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Pasqua, il vero significato, l’etimologia, la storia e le origini. Perché si fanno gli auguri di Pasqua e si usa l’uovo di Pasqua

 

 

Qual è il vero significato della Pasqua, l’etimologia, la storia e le origini. Perché si fanno gli auguri di Pasqua e si usa l’uovo di Pasqua

La Pasqua è una delle feste più importanti del calendario, affonda le sue origini nell’antichità, ha una lunga storia ed è senz’altro la festività fondamentale per i Cristiani. Gli auguri di Pasqua sono dei messaggi, che fuori dalla retorica, sono davvero carichi di buone speranze. Il vero significato della Pasqua è infatti di speranza e gioia. E’ una festa fatta di sole, aria aperta, buon cibo, cioccolato e golosità. E’ la prima festa di Primavera (sebbene la sua data sia mobile), la prima pausa dal lavoro e dalla scuola dopo l’inverno.

Ma nonostante tutto ciò la Pasqua non è attorniata da tutto quel calore e suggestione che ha invece il Natale. Le ragioni di questa differenza sono molteplici: dal continuo cambio di data, dal periodo dell’anno in cui cade – dicembre porta con sé anche i festeggiamenti del nuovo anno; e poi soprattutto perché la Pasqua sebbene abbia un grande messaggio di speranza – la Resurrezione – ha al suo interno un dramma – la morte di Cristo. Ma anche al di fuori del credo Cristiano la Pasqua porta comunque con sé il concetto della Rinascita. Un messaggio bellissimo, ma che custodisce il dolore. Per rinascere è evidente infatti che bisogna prima morire.

Cosa significa la Pasqua: dall’etimologia alle tradizioni 

Sin dalle primissime religioni pagane il periodo dell’anno della primavera è sempre stato vissuto come un periodo di rinascita dopo il duro inverno. I culti legati alla terra hanno da sempre festeggiato infatti il momento in cui i fiori tornano a sbocciare, l’agricoltura torna a dare frutti, il calore del sole torna a scaldare. Torna insomma la vita. Ed è questo il vero significato della Pasqua: la rinascita. Questo concetto rimane profondamente legato alla Pasqua in ogni religione e nelle sue tante tradizioni che traggono origine dalle antiche celebrazioni di questa festa. Ed è per questo che gli auguri di Pasqua sono particolarmente importanti.

Significato della parola Pasqua

Il vero significato della Pasqua dal punto di vista dell’etimologia deriva deriva dalla parola aramaica ‘pasah’ che significa ‘passare oltre’. Per gli Ebrei questa festa ricorda la fine della schiavitù in Egitto, la liberazione del popolo ebraico per volere di Dio, il passaggio attraverso il mar Rosso e l’esodo verso la Terra Promessa. Lo stesso concetto di ‘passaggio’ è ripreso dai Cristiani per i quali la festa è il passaggio dalla morte alla Resurrezione. Nel giorno di Pasqua, il terzo dopo la crocefissione, Cristo risorse e ascese al cielo.

La parola italiana Pasqua deriva da un erronea trascrizione greca di ‘pascha’ che fa riferimento al ‘patire’, ossia alla sofferenza e quindi alla Passione di Cristo.

Quali sono le origini e la storia: il vero significato della Pasqua

Come abbiamo detto le origini di questa festa vanno ricercate nelle feste della terra. Anche presso gli ebrei in origine la festività era legata ai primi raccolti, quelli del frumento. Successivamente divenne la data in cui si celebra la liberazione del popolo ebraico dalla schiavitù in Egitto. Per gli ebrei in quell’occasione Dio annuncia la punizione degli egiziani e avverte il popolo eletto di macchiare con il sangue di agnello gli stipiti delle loro porte. Così quando l’Angelo Sterminatore passerà per punire gli egiziani passerà oltre le case degli ebrei, risparmiandoli.

Ai tempi di Gesù gli ebrei si recavano in occasione della Pasqua in pellegrinaggio a Gerusalemme. E lo stesso Gesù andava a Gerusalemme. La morte e la resurrezione di Cristo avvennero durante la Pasqua ebraica.

Perché si mangia l’agnello a Pasqua?

La religione Cristiana ha preso alcune delle tradizioni e dei simboli della Pasqua ebraica e li ha fatti propri, rafforzando così simbolismi e concetti. L’agnello per i Cristiani è il simbolo della salvezza, l’agnello risparmia dalla morte, simboleggia la resurrezione. Per questo è tradizione mangiarlo nel giorno di Pasqua. Ciò trae origine da quanto Dio disse agli ebrei per liberarli dalla schiavitù in Egitto. Egli disse che per punire gli egiziani avrebbe ucciso ogni primogenito fra le genti e il bestiame e ordinò al popolo ebraico di segnare con il sangue di agnello le proprie porte così che Dio potesse riconoscere chi colpire. Ma perché proprio il sangue di agnello? Ciò fa riferimento alla precedente tradizione della Pasqua ebraica in cui si doveva offrire in dono il sacrificio di un agnello.

