno si sarebbe sognato di parlare dei benefici della masturbazione.

I tempi – fortunatamente – sono cambiati, e oggi possiamo scoprire (e beneficiare) di tutti i vantaggi che una sana e consapevole libidine porta con sé. Ecco perché l’autoerotismo fa bene alla salute di lui e di lei.

 

Ecco a voi 9 motivi per praticarla:

1. Favorisce il sonno

Esattamente come il sesso, l’autoerotismo stanca (ma con accezione squisitamente positiva) e favorisce un sonno sereno e profondo grazie al rilascio di endorfine che accompagna l’orgasmo.

2. Migliora il sesso di coppia

Il know-how che si acquisisce da soli può essere trasferito tra le lenzuola. Si può raccontare al partner (a voce o con i gesti) quali sono le proprie zone più sensibili e il modo in cui si preferisce essere stimolati e chiedere che lui o lei facciano altrettanto. Con un aumento esponenziale del piacere di entrambi. 

3. Aiuta a conoscere il proprio corpo

La ricerca del piacere porta a esplorare il proprio corpo e a conoscere, di conseguenza, cosa ci piace e cosa no. Ecco perché l’autoerotismo è importante, soprattutto per le donne e soprattutto per le donne che non hanno mai provato un orgasmo. Provare (magari con un sex toy) per credere!

4. Diminuisce i crampi mestruali
Masturbarsi diminuisce i livelli delle prostaglandine responsabili dei crampi mestruali. Ecco perché masturbarsi fa bene anche in “quei” giorni.

5. Diminuisce lo stress (e aumenta il buonumore)
Ossitocina e dopamina sono nemiche giurate dello stress e alleate n°1 del buonumore. E l’autoerotismo provoca la circolazione di entrambe.

6. Diminuisce il rischio di tumore
Un recente studio dell’università di Harvard ha evidenziato che gli uomini che eiaculano 5 o più volte a settimana hanno il 33% di probabilità in meno di avere un tumore alla prostata, grazie frequente ricambio di liquido seminale e spermatico che diminuisce infezioni e infiammazioni. 

7. Fa bene al pavimento pelvico
Gli orgasmi fanno lavorare i muscoli pelvici, un po’ come fanno gli esercizi di Kegel. Le contrazioni muscolari che accompagnano il raggiungimento del piacere aiutano a mantenere in salute il pavimento pelvico, facilitando (tra gli altri benefici) anche tutti gli orgasmi a venire.

8. Allontana il rischio di cistite (e di diabete)
Ma i benefici per la salute non finiscono qui: secondo gli studiosi Anthony Santella e Spring Chenoa Cooper dell’università di Sydney, la masturbazione abbassa il rischio di cistite nelle donne grazie al ricambio dei fluidi (che “spazzano” via i batteri) e ridurrebbe anche il rischio di diabete di tipo 2 in entrambi i sessi.

9. Migliora la salute del cuore
Beneficio valido sia per lei sia per lui, ma soprattutto per lei: diversi studi hanno evidenziato che l’autoerotismo mantiene il cuore allenato, diminuendo il rischio di patologie cardiache, prima causa di mortalità tra le donne.

 

RIVOLUZIONE OMEGA, IL GRANDE COMPLOTTO DEL SUONO

 

E’’ possibile disarmonizzare la società, assopendo la coscienza dell’umanità, usando lo strumento suono?!

E’ sorprendente scoprire che esiste un unico strumento utilizzato per l’accordatura standard di tutti gli strumenti musicali: il suo nome è Diapason a 440 hertz (oscillazioni al secondo), attualmente usato per la stragrande maggioranza dei brani che ascoltiamo quotidianamente alla radio, in tv o attraverso i nostri lettori MP3.

Definizione del vocabolario del termine “musica”: “l’arte e la scienza dei suoni, combinati secondo determinate regole; l’insieme armonico di suoni prodotti da strumenti musicali o da più voci.”

La musica, anche se non lo pensiamo spesso, è una vera e propria scienza, che basa le sue fondamenta su leggi matematiche e fisiche incontrovertibili.

Il diapason di 440 vibrazioni non ha alcuna valenza scientifica.

Può, quindi, questo tipo di vibrazione disarmonica, agire da portatrice di stress, ansie e patologie di vario tipo? Sì, potrebbe, in quanto è plausibile supporre che, se determinate armoniche sono in grado di guarire un organo malato, le disarmoniche possano farlo ammalare.

Il grande musicista Verdi, in una lettera datata 1884, non usa mezzi termini per denunciare che qualcuno, in Vaticano (e suppongo non solo a Roma), ha voluto di fatto sopprimere il diapason a 432 Hz.

IL COMPLOTTO DELLA DISARMONIA MUSICALE

La corsa all’acuto iniziò con l’adozione unilaterale di un LA più alto (440Hz) da parte delle bande militari russe ed austriache ai tempi di Wagner, e tale diapason, pur non avendo alcuna giustificazione scientifica o basata sulle leggi della voce umana, fu in seguito accettato per convenzione a Londra (guarda caso Londra è uno dei più importanti centri di potere dei massoni della Confraternita Babilonese, ndr) nel 1939.

Da questo breve stralcio di eventi, si può subito notare come si sia cercato deliberatamente di alterare la ricerca scientifica su questo strumento, portando così ad una forzata disarmonia nelle frequenze musicali. Perché “deliberatamente”? Semplicemente perché, una volta che si è entrati in possesso di un valore scientifico riguardo ad un fenomeno ben preciso, cambiarlo senza conoscenza e senza ragioni equivale ad interferire.