L’agnello nel Cristianesimo diventa così il simbolo di chi viene immolato per la salvezza di tutti, il simbolo di Cristo, del suo sacrificio e redenzione.

Perché si mangia l’uovo di Pasqua?

In tutte le tradizioni e i simboli di Pasqua ricorre il concetto di rinascita e di nuova vita. Anche l’uovo ha quindi questo significato: al suo interno c’è infatti una vita che sta per nascere. Il perché fu scelto proprio l’uovo lo si deve alle usanze della Quaresima. In questo periodo che precede la Pasqua è fatto invito ai fedeli a non mangiare carne e anticamente era fatto divieto di mangiare anche le uova. Le galline però ovviamente continuavano a deporle così che al termine della Quaresima, ossia a Pasqua, i contadini si ritrovavano con tantissime uova. Da qui venne la tradizione di bollirle per farle diventarle dure e poi decorarle. Anticamente i primi Cristiani coloravano di rosso le uova per ricordare il sacrificio di Cristo che con la sua morte ha salvato gli uomini.

Perché la data di Pasqua cambia?

Decidere la data in cui celebrare la Pasqua non fu un’impresa semplice e fu motivo di grande controversie. Bisogna aspettare il Concilio di Nicea del 325 per vedere un criterio comune e adottato da tutta la Cristianità per stabilire la data della Pasqua. Venne deciso che la Pasqua sarebbe stata la domenica successiva al primo plenilunio di primavera. Seguendo quindi i ritmi lunari la data della Pasqua cambia ogni anno e può cadere dal 22 marzo al 25 aprile. E in base a quando cade si definisce bassa, media o alta.

Perché fare gli auguri di Pasqua e cosa scrivere

Per i Cristiani il sacrificio di Cristo e la sua Resurrezione sono eventi fondamentali e sono quindi motivo di celebrazioni e di augurio. E la stessa importanza all’interno della religione ce l’ha la Pasqua per gli ebrei. Ma al di là del credo religioso questo giorno festeggia la rinascita, il saper andare oltre le avversità, superare i dolori e da questi acquisire forza e vigore, con la Pasqua si sconfigge la morte con la Vita Eterna.

Fare gli auguri di Pasqua significa quindi augurare una nuova vita felice, vuole dire sperare in un domani migliore, auspicare di superare ogni dolore. Con la Pasqua e la primavera la vita rinasce e si spera rinasca anche nel cuore di chi amiamo. Una sorta di resilienza, uno dei auguri migliore che si può fare a chi vogliamo bene.

 

SBLOCCARE IL SECONDO CHAKRA CON 8 ESERCIZI YOGA

Risultati immagini per 2 CHAKRA YOGA

 

Dopo aver parlato come sbloccare il primo chakra con 8 esercizi yoga passiamo al secondo.

Quando il secondo chakra Svadisthana, anche detto chakra sacrale, è perfettamente bilanciato e aperto, siamo in grado di sfruttare la sua energia creativa al massimo e innescare cambiamenti positivi nelle nostre vite.

Quando l’energia di Svadisthana è in equilibrio – non troppo intensa né non troppo scialba – si innescano sentimenti di abbondanza, gioia di vivere e piacere, e viene spianata la strada all’energia creativa per fluire liberamente.

Quando il secondo chakra è aperto ed equilibrato, amiamo profondamente la vita e siamo in grado di trarre piacere fisico e mentale da tutte le nostre esperienze.

Perché il secondo chakra è bloccato?

Energeticamente, il secondo chakra governa la creatività, le emozioni, la gioia, l’entusiasmo e la sensualità. Fisicamente si trova nella zona inferiore dell’addome, sotto l’ombelico, e si dice che sia la sede degli organi riproduttivi.

Quando il secondo chakra è bloccato, ad esempio da un trauma emotivo o da uno stress cronico, non siamo in grado di connetterci con le nostre passioni. Tendiamo a voler controllare ogni aspetto della nostra vita, ci manca l’entusiasmo e potremmo non essere in grado di connetterci intimamente o ritrovare un po’ di amor proprio. Fisicamente, il corpo può manifestare queste emozioni incatenate attraverso un dolore lombare inspiegabile, disfunzione degli organi sessuali e problemi riproduttivi.