Trasportare il diapason scientifico da 432 vibrazioni ad un diapason disarmonico di 440, è stato praticamente come condannarci all’esposizione di armoniche dannose per il nostro equilibrio.

Le ricerche di Maria Renold. Meglio nota come la “sacerdotessa del tuning” (cioè dell’intonazione), studiò a lungo le differenti accordature ed i relativi effetti riscontrati sul pubblico.

Se rimane un punto fermo l’oscillazione a 432 Hz, la sua logica di accordatura (in sostanza, come arrivare ad ottenere i 432 Hz…) non è per niente scontata.

La cosa più interessante è la menzione ad un certo Heinrich Schreyber, o Henricus Gram-mateus che, a quanto sembra, impostò “a orecchio”la corretta intonazione nel 1518, senza nemmeno realizzare – come al solito le migliori scoperte avvengono “per caso” –ciò che aveva ottenuto: un vero e proprio sistema d’intonazione, definito dalla Renold, di “dodici quinte reali”.

Piccola nota su Gustavo Rol che, a questo proposito, mi sembra necessario farvi conoscere.

Adolfo Gustavo Rol, torinese, fu acclamato dai potenti della Terra (presidenti degli Stati Uniti, ma anche registi come Fellini, miliardari come Giovanni Agnelli, dittatori come Mussolini, ecc.), tutti a chiedere consiglio e a tenere in grande considerazione il suo parere.

Di lui si narrano magie strabilianti (ad esempio, oltre che veggente, pare potesse viaggiare nel tempo portando con sé altre persone, far attraversare agli oggetti i muri, ecc.), che egli tendeva a sminuire. Si considerava semplicemente un “precursore”, perché sosteneva che tali poteri sono latenti nell’uomo e, un giorno, tutti sapremo usarli.

Mi viene in mente una frase del grande Rol, scritta sul suo diario, nel tentativo di di spiegare come nacquero i suoi poteri: “Ho scoperto la tremenda legge che lega il colore verde, la quinta musicale ed il calore…”. Tutto questo per far notare come il suono ritorni ancora, come elemento occulto basilare, e sempre nella forma di “quinta musicale”.

 

Gli 8 Hz, alla base del processo dei 432 Hz, sono la chiave per arrivare a sfruttare al massimo il cervello umano

Tornando a noi. La Renold racconta che, quando aveva il pianoforte intonato tramite le “dodici quinte reali”, e intratteneva i suoi ospiti con qualche sonata, gli ascoltatori osservavano non solo un incremento della ricchezza di timbro e qualità di tono, ma che i toni sembravano provenire da alcuni spazi indeterminati al centro della stanza, invece che dal pianoforte stesso.

Altri interessanti spunti provengono dalla vita e dalle esperienze di Maria Renold. La sua preziosa ricerca ha rilevato, più di una volta, che attraverso la normale intonazione standard basata su un LA a 440Hz, gli ascoltatori presenti nella stanza cominciavano a polemizzare tra loro e ad assumere perfino comportamenti antisociali.

Quando invece l’intonazione del medesimo pianoforte veniva eseguita seguendo la regola del LA a 432Hz, gli stessi ascoltatori, nuovamente invitati ad assistere al medesimo concerto, rimanevano questa volta piacevolmente colpiti ed entusiasti.

Un beneficio, quello dei 432 Hz, noto a tutti gli antichi (egizi, greci, sumeri, ecc.), e di cui il grande complotto mondiale ci ha invece privati.

RIPRENDIAMOCI L’ARMONIA MUSICALE: RIVOLUZIONE OMEGA!

Il movimento per ripristinare il diapason a 432 hz è meglio noto come “Rivoluzione Omega”.

La parola “rivoluzione”, in questo caso, è una parola più che positiva, e sta ad indicare un modo del tutto nuovodi apprestarsi alla composizione musicale, in grado di portare grandi benefici, senza nulla togliere alla personale creatività che contraddistingue ogni singolo artista.

Sono in corso degli studi in Italia proprio su questo argomento, e precisamente a Novara, che verranno rilasciati pubblicamente nei prossimi anni. Tutti i dati finora raccolti dimostrano che sia auspicabile pensare a delle vere e proprie cliniche di cura, sottoponendo i pazienti alla musica delle 432 oscillazioni, per riportare gli organi malati nel giusto spettro armonico.

La “Omega”, invece, corrisponde all’ultima lettera dell’alfabeto greco. Un simbolo che sta ad indicare “la fine del Tempo”, “la sintesi di tutta la creazione”. Ma “Omega” è soprattutto il simbolo dell’”infinito”, e la sua rappresentazione è questa: ∞. Nient’altro che un otto orizzontale.

E non è un caso che l’infinito si indichi con un otto… perchè dagli 8 Hz tutto parte.

Il nostro pianeta “batte” a otto cicli al secondo (8 Hz, conosciuto anche come la “Risonanza fondamentale di Schumann”.

E 8 Hz sono il ritmo dell’onda Alfa del cervello, alla quale i nostri emisferi cerebrali sono sincronizzati per operare insieme in modo uguale. E gli esempi sarebbero infiniti proprio come gli 8 Hz, un livello a cui si arriva alla Super Coscienza. Tutto è geometricamente perfetto.

Il padre della Rivoluzione Omega, Ananda M. Bosman, un valente musicista elettronico e famoso “scienziato visionario”, suggerisce che una disarmonia armonica del nostro campo di risonanza aurico può generare disarmonia anche alle normali funzioni cerebrali. Vale a dire: dimmi che musica hai ascoltato e ti dirò come ti senti oggi.