Purtroppo le nostre vite moderne, prevalentemente legate alla scrivania e all’auto, possono esacerbare lo squilibrio del secondo chakra. Ci sediamo di più, e per periodi più lunghi che mai, con conseguente indebolimento dei nostri fianchi che inibiscono le energie creative del secondo chakra. A tal fine, uno dei modi più accessibili per annullare queste restrizioni e trovare l’equilibrio del secondo chakra è attraverso le asana. Le posizioni fisiche dello yoga permettono al prana (il respiro vivificante) di fluire, attivarsi e dirigere l’energia in modo appropriato, secondo la filosofia yogica.

Esercizi per sbloccare il secondo chakra

Virasana (con blocco)

seiza

Per questo esercizio avrai bisogno di un blocco da yoga: inginocchiati e fai scorrere il blocco tra i talloni, premendo sui suoi lati lunghi con le caviglie; poggia il dorso e le unghie dei piedi in modo uniforme sul terreno.

Ora siediti mantenendo la schiena dritta e allungando la sommità della tua testa verso l’alto. Assicurati che il blocco supporti uniformemente entrambe le natiche. Poggia le mani sulle cosce o sul ventre mentre tendi all’indietro le spalle, quindi inspira profondamente attraverso la pancia.

Dopo alcuni respiri, inizia a coltivare Ujjayi Pranayama(Respiro Vittorioso) trascinando il tuo respiro lungo la parte posteriore della gola mentre inspiri ed espiri attraverso il naso. Continua per 2 o 3 minuti. Iniziando da questa posizione, hai steso delle basi solide per il resto degli esercizi.

Rotazione dei fianchi

rotazioni fianchi yoga

Da Virasana, porta le mani in avanti sul tappetino e appoggiale mantenendo le ginocchia sotto i fianchi e i polsi sotto le spalle.

Ora inizia a roteare i fianchi come a formare dei piccoli cerchi immaginari, riscaldando la colonna vertebrale e invitando tutto il tuo corpo a sperimentare un senso di fluidità. Man mano che il corpo diventa più caldo, puoi espandere la circonferenza dei cerchi sempre di più, fino al punto da lasciarti andare completamente in Balasana (Child Pose) per alcuni respiri.

Trascorri almeno un minuto muovendo i fianchi in ogni direzione. Quando hai finito, sollevati in Adho Mukha Svanasana (Down Dog) e mantieni la posa per almeno 30 secondi.

Anjaneyasana (Low Lunge)

Anjaneyasana

Partendo dalla posa del Down Dog, porta il piede destro verso la punta del pollice della tua mano destra e contemporaneamente appoggia il ginocchio sinistro sul tappetino.

Premi saldamente la parte superiore del piede sinistro sul tappetino mentre allunghi la gamba sinistra e poggi il piede destro davanti a te. Assicurati che il ginocchio anteriore non sia posizionato oltre la caviglia anteriore, ma che sia perfettamente parallelo ad essa.

Ora stacca le braccia da terra ed estendile verso l’alto. Intreccia tutte le dita delle mani tranne l’indice, che tenderà verso l’alto, e porta le braccia indietro allontanando le spalle dalle orecchie più che puoi. Guarda verso l’alto mentre ti sollevi leggermente da terra e respira profondamente. Fai in modo di disegnare un arco formato dalla tua gamba sinistra, la schiena e le braccia. Mantieni questa posizione per 1 minuto.

Ardha Hanumanasana

Ardha Hanumanasana

Partendo dalla posizione precedente, appoggia le mani a terra su entrambi i lati del tuo piede destro e spingiti all’indietro, raddrizzando e allungando la gamba destra mentre pieghi il piede destro verso l’alto, con la punta delle dita all’insù.

Allunga il tuo torso in avanti mentre inspiri e piegalo leggermente all’indietro mentre espiri; se senti la parte inferiore della schiena inarcarsi troppo durante questa azione, posiziona due blocchi sotto i palmi delle mani oppure appoggia a terra soltanto la punta delle dita.

Lascia che il respiro detti i movimenti della parte superiore del tuo corpo, continuando a portarlo in avanti e all’indietro per 10-12 respirazioni. Quindi espira un’ultima volta e ritorna nella posizione Down Dog, passando prima per Anjaneyasana.

Utkata Konasana (posizione della Dea)

Utkata Konasana

Partendo dal Down Dog, rimettiti in posizione eretta distanziando i tuoi piedi più che puoi (la loro distanza dovrebbe essere più o meno corrispondente alla lunghezza della tua gamba); rotea leggermente le gambe e i piedi di circa 45 gradi, di modo che le dita puntino verso l’esterno.

Piega le ginocchia in profondità per creare un angolo di 90 gradi con le ginocchia, in modo che si allineino perfettamente con i tuoi piedi. Spingi i fianchi ed il coccige verso il basso più che puoi, continuando a mantenere l’equilibrio. Allinea il busto ed il bacino con il resto del corpo e tendi la sommità della testa verso l’alto. Unisci i palmi delle mani davanti al tuo petto in Anjali Mudra.

Cerca di mantenere questa posizione per 1 minuto; mentre respiri, sposta leggermente il tuo corpo da un lato all’altro, oppure avanti e indietro, controllando l’equilibrio attraverso i talloni e le dita dei piedi.

Virabhadrasana II (Warrior II)

Warrior II

Partendo da Urkata Konasana, rotea i fianchi verso destra e pianta saldamente la pianta del piede destro sul tappetino, parallelamente al bordo del tuo materassino.

Contemporaneamente, stendi la gamba sinistra appoggiando il piede sinistro in posizione perpendicolare a quello destro. Estendi il braccio destro davanti a te e quello sinistro dietro di te, parallelamente al terreno e perpendicolarmente al tuo corpo. Dirigi lo sguardo sul tuo dito medio destro. Piega il ginocchio destro di modo che sia allineato con la caviglia destra, nella direzione delle dita dei piedi. Inspira ed espira per 6-8 cicli completi. Mentre ti protendi in avanti in questa postura, rimani ricettivo a tutto ciò che sta accadendo dentro di te.

Lascia che sensazioni, pensieri ed emozioni ti attraversino con facilità semplicemente ricordando a te stesso che ogni esperienza è impermanente.

Viparita Virabhadrasana (Reverse Warrior)

Viparita Virabhadrasana

Mantieni le tue gambe in Warrior II, ma porta il palmo della mano destra verso l’alto e inizia ad allungare il tuo torso all’indietro, invertendo il tuo guerriero mentre fai scivolare la mano sinistra lungo la gamba posteriore.

Fai il possibile per mantenere un angolo di 90 gradi con la gamba destra, facendo in modo che la coscia resti parallela al tappetino. Allo stesso tempo, crea una forma più morbida con la parte superiore del corpo. Lascia andare l’idea che questa debba essere una postura “perfetta” e concentrati invece sugli stimoli che ricevi dai tuoi muscoli, apportando ogni modifica che il tuo corpo ritene necessaria.

Mantieni l’asana per 6-8 respiri. Torna ora alla posizione della Dea, quindi ripeti Warrior II e Reverse Warrior sul lato sinistro. Finisci in Dea.

Prasarita Padottanasana C

Prasarita Padottanasana C

Dalla posizione della Dea, raddrizza le gambe e ruota le punte dei piedi in avanti; intreccia le dita delle mani dietro la schiena. Spingi con forza sui talloni e solleva le rotule, rassodando le cosce mentre lentamente pieghi il torso in avanti e (se riesci) porti la sommità della testa sul pavimento.

Sposta leggermente il peso in avanti, allineando i fianchi sopra i talloni. Mentre apri i fianchi, pensa a sollevare il pavimento pelvico, cercando l’equilibrio nel tuo secondo chakra. Mantieni l’asana respirando per 1 minuto.

Quando hai finito, fai perno sui tuoi piedi, entra in Low Lunge con il piede destro in avanti e poi fai passo indietro verso il Down Dog.

“Una pratica yoga focalizzata sui fianchi e le anche può liberare il disagio e aiutarti a considerare ogni cosa come un’opportunità”, afferma Mary Beth LaRue, un’insegnante di yoga con sede a Los Angeles. “In definitiva, le asana che aprono i fianchi ti insegnano ad allentare la presa sulla vita e lasciare che le cose fluiscano nella giusta maniera. E trovare un senso di fluidità nella tua vita quotidiana trasforma tutte le tue relazioni, inclusa quella con te stesso.”

fonte: meditazione zen

Anteprima (si apre in una nuova finestra)

CALL FOR ARTISTS – NUCLEIKA – III EDIZIONE

Anche quest’anno, per la terza edizione, Nucleika è assolutamente felice di invitarvi al vernissage di “Call for artists” che si terrà il 13 Aprile.

Hanno risposto tanti e talentuosi artisti, tra pittori, fotografi, illustratori e scultori.
Curare l’allestimento è stato un sorprendente gioco di incastri tra stili, idee e progetti molto diversi fra loro.
Vi invitiamo a venire, ad osservare, la varietà e la straordinarietà dell’arte contemporanea del nostro territorio, sorseggiando un drink.

Start
13.04.2019
ore
18:30

Introduce 
Prof.ssa Daniela Costa

special guest
Frea Gerbó dj set e qualche drink.