Nell’Universo l’energia è vibrazione. Il ritmo vibratorio di un oggetto, compreso il corpo umano, si chiama risonanza.

Quando la frequenza si altera, quella parte del corpo si ammala perché vibra in modo disarmonico. Se si conosce la corretta frequenza di risonanza di un organo sano e la si proietta sulla parte malata, l’organo può tornare alla sua frequenza normale: il primo passo verso la guarigione.

La malattia altro non è che una disarmonia di frequenze. Risulta perciò possibile, attraverso l’uso di un suono specifico proiettato sull’area malata, reintrodurre il giusto livello armonico e poterlo così guarire.

432 Hz. Nel libro di Ananda Bosman si spiega anche “tecnicamente” il perchè di questa precisa oscillazione, ma io lo tralascerei visto che si può approfondire lì. Sul libro troverete anche gli innumerevoli esempi numerici che determinano l’importanza di questo numero e dei numeri che lo compongono.

La sostanza è questa: il 432 è la precisa sintesi del tutto, in armonia con ogni principio del macro e del microcosmo universale. La regola base per l’armonia è sempre la stessa: “come in alto, così in basso” (e viceversa).

IN CONCLUSIONE

Rivolgo un appello a voi, appassionati di musica e musicisti. Gente comune. Sforziamoci di diffondere la Rivoluzione Omega, ascoltandola, suonandola e parlandone.

Il Cervello e’ una struttura bioelettrochimica la quale apprende mediante la vista e l’ udito e gli altri sensi, producendo attivamente immagini ,colori e suoni ecc.. in termini di sensazioni interiorizzate; quest’ultime infatti non sono soltanto il risultato di un semplice riconoscimento basato su la rispondenza biunivoca e speculare tra la realta fisica esterna ed il vissuto percettivo.

Il cervello infatti, si “auto organizza” producendo una attivita interiore che si predispone attivazione delle aree visive ed auditive , capaci di produrre immagini e suoni ed inoltre alla intercettazione analitica delle varie vibrazioni provenienti dal mondo esterno .

Constatiamo ad esempio che il cervello modulando in modo programmato le saccadi oculari ed anche tramite una una gamma di sonorita (emissioni otoacustiche ) ed altri sistemi di di auto stimolzione necessari per intercettare messaggi subliminali , si predispone nel confrontarsi interattivamente con gli stimoli sensoriali provenienti dal mondo esterno , per poi realizzare le immagini e suoni come simulazione interiorizzata di modelli visivi ed auditivi geneticamente determinati , che sono in realta quelli che percepiamo e quindi significhiamo come sensazioni cerebrali.

Cio che vediamo ed udiamo pertanto e’ il frutto della simulazione cerebrale prodotta dal sistema neuronale eleborate come immagini e suoni la quali ci informano sulla probabilita delle nostre future interazioni con l’ambiente sia fisiche che emotive o pulsionali.

La vecchia concezione per la quele il cervello ha “solo” la possibilita di ricezione e trasduzione speculare dei segnali sensoriali analogamente ad un computer , non tiene conto della capacita “auto-organizzativa” del cervello di compiere una indagine di previsione che traduce e stabilizza la produzione di imamgini di suoni secondo le esigenze genetiche di rappresentazione della propria specie vivente.

La obsoleta ed antiquata prospettiva del funzionamento cerebrale ,ha il limite di non saper spiegare l’ immaginario e quindi le potenzialita intuitive e creative dell’ uomo , e pertando conduce ad inspiegabili paradossi,come ad esempio la contraddittorieta tra la funzione analitica del cervello il suo funzionamento olistico.

Infatti mentre le varie zone specialistiche analizzano puntualmente i segnali provenienti dall trasduzione degli stimoli sensoriali , di fatto nella nostra percezione immagini e suoni sono ben sincronizzati e simultaneamente correlati.

La reale simultaneita composita della percezione pone quindi il problema del funzionamento non solo analitico ma anche olistico del cervelllo ; tale contraddizione che puo essere facilmente risolta modificando la PROSPETTIVA NELLA SIGNIFICAZIONE CEREBRALE DELLA PERCEZIONE , come sopra accennato.

EGOCREANET ha iniziato fin dal 1997 a trattare scientificamente l’ argomento dell’ immaginario e della creativita’ iniziando con il far capire che i colori percepiti ( anche nella fase onirica del funzionamento cerebrale) , sono di fatti una risposta sensoriale al tipo di reazione fotochimica che avviene nei coni e nei bastoncelli e che risponde alla costruzione genetica delle diverse molecole di Rodopsina , che vengono prodotte dal sistema retinico .

Putroppo la transdisciplinarieta che conduce a formulare una ampia discussione sull’ effettivo funzionamento cerebrale, non trova ascolto dalla accademie la quali persistono nelle loro tradizione di ricerca disciplinare e sub-disciplinare , che infine tende a tradurre la complessita dei processi naturali in inutili complicazioni e devianti formalismi.

La Festa dei Morti in Sicilia: quando i defunti ritornano per portare doni

 

In Sicilia la Commemorazione dei Defunti del 2 novembre non si veste affatto di panni solenni e ossequiosi e, anzi, sembra quasi un carnevale di balocchi specialmente per i più piccini. In quest’occasione, infatti, la morte smette, almeno per un momento, di fare paura ed è addirittura celebrata tra giochi e dolciumi tipici.