Artisti in mostra

Alessandra Lanzafame

Francesca Privitera

Giulia Heero

Osborn Giuseppe

Jared Stissi

Marco Valle

Maria Grazia Pellegrino
Daniele Commito

Emanuela Borzì

Giuliana Mannino

Leonardo Pandolfi

Fabio Rugirello

Ljubiza Mezzatesta

Giuseppe Saitta

Iolanda Parmeggiani

Marina Di Tursi

Francesco Pietrella

Viktoria Oleandra

Concetta Vernuccio

Davide Maria

Erika Azzarello

Eugenia Salamone

Filippo Monaco

Valentina Costa

Giancarlo Guadagnino

Giuliana Pulvirenti

Giuliano Cardella

Tripoli Maria

Marina Nicotra

Natale Mancuso

Roberta Denaro

Salvatore Lanzafame

Sebastiano Grasso

Vittorio Ballato

Connie Sciacca

 

Musica a 432 Hz: perchè fa bene e cosa succede al corpo

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Cosa sono le buone vibrazioni? La musica è una delle forme d’arte che piace veramente a tutti. Tra le tante manifestazioni dell’arte, questa è quella che trova ancoraggio in tutti. Esistono poi diversi stili musicali e ognuno di noi sceglie quello più consono e vicino ai suoi gusti, quello che risuona e vibra meglio con ciò che siamo. E quindi la musica vibra con noi? Musica che fa bene Sì, in effetti sì. L’orecchiabilità di un brano o la familiarità di uno stile musicale accade perché qu...

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Un viaggio alla scoperta delle rovine moderne d’Italia: l’architettura dell’incompiuto. Tra i simboli di un’epoca insicura del suo avvenire, e le persone che hanno reinventato queste strutture paradossali frutti della famosa corruzione politica.   Dice di sè Benoit Felici, giovane regista italo-francese, di non aver finito l’università, di non aver completato la sua carriera di attore, di non aver mai smesso di collezionare tutto ciò che non funziona più e...

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SBLOCCARE IL PRIMO CHAKRA CON 8 ESERCIZI YOGA

 

 

Il chakra della radice bilanciato porta con sé stabilità emotiva e ci fa godere dell’incredibile sensazione di essere in grado di affrontare qualunque sfida l’universo ci riservi.

Quando il primo chakra Muladhara (anche conosciuto come chakra della radice) è equilibrato, ci troviamo nelle condizioni ideali per coltivare serenità e pace interiore, oltre ad avere più compassione e pazienza sia nei nostri confronti che in quelli altrui.

Tutti abbiamo incontrato persone così, che semplicemente trasudano serenità. Sorridono e il mondo intorno a loro sorride. La loro calma è contagiosa ed è un toccasana per l’anima.

 Quando l’energia del chakra della radice scorre senza intoppi, ti senti coi piedi per terra, ma libero come un uccello.

All’altro estremo, potresti aver incontrato persone con un primo chakra squilibrato che rimbalzano da un progetto all’altro, da un pensiero all’altro, senza porre attenzione adeguata alla cura di loro stesse. Questo comportamento è estremamente dannoso per la salute fisica e mentale e a lungo andare porta all’esaurimento nervoso.
In alternativa, le persone il cui primo chakra è bloccato possono essere letargiche, sentirsi sconfitte e non avere alcuna motivazione per portare a termine i loro compiti.

Perché il primo chakra è bloccato?

Il chakra della radice, come il suo nome suggerisce, è associato proprio alle nostre radici, alla vitalità e alla stabilità. Agisce sul nostro istinto di sopravvivenza, il nostro desiderio di sicurezza e protezione e i nostri bisogni di base, come cibo e riparo. Associati al chakra della radice sono anche i bisogni e funzioni emozionali, come la lealtà della famiglia, le credenze e i valori.

Quando i bisogni di cui sopra sono soddisfatti il chakra della radice è bilanciato, risultando in un individuo stabile, con una solida base di valori e sicuro di sé.

Se invece questi bisogni non vengono soddisfatti e il primo chakra è bloccato, i sintomi esterni possono includere:

  • Letargia e sensazione di essere “bloccati”
  • Impossibilità ad eseguire azioni e / o manifestare intenzioni
  • Depressione o disturbi d’ansia
  • Disconnessione e alienazione da coloro che ci circondano

Il primo chakra può anche avere uno sbilanciamento in eccesso, quando riceviamo troppi stimoli associati ai suoi bisogni, sovraccaricandolo di energia. I sintomi includono:

  • Stress
  • Attacchi di panico
  • Incubi
  • Problemi al colon, alla vescica e alla parte bassa della schiena
  • Problemi finanziari
  • Dolori inspiegabili in tutto il corpo

Esercizi per sbloccare il primo chakra

Lavorare sui nostri chakra per riportare equilibrio è un esercizio che si basa principalmente sul bilanciare l’energia, rilasciando quella in eccesso se un chakra è troppo stimolato oppure lavorando sull’accumularla. Gli asana yoga che ti proponiamo di seguito sono adatti ad entrambi i propositi e riportano il Muladhara chakra al suo stato ideale, per favorire la nostra crescita personale. Ti consigliamo di mantenere ogni posizione per almeno cinque respirazioni profonde.

Sukhasana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Incrocia le gambe, allarga le ginocchia e fai scivolare ogni piede sotto la gamba opposta, cercando di tendere il più possibile le ginocchia verso il suolo.

Rilassa i piedi in modo che i loro bordi esterni appoggino comodamente sul pavimento e gli archi interni si sistemino appena sotto lo stinco opposto. La posa perfetta per il Sukhasana è raggiunta quando guardi in basso e vedi un triangolo i cui tre lati sono formati dalle due cosce e dagli stinchi incrociati. In Sukhasana dovrebbe esserci sempre uno spazio tra i piedi e il bacino.

Ecco alcuni concetti sui quali puoi concentrarti mentre esegui questo asana:

  • Avere fiducia in te stesso
  • Liberarti dalla paura
  • Creare un equilibrio personale
  • Lasciare andare

Durata consigliata: 5 minuti

Malasana

Acquattati a terra mantenendo i piedi più vicini possibile tra loro. Tieni i talloni sul pavimento se puoi, altrimenti appoggiali su un tappetino piegato. Separa le cosce di modo che siano leggermente più allargate rispetto al tuo torso. Espirando, inclina il busto in avanti e infilalo comodamente tra le tue cosce, congiungendo i palmi delle mani per raggiungere l’equilibrio.

Questa posa ti avvicina alla terra e aiuta a calmare la mente e lo spirito, rafforzando la parte bassa della schiena e le caviglie e aprendo i fianchi.

I nostri piedi sono le nostre radici e attraverso di loro percepiamo l’energia della terra. Mantieni la posa per un minuto e ripetila per tre volte.

Durata consigliata: 1 minuto

Balasana

 

Inginocchiati sul pavimento. Fai toccare tra di loro gli alluci dei tuoi piedi e appoggia le natiche sui talloni, quindi separa le ginocchia quanto basta perché i tuoi fianchi si appoggino su di esse. Espira e adagia il busto tra le cosce. Appoggia le mani sul pavimento con il palmi rivolti verso il basso e lascia andare le spalle verso il pavimento. Senti come il peso delle spalle allarga le scapole della schiena.

Nota come ci si sente ad essere completamente supportati dal terreno sotto di te e accogli questa sensazione di supporto.

Durata consigliata: 30 secondi oppure 10 respirazioni

Urdhva Mukha Svanasana

 

Sdraiati prono sul pavimento, con i piedi rilassati a terra appoggiati sul proprio dorso. Inspira e premi i palmi delle mani contro il pavimento, come se stessi cercando di strisciare in avanti. Quindi raddrizza le braccia e contemporaneamente solleva il busto a pochi centimetri dal pavimento mentre inspiri. Mantieni le cosce ben salde e leggermente rivolte verso l’interno, le braccia ferme e la testa verso l’alto.

Sentirai un calore lento ma costante che ti pervade dall’interno, e un senso di potenza e concentrazione che si intensifica ad ogni respiro. Alla fine, noterai come la tua mente si arrende al momento attuale lasciando andare le preoccupazioni.

Durata consigliata: 30 secondi

Virabhadrasana (Warrior II)

Parti stando in piedi con le braccia rilassate lungo i fianchi e le gambe parallele. Mentre espiri, apri lentamente le gambe portando i piedi a una distanza di circa un metro tra loro. Alza le braccia parallele al pavimento e allungale il più possibile verso l’esterno, mantenendo le scapole larghe e i palmi rivolti verso il basso. Ruota leggermente il piede destro verso destra e piega il  sinistro di 90 gradi. Allinea il tallone sinistro con il tallone destro. Piega il ginocchio destro in modo che lo stinco sia perpendicolare al pavimento e guarda nella direzione verso cui tende la gamba piegata.

Virabhadrasana significa “feroce guerriero”, quindi quale posa migliore per aiutarti ad affrontare le tue paure e dubbi? Questo asana utilizza il flusso naturale di energia del corpo per stimolarlo mentre entrambi i piedi sono fermamente a terra, aiutandoti a scavare più a fondo nelle tue riserve interiori di forza e determinazione.