Chiaramente, tuttavia, il 2 novembre resta un giorno dedicato alla memoria delle persone care che non ci sono più e, per questa ragione, vi è la consuetudine di recarsi al cimitero a far visita ai defunti, portando loro un omaggio floreale. Nonostante ciò, comunque, non si tratta affatto di una giornata triste dedicata al dolore, bensì rappresenta una maniera leggera e serena di esorcizzare e sdrammatizzare il pensiero della morte.Inoltre, si tratta di una festività particolarmente gioiosa per i bambini, che in questo giorno possono gustare dolci di ogni tipo e ricevere doni. Folclore vuole, infatti, che nella notte tra l’1 e il 2 novembre, considerata la più lunga dell’anno, le anime dei defunti ritornino a camminare tra i vivi. Durante questa notte, tra l’altro, essi lasciano in dono ai bambini giocattoli e pensierini, che i piccoli troveranno la mattina seguente.Usanza comune, specialmente in passato, era quella di organizzare una vera e propria caccia al tesoro per divertire i bambini, nascondendo i regali in giro per la casa o, addirittura, per l’interno paese. Inutile dire, quindi, che i bambini, come descritto anche da Camilleri in un interessante scritto, aspettavano con grande impazienza il giorno dei morti. “Dopo un sonno agitato– raccontava l’amato scrittore siciliano- ci svegliavamo all’alba per andare alla cerca. Perché i morti avevano voglia di giocare con noi, di darci spasso, e perciò il cesto non lo rimettevano dove l’avevano trovato, ma andavano a nasconderlo accuratamente, bisognava cercarlo casa casa”.

I dolci dei morti: le specialità tipiche del 2 novembre in Sicilia

Da buoni siciliani, ovviamente, anche la Festa dei morti rappresenta un’occasione per sbizzarrirsi in specialità culinarie di ogni sorta e riunirsi insieme ad assaporarle. Le pietanze tipiche di questo periodo sono numerose, anche se per lo più si tratta di cibi dolci. Trovarsi in Sicilia in questo periodo significa, in effetti, dimenticarsi per qualche istante della dieta e farsi estasiare dalla bontà delle ossa dei morti, biscotti particolarmente croccanti a forma di tibie umane. Immancabile anche la frutta martorana e i pupi di zucchero, specialità dolciarie a base interamente di zucchero, che riprendono la sagoma dei caratteristici cavalieri dell’Opera dei Pupi. 

Altro must da gustare assolutamente sono le rame di Napoli, biscotti fatti con uno spugnoso pan di Spagna ricoperto di glassa al cacao e spolverizzate con la granella di pistacchio. Tutti questi dolciumi vanno all’interno del “canistru”, un cestino di paglia intrecciata che contiene le leccornie tipiche della tradizione e che, spesso, sono preparati in casa e donati ad amici e parenti.

In alcune zone della Sicilia, inoltre, si usa preparare uno speciale pane a forma di pagnottella, che, appena caldo, viene condito e gustato. La “muffoletta”, questo il suo nome, viene farcita con olio, acciughe, sale, pepe, origano e formaggio primo sale e mangiato ancora tiepido. Infine, secondo la tradizione della Commemorazione dei Defunti, durante questi giorni devono essere consumate le fave, all’interno delle quali si crede siano contenute le lacrime dei cari estinti.

Ma da dove deriva questa festività e come viene celebrata ogni anno?

La Festa dei Morti in Sicilia è una ricorrenza particolarmente sentita, specialmente per il valore simbolico e sentimentale che questa ricopre nel senso comune. Durante il 2 novembre, infatti, l’idea della morte, solitamente temuta e allontanata, si carica di un’atmosfera allegra e, tra giocattoli, dolci e leccornie, la si esorcizza e la si rende un’occasione per rendere omaggio ai cari defunti. 

Sebbene negli ultimi decenni la tradizione di Halloween sia sempre di più diventata parte anche del folclore locale, la Festa dei Morti continua a essere comunque una celebrazione partecipata e apprezzata dai siciliani. Inoltre, se si vanno a ricercare le radici della Commemorazione dei Defunti del 2 novembre, si scopre subito che le due tradizioni, per quanto geograficamente distanti, non sono, tuttavia, del tutto scollegate e che, al contrario, potrebbero condividere la stessa genesi. Forse non tutti sanno, in effetti, che Ognissanti e la Festa dei Morti affondano le radici in un tempo antichissimo e in una terra ben lontana dall’Isola del sole e del mare.

Significato e origine della festa di Ognissanti

L’origine della festa di Ognissanti va ricercata lontano nel tempo e nello spazio e, anticamente, nulla aveva a che vedere con la sua attuale natura cattolica e religiosa. Sembrerebbe, in effetti, che questa ricorrenza avrebbe luce dagli antichi popoli celtici, i quali avevano la consuetudine di dividere l’anno solare in due fasi, quella della rinascita della natura e quella dell’inizio del suo letargo.

Se la prima ricorrenza cadeva a maggio, la seconda era invece celebrata all’inizio del mese di novembre, il periodo dell’anno in cui la terra veniva messa a riposo. Questa celebrazione prendeva il nome di Samhain ed era considerato il giorno in cui, più di tutti, si assottigliava il velo che divideva il mondo dei vivi da quello dei defunti.

Con l’avvento del Cattolicesimo, ovviamente, questa festività perse via via la sua funzione di rituale agricolo per caricarsi di significati religiosi. Nel VII secolo, non potendo sradicare il culto pagano del Samhain dal tessuto sociale, papa Bonifacio IV decise di integrare le due tradizioni, dando vita alla festa di Tutti i Santi, collocata, però, il 16 maggio. Solo due secoli dopo, nell’835 d.C, papa Gregorio IV spostò la celebrazione al primo novembre. Nel X secolo, infine, la Chiesa Cattolica istituì un’ulteriore ricorrenza dedicata al culto dei defunti, fissata appunto nel giorno del 2 novembre.

 

 

 

 

432Hz La lotta di Giuseppe Verdi

In una lettera alla commissione musicale del Governo, riportata dal decreto del 1884, Giuseppe Verdi scrisse:

“Fin da quando venne adottato in Francia il diapason normale (che allora si attestava a 435Hz), io consigliai venisse seguito l’esempio anche da noi; e domandai formalmente alle orchestre di diverse città d’Italia, fra le altre a quella della Scala, di abbassare il corista (diapason) uniformandosi al normale francese.

Se la Commissione musicale istituita dal nostro Governo crede, per esigenze matematiche, di ridurre le 435 vibrazioni del corista francese in 432, la differenza è così piccola, quasi impercettibile all’orecchio, ch’io aderisco di buon grado.
Sarebbe grave, gravissimo errore adottare, come viene da Roma proposto, un diapason di 450.
Io pure sono d’opinione con lei che l’abbassamento del corista non toglie nulla alla sonorità ed al brio ell’esecuzione; ma dà al contrario qualche cosa di più nobile, di più pieno e maestoso che non potrebbero dare gli strilli di un corista troppo acuto.
Per parte mia vorrei che un solo corista venisse adottato in tutto il mondo musicale.
La lingua musicale è universale:
perché dunque la nota che ha nome La a Parigi o a Milano dovrebbe diventare un Si bemolle a Roma?”

Il grande musicista Verdi, in questa lettera datata 1884, non usa mezzi termini per denunciare che qualcuno, in Vaticano (e suppongo non solo a Roma), ha voluto di fatto sopprimere il diapason a 432 Hz.

La corsa all’acuto iniziò con l’adozione unilaterale di un LA più alto (440Hz) da parte delle bande militari russe ed austriache ai tempi di Wagner, e tale diapason, pur non avendo alcuna giustificazione scientifica o basata sulle leggi della voce umana, fu in seguito accettato per convenzione a Londra (guarda caso Londra è uno dei più importanti centri di potere dei massoni della Confraternita Babilonese, ndr) nel 1939.

E’ possibile disarmonizzare la società, assopendo la coscienza dell’umanità, usando lo strumento suono?!

Il disegno di legge per il La di Verdi
SENATO DELLA REPUBBLICA X LEGISLATURA N. 1218 DISEGNO DI LEGGE
D’iniziativa dei senatori BOGGIO, MEZZAPESA, CAPPELLI e AZZARA’
Comunicato alla presidenza il 20 luglio 1988

Normalizzazione dell’intonazione di base degli strumenti musicali

ONOREVOLI SENATORI – E’ giunto il momento di trovare una soluzione duratura alla continua incertezza e variabilità nell’intonazione di base degli strumenti musicali, che si è rivelata dannosa e pericolosa non soltanto per le voci dei cantanti, ma anche per il nostro patrimonio organologico, ed in particolare per gli antichi strumenti ad arco ed a tastiera (violini, viole, violoncelli, nonché organi e fortepiani costruiti per un’accordatura non superiore ad un La(3) tra i 427 e i 435 cicli al secondo). La “corsa all’acuto” a cui assistiamo da decenni, giustificata da taluni come espressione di libertà artistica, rischia di rendere impossibile la giusta interpretazione di capolavori come le sinfonie di Mozart, Haydn e Beethoven e potrebbe, stando alla testimonianza di famosi artisti lirici e direttori d’orchestra, portarci ad una situazione in cui tra qualche anno sarà sempre più difficile mettere in scena numerose opere liriche, per la mancanza di voci adatte al repertorio.

La causa di questa situazione sta nella “libera fluttuazione del La”.

Nel 1884 il Governo dell’epoca emise un decreto per la normalizzazione del diapason ad un La(3) di 432 vibrazioni, che era stato richiesto da Giuseppe Verdi e dai musicisti italiani riuniti a congresso a Milano nel 1881. Il decreto è conservato al Conservatorio G. Verdi di Milano.

In una lettera alla commissione musicale del Governo, riportata dal decreto del 1884, Giuseppe Verdi scrisse:

“Fin da quando venne adottato in Francia il diapason normale, io consigliai venisse seguito l’esempio anche da noi; e domandai formalmente alle orchestre di diverse città d’Italia, fra le altre a quella della Scala, di abbassare il corista uniformandosi al normale francese. Se la Commissione musicale istituita dal nostro Governo crede, per esigenze matematiche, di ridurre le 435 vibrazioni del corista francese in 432, la differenza è così piccola, quasi impercettibile all’orecchio, ch’io aderisco di buon grado.

Sarebbe grave, gravissimo errore adottare, come viene da Roma proposto, un diapason di 450. Io pure sono d’opinione con lei che l’abbassamento del corista non toglie nulla alla sonorità ed al brio dell’esecuzione; ma dà al contrario qualche cosa di più nobile, di più pieno e maestoso che non potrebbero dare gli strilli di un corista troppo acuto.

Per parte mia vorrei che un solo corista venisse adottato in tutto il mondo musicale. La lingua musicale è universale: perché dunque la nota che ha nome La a Parigi o a Milano dovrebbe diventare un Si bemolle a Roma?”