Durata consigliata: 1 minuto

Bridge pose

Sdraiati supino sul pavimento e, se necessario, posiziona una coperta spessa piegata sotto le spalle per proteggere il collo. Piega le ginocchia e appoggia i piedi sul pavimento, i talloni paralleli tra loro. Espirando e spingendo i piedi e le braccia verso il pavimento, spingi il coccige verso l’alto, rassodando (ma non indurendo) i glutei e sollevandoli dal pavimento. Tieni le cosce e i piedi paralleli. Afferra le caviglie con le mani e regola il tuo equilibrio per aiutarti a rimanere appoggiato sulle tue spalle.

Questa posa consente ai piedi di essere saldamente radicati a terra. Allo stesso tempo, la colonna vertebrale rilascia l’energia in eccesso accumulata dal primo chakra.

Durata consigliata: 1 minuto

Prasarita Padottanasana

Partendo dalla posizione della montagna (in piedi con le braccia distese lungo i fianchi), espira e inclina lentamente il busto in avanti. Mentre il busto si avvicina lentamente a terra, premi la punta delle dita sul pavimento. Piega i gomiti mentre continui ad abbassarti e al contempo piega le dita delle mani di modo da appoggiarti sulle nocche. Le gambe e le braccia dovrebbero essere perpendicolari al pavimento e parallele tra loro. Fai in modo che la schiena sia piegata in un angolo leggermente concavo dal coccige alla base del cranio. Se riesci, appoggia la testa a terra.

Questo asana apre i muscoli dell’inguine e della parte bassa della schiena, dando al chakra della radice l’opportunità di liberare la sua vitalità nel tuo corpo.

Durata consigliata: 30 secondi

 Savasana

Lasciati sostenere completamente dalla terra sotto di te e lascia andare tutte le tensioni nel tuo corpo. Ripeti a te stesso “sono sicuro, sono supportato” ad ogni inspirazione ed espirazione.Quando il nostro corpo è in uno stato di rilassamento manifestiamo pace interiore, approcciandoci alla vita da una prospettiva più calma, ed è proprio in quel momento che il primo chakra è perfettamente bilanciato.

La felicità è, dopo tutto, un lavoro interiore, e una volta che ci sentiamo fermamente radicati e forti delle nostre convinzioni, allora iniziamo ad attrarre verso il nostro mondo altre persone che la pensano allo stesso modo.

Narciso affiora a Pompei nella stessa dimora dell’affresco con Leda e il cigno

 

Nell’atrio della stessa dimora con Leda e il cigno, gli archeologi hanno riportato alla luce a Pompei anche un altro strepitoso affresco con l’immagine di Narciso che si specchia nella sua immagine, secondo l’iconografia classica. Lo annuncia la direttrice ad interim Alfonsina Russo. “La bellezza di queste stanze ci ha indotto a modificare il progetto e a proseguire lo scavo – spiega- Ciò sentirà in futuro di aprire alla fruizione del pubblico almeno una parte di questa domus”.

Il tema del Narciso, spiega l’ex direttore Massimo Osanna che ha mantenuto la direzione scientifica dello scavo, “è ben noto e più volte ripetuto a Pompei. Tutto l’ ambiente è pervaso dal tema della gioia di vivere, della bellezza e vanità, sottolineato anche dalle figure di menadi e satiri che, in una sorta di corteggio dionisiaco, accompagnavano i visitatori all’interno della parte pubblica della casa. Una decorazione volutamente lussuosa e probabilmente pertinente agli ultimi anni della colonia”.

Le 8 tecniche di meditazione più diffuse: scopri qual è la più adatta a te.

Nel precedente articolo abbiamo parlato di come imparare a meditare e non ci stancheremo mai di
ripetere quanto la meditazione giovi a tutto il nostro essere: ognuno di noi dovrebbe imparare a meditare per rigenerare corpo, mente e spirito, apprendendo ad affrontare con più serenità i cambiamenti e le avversità che si presentano nella nostra vita.
Eppure molto spesso chi decide di avvicinarsi a questo mondo desiste ancora prima di iniziare, confuso e disorientato dal gran numero di tecniche di meditazione che esistono ai giorni nostri.Non c’è infatti un solo modo di meditare: nei secoli si sono sviluppati decine di metodi e pratiche tra i quali è davvero difficile orientarsi per trovare la strada adatta alla nostra personalità e le nostre attitudini.
Non solo: alcuni tipi di meditazione vanno in una direzione totalmente opposta rispetto ad altri, consigliando tecniche agli antipodi (muoversi o stare fermi, contemplare o esternare, eccetera) per giungere allo stesso risultato finale. La domanda che tutti i principianti si pongono è quindi sempre la stessa: qual è la tecnica di meditazione che fa per me me?

Abbiamo steso questa mini guida appositamente per chiarire questo dubbio e fornire agli indecisi un’idea generale dei tipi di meditazione più diffusi, le loro caratteristiche principali e le loro origini. Speriamo possa aiutarvi ad orientarvi tra il groviglio di meditazioni esistenti e fornirvi un primo aiuto per trovare quella che più si adatta alla vostra personalità e ai vostri obiettivi.