Il “diapason normale” (La=435) a cui si riferisce Verdi è quello conservato al Museo del Conservatorio nazionale di Parigi, mentre il cosiddetto “diapason scientifico”, a cui si riferisce il decreto e che fu approvato all’unanimità al congresso dei musicisti italiani del 1881, è quello proposto dai fisici Sauveur, Meerens, Savart, e dagli scienziati italiani Montanelli e Grassi Landi e calcolato su un Do centrale (indice 3) di 256 cicli al secondo. E’ importante sottolineare che la corsa all’acuto iniziò invece con l’adozione unilaterale di un La più alto (440 cicli) da parte delle bande militari russe ed austriache ai tempi di Wagner, e che tale diapason, pur non avendo alcuna giustificazione scientifica o basata sulle leggi delle voce umana, fu in seguito accettato per convenzione a Londra, nel 1939.

Ai presentatori di questo disegno di legge è sembrato opportuno preferire alla proposta dell’unificazione del diapason a 440 Hertz (per qualcuno si tratta d’un ripensamento), che trova oggi autorevolissimi sostenitori, quella accettata e poi sostenuta da Verdi (432 Hertz) che è ottimale per la voce umana e per gli strumenti di liuteria.

L’articolato della presente proposta di legge è tratto, in larga misura, salvo l’altezza fissata a 432 vibrazioni, dal disegno di legge n. 296 della IX legislatura a firma dei senatori Mascagni, Ulianich, Boggio, Panigazzi, Ferrara Salute e Parrino (il disegno di legge n. 296 proponeva 440 Hertz). Gli obblighi che il presente disegno di legge pone dovranno essere regolamentati entro il termine di un anno dal Ministero della pubblica istruzione, di concerto con il Ministero del turismo e dello spettacolo. Tale regolamento è previsto dall’articolo 2 a maglie molto larghe, per esigenza di ricerca ed artistiche, talché tranne che per brani di musica vocale e spettacoli lirici sarà molto facile esercitare la possibilità di deroga.

Il diapason Verdi non è un dogma, come non lo è la necessità di normalizzare l’intonazione di base degli strumenti musicali, ma è opportuno che il Parlamento raggiunga, per le ragioni anzidette, l’accordo su una disciplina della fluttuazione del La.

DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.
1. Il suono di riferimento per l’intonazione di base degli strumenti musicali è la nota La(3), la cui altezza deve corrispondere alla frequenza di 432 Hertz (Hz), misurata alla temperatura ambiente di 20 gradi centigradi.

Art. 2.
1. E’ fatto obbligo agli istituti di istruzione musicale, alle istituzioni e organizzazioni, comunque sovvenzionate dallo Stato o da enti pubblici, che gestiscono o utilizzano orchestre o altri complessi strumentali, e all’ente concessionario del servizio pubblico radiotelevisivo di adottare stabilmente come suono di riferimento per l’intonazione la nota La(3) di cui all’articolo 1. Deroghe sono consentite per esigenze di ricerca ed artistiche, tranne che per brani di musica vocale e spettacoli lirici.

Art. 3.
1. Per ottemperare a quanto disposto dai precedenti articoli è fatto obbligo di utilizzare per l’intonazione strumenti di riferimento pratico (diapason a forchetta, regoli metallici, piastre, generatori elettronici, eccetera) tarati alla frequenza di 432 Hertz e dotati di relativo marchio di garanzia, indicante la frequenza prescritta. E’ ammessa la tolleranza, in più o in meno, non superiore a 0,5 Hertz.

Art. 4.
1. I contributi dello Stato o degli enti pubblici sono condizionati anche alla comprovata osservanza delle norme contenute nella presente legge.

Art. 5.
1. L’utilizzazione di strumenti di riferimento non conformi alla norma di cui all’articolo 3 è punita con l’ammenda per ogni esemplare da lire 100.000 a lire 1.000.000.

Art. 6.
1. Con decreto del Ministro della pubblica istruzione saranno indicati gli istituti specializzati autorizzati a fornire la frequenza campione per la taratura degli strumenti di riferimento e ad esercitare funzioni di controllo.

Art. 7.
1. Il Ministero della pubblica istruzione, di concerto con il Ministero del turismo e dello spettacolo, provvede entro il termine di un anno ad emanare il regolamento di attuazione della presente legge.

Art. 8.
1. Sono abrogate tutte le precedenti disposizioni di legge in merito.
_________________

DDL 1218/001-VI

Una nuova iniziativa per il diapason di Verdi

Il Maestro Arturo Sacchetti presenta il suo progetto per un’orchestra nel La verdiano (432)

Alla conferenza internazionale dello Schiller Institut tenutasi a Oberwesel (Germania) il 24-25 luglio 1999, il maestro Arturo Sacchetti ha presentato il suo progetto per le celebrazioni verdiane a Busseto nel centenario dalla morte del grande compositore italiano (2001). Sacchetti, rinomato organista, direttore di coro ed orchestra, già direttore artistico di Radio Vaticana ed attualmente direttore del Festival Perosiano a Tortona, ha preso la parola durante la sessione musicale, insieme ad Anno Hellenbroich, direttore del coro e orchestra dello Schiller che sta preparando la Passione secondo San Giovanni di Bach, su cui è intervenuto, e Liliana Gorini, che ha presentato il Lied di Johannes Brahms “Mainacht” come esempio dell’uso del colore vocale. Il Mo. Sacchetti è stato assistito durante la sua presentazione dalla moglie, la pianista ed organista Natalia Kotsioubinskaia, e dal primo oboe della sua orchestra a Tortona, Giampiero Del Santi, che hanno eseguito alcuni esempi da sonate di Ponchielli e Rossini per oboe e pianoforte nelle due accordature, quella altissima odierna (La=444 Hz) e quella voluta da Giuseppe Verdi nel 1884 (La=432 Hz), nonché un passaggio dalla famosa aria di Aida “O cieli azzurri” insieme al soprano Liliana Gorini, per far sentire la differenza di colore e la morbidezza del suono con l’accordatura verdiana. Lo stesso esempio era stato eseguito dal soprano verdiano Antonella Banaudi alla conferenza tenutasi nel Salone Barezzi nel febbraio 1997, per presentare Canto e Diapason, a cui avevano partecipato, oltre al Mo. Sacchetti, il famoso tenore Carlo Bergonzi, che sostiene l’iniziativa dello Schiller per il La verdiano dal 1988, il famoso baritono Piero Cappuccilli e Lyndon H. LaRouche. Pubblichiamo stralci dell’intervento del Mo.

Sacchetti:
“Dopo quest’audizione sarà apparsa chiaramente la differenza tra i due tipi di accordatura. Il vero problema, per l’ accordatura a 430 Hz è rappresentato dagli strumenti musicali. Soltanto quando gli strumenti musicali potranno riprodurre questo tipo di accordatura, le voci, sia solo che corali, potranno adeguarsi. Ciò che è certo: non è possibile passare in poco tempo da un’accordatura alta ad un’accordatura bassa a 430 Hz. Sia gli strumenti a corda, abituati a un certo tipo di trazione della corda, sia gli strumenti ad ancia, che hanno necessità di ance costruite apposta per questo tipo di accordatura, richiedono strumenti dell’epoca verdiana, o copie. Al momento attuale non siamo ancora nella condizione di applicare questo tipo di accordatura nel nostro paese. È un percorso che deve iniziare. Ma l’aspetto più importante è spiegare ai musicisti perché questo tipo di accordatura presenta dei vantaggi rispetto all’accordatura alta. Con un’accordatura a 430 Hz, un’accordatura verdiana, bassa, questi sono i vantaggi: il colore innanzi tutto, perché l’accordatura alta rende i suoni molto aspri e brillanti. Per colore intendo quello degli strumenti, ma di conseguenza quello delle voci. La fusione tra gli strumenti è una realizzazione difficilissima per un direttore d’orchestra: questa diventa quasi impossibile con gli strumenti ad accordatura alta. L’accordatura alta degli strumenti stimola la celerità, cioè la rapidità del ritmo. Non soltanto, ma influisce sulla dinamica. 

“Vorrei ora brevemente illustrare il progetto di Busseto, per le celebrazioni verdiane. La redazione di questo progetto è stata ispirata dall’azione che penso conosciate di Lyndon LaRouche, la cui opera, apparsa in italiano col titolo Canto e Diapason, ha posto in evidenza il rapporto tra accordatura e varie voci (soprano, mezzosoprano, tenore, baritono e basso). Il progetto di Busseto tende a riproporre il recupero delle opere di Verdi secondo l’accordatura originale, 430-432 Hz. Il progetto è rigoroso perché prevede la costituzione di un parco di strumenti accordati a 430 Hz. Questa dotazione strumentale è posta a disposizione di musicisti per un corso di formazione professionale. L’aspetto strumentale riguarda gli strumentisti e direttori d’orchestra. Dopo un periodo di studio per la pratica di questi strumenti accordati a 430 Hz, si inseriranno i vocalisti dell’Accademia di perfezionamento del Mo. Carlo Bergonzi. Da questa esperienza comune si perverrà all’allestimento di alcune opere, opere legate a Busseto per motivi particolari: l’opera I due Foscari composta a Busseto, in Casa Barezzi, Giovanna di Guzman versione italiana dei Vespri siciliani, unica opera rappresentata al Teatro Ducale di Parma, unica in Emilia. Alcuni allestimenti di opere degli anni Ottanta, risalenti all’epoca della presa di posizione di Verdi sull’innalzamento del diapason, Simon Boccanegra, Don Carlos e Otello. Questo è il progetto verdiano che tende come finalità a costituire per la prima volta un’orchestra con accordatura a 430 Hz. E a questa accostare le voci, sia solo che corali, per l’applicazione di questo tipo di accordatura. Questo progetto certamente scatenerà molte polemiche. Soprattutto perché esiste una parte del mondo musicale internazionale che sostiene l’accordatura alta. Senza motivazioni scientifiche, ma sostenendo che soprattutto le voci si debbano adattare o adeguare all’accordatura alta. In ogni caso il risultato dell’esecuzione nell’accordatura alta odierna non è coerente con il mondo sonoro dell’epoca ottocentesca. Quindi non solo per quanto riguarda le opere di Verdi, ma il mondo musicale dell’Ottocento, strumentale, sinfonico, cameristico, oratoriale e teatrale, oggi non corrisponde alla realtà dell’epoca.

Questa realtà è un tradimento della verità creativa dei compositori.
I cantanti più famosi hanno sostenuto per questo motivo la nostra iniziativa per tornare al La verdiano.
Sono stati frequentissimi i casi in cui il cantante chiamava in camerino il primo oboe per ascoltare l’accordatura e decideva di non cantare.

Quindi noi ci auguriamo con questo progetto di riuscire a sensibilizzare i musicisti affinché questo problema venga affrontato scientificamente, musicalmente, soprattutto nel rispetto della verità, dell’intento creativo ed anche degli interpreti.” Fonte: lalboincantato

Abbinamenti di frequenze sonore, colori e chakra

 

Conoscendo le sette note musicali, i sette colori e i sette Chakra, viene quasi spontaneo accostare queste diverse manifestazioni energetiche (frequenze matematiche). Vediamo se quest’operazione si può basare su qualcosa di comprensibile o se invece è pura filosofia astratta.

 

Molti fenomeni naturali seguono una legge chiamata legge dell’ottava, insegnata tra gli altri dal maestro Gurdjieff, in cui si evidenziano sette livelli principali in ogni evento, che continuano ricominciando un’altra serie a partire dall’ottavo ma in un modo un pò diverso. Pensiamo ad esempio alle note musicali, che ricominciano dopo l’ottava, ma con frequenza raddoppiata. Oppure gli elementi chimici, i colori o i giorni della settimana hanno un simile comportamento. Persino le cellule del corpo umano hanno un ciclo completo di sette anni. Insomma, questo schema del sette più uno è sicuramente qualcosa che accomuna note musicali, colori e Chakra.

I Chakra

I sette Chakra sono centri principali di energie sottili, con diverse caratteristiche, che si manifestano nella natura umana. Anche i colori e i suoni sono forme d’energia, che, come ho già avuto modo di spiegare, sono molto più simili di quello che si possa pensare (vedi teoria delle Super stringhe). Nella tradizione i sette Chakra sono abbinati a sette colori, che più o meno possiamo trovare indicati allo stesso modo nelle opere che ne parlano:

1 – Primo Chakra, “Muladhra”, rosso.

2 – Secondo Chakra, “Svadhthana”, arancio.

3 – Terzo Chakra, “Manipura”, giallo.

4 – Quarto Chakra, “Anahata”, verde.

5 – Quinto Chakra, “Vishuddi”, azzurro o blu.

6 – Sesto Chakra, “Anja”, viola o indaco.

7 – Settimo Chakra, “Sahasrara”, tra violetto e bianco.

Possiamo notare che i colori sono nello stesso ordine in cui compaiono nell’arcobaleno e nello spettro dei colori visibili, cioè in un ordine crescente di frequenza vibratoria. Il problema è come abbinare a questi colori le sette note musicali. Alcuni pensano di partire dalla nota DO col primo Chakra e poi proseguire fino al settimo con la nota SI seguendo la scala di DO maggiore (DO, RE, MI, FA, SOL, LA SI, DO). Questo approccio è un pò arbitrario e non è basato su considerazioni di carattere energetico tranne che per l’ordine crescente. In altre interpretazioni ci si può basare sul fenomeno degli armonici naturali, e quindi abbinando i sette Chakra ai primi sette armonici di un suono di base, ma anche qui il problema è la scelta della nota di partenza.

Il Nada Yoga risolve questo problema indicando una diversa nota di base per ogni individuo chiamata “tonica personale“. Questo potrebbe essere interessante, però i colori sono gli stessi per tutti e non dimentichiamo che anche le frequenze in cui viviamo sono le stesse per tutti, ad esempio siamo tutti soggetti alla frequenza del campo elettromagnetico terrestre, cioè la famosa frequenza di Schumann di 7,83 Hz. In questa visione ad alcuni questa frequenza dovrebbe fare bene e ad altri no.

Per quanto mi riguarda preferisco un approccio più matematico, in quanto siamo tutti soggetti alle stesse leggi. Partendo dalla frequenza di una nota musicale, possiamo raddoppiare questa frequenza calcolandone l’ottava fino ad arrivare allo spettro delle frequenze dei colori visibili, da 400 a 800 Thz circa (il prefisso Tera sta per un Bilione, cioè 1000 miliardi di Hz).

Abbinamenti di frequenze sonore, colori e chakra

  1. Chakra “Muladhra” – Nota SOL (384 Hz) – Colore Rosso (400-484 THz) – Frequenza 40ima ottava: 422.212.465.065.984 Hz – 
  2. Chakra “Svadhthana” – Nota LA (432 Hz) – Colore Arancio (480-510 THz) – Frequenza 40ima ottava: 474.989.023.199.232 Hz – 
  3. Chakra “Manipura” – Nota SI (480 Hz) – Colore Giallo (510-540 THz) – Frequenza 40ima ottava: 527.765.581.332.480 Hz – 
  4. Chakra “Anahata” – Nota DO (512 Hz) – Colore Verde (540-610 THz) – Frequenza 40ima ottava: 562.949.953.421.312 Hz – 
  5. Chakra “Vishuddi” – Nota RE (576 Hz) – Colore Blu (610-670 THz) – Frequenza 40ima ottava: 633.318.697.598.976 Hz –
  6. Chakra “Anja” – Nota MI (640 Hz) – Colore Viola (670-750 THz) – Frequenza 40ima ottava: 703.687.441.776.640 Hz – 
  7. Chakra “Sahasrara – Nota FA# (720 Hz) – Violetto (oltre 750 THz) – Frequenza 40ima ottava: 791.648.371.998.720 Hz – 

Come potete vedere ogni frequenza della nota di partenza è stata raddoppiata fino a raggiungere la quarantesima ottava, in cui abbiamo lo spettro dei colori visibili. Ora possiamo accostare il colore alla nota di base e quindi al Chakra, in un modo che è basato su considerazioni matematiche. Preferisco questo approccio perché noi esseri umani viviamo immersi nella matematica, essendo la realtà un grande Universo di energia e vibrazioni che noi interpretiamo limitatamente attraverso i nostri sensi. Le frequenze ottenute rientrano tutte nello spettro del relativo colore, tranne il LA, che comunque genera un valore prossimo a 480 THz, cioè una zona di transizione da rosso ad arancio, dato che il passaggio da un colore all’altro avviene gradualmente. Quella che si ottiene con questo sistema è la scala di SOL maggiore (SOL, LA, SI, DO, RE, MI, FA#, SOL). Fonte: www.musica-spirito.it

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