Le otto tecniche di meditazione più diffuse

Meditazione Zen (Zazen)

La meditazione zen o zazen è la classica meditazione seduta buddista alla quale tutti associamo il concetto di meditazione. Venne ideata nel sesto secolo d.C. da un monaco indiano e si pratica stando seduti a gambe incrociate. Il fulcro di questa meditazione è rappresentato dal respiro e dalla staticità: occorre focalizzarsi per rimanere sempre nel presente con la mente.
I suoi benefici sono una maggiore consapevolezza, capacità di osservazione e autocontrollo.

Meditazione Trascendentale

La meditazione trascendentale è una tecnica di meditazione che si pratica attraverso la recitazione di un mantra. Fu ideata dal maestro Maharishi Mahesh Yogi in India nel 1955 e introdotta in occidente alla fine degli anni 60.
Per praticarla occorre trovare il mantra più adatto a noi e recitarlo a occhi chiusi per un determinato lasso di tempo ogni giorno.
I suoi benefici sono una rinnovata armonia con il nostro essere e con tutto il mondo che ci circonda, oltre ad un senso di tranquillità e pace interiore che ci pervade recitando il nostro mantra.

Meditazione Vipassana

Vipassana deriva da “visione” e le sue origini risalgono al sesto secolo a.C. La pratica affonda le sue radici nel buddismo ed è conosciuta anche come “meditazione consapevole”, basandosi appunto sulla consapevolezza della nostra respirazione. Si pratica focalizzando tutta l’attenzione su un oggetto, materiale o immateriale, e sui suoi movimenti.
Ci permette di elevare la nostra spiritualità ad uno stadio superiore, dal quale deriva una nuova visione della vita molto più illuminata.

Meditazione Mindfulness

La mindfulness è un ramo della meditazione vipassana, sviluppato intorno agli anni 70 allo scopo di “occidentalizzare” i suoi concetti. La mindfulness si basa su tre concetti cardine: osservare e non giudicare, il qui e ora (concentrarsi sul presente) e la trasparenza emotiva (analizzare le nostre azioni senza preconcetti).
I suoi benefici sono l’annullamento del dolore attraverso la consapevolezza e la totale accettazione di noi stessi.

Ho’oponopono

Con il nome Ho’oponopono si identifica una tecnica di guarigione hawaiana dalle origini antichissime, che con il tempo si è tramutata in un tipo di meditazione. Similmente alla meditazione trascendentale, si pratica recitando un mantra (che in questo caso è uno soltanto) e viene utilizzata per guarire le ferite interiori, esercitare l’arte del perdono e ritrovare l’armonia con la propria anima.

Meditazione camminata

La meditazione camminata fu ideata dallo stesso Buddha durante i suoi quarant’anni di risveglio, mentre percorreva a piedi scalzi le varie regioni dell’India. Questa meditazione, come suggerisce il nome stesso, si pratica camminando e ci permette di svuotare la nostra mente dai pensieri superflui durante lo spostamento fisico del corpo, aiutandoci ad arrivare a destinazione con la mente molto più lucida rispetto al punto di partenza. Serve a disciplinare la mente, riorganizzare i pensieri e aiutarci a trovare la pace nel nostro quotidiano movimento.

Meditazione Kundalini

Si tratta di una tecnica di meditazione molto complessa, il cui obiettivo finale è quello di risvegliare l’energia kundalini, ovvero una forma di energia avvolta a spirale sulla base della nostra colonna vertebrale. Ogni sessione di kundalini si concentra su un chakra specifico e mira a risvegliarne o accentuarne i benefici.
Risvegliando l’energia kundalini si ottengono una piena realizzazione di sé ed una gioia profonda che sgorga dall’interno del nostro essere.

Meditazione Dinamica

La meditazione dinamica fa parte delle tecniche di meditazione attiva ideate dal maestro Osho ed è il tipo di meditazione che richiede più movimento ed espressione: si pratica infatti lasciando libero sfogo alle nostre emozioni e al nostro corpo, danzando ed esternando i nostri pensieri con irriverenza. Lo scopo finale è quello di sfruttare movimento e frenesia per incanalare al meglio le sensazioni che ci pervadono e, come effetto secondario, apprezzare meglio il silenzio e la calma.

Ora che vi abbiamo fornito una prima indicazione dei diversi tipi di meditazione e tecniche meditative, non vi resta che approfondire quella che più vi interessa e stuzzica la vostra curiosità  fonte meditazionezen.it

TATUAGGI: ECCO PERCHÉ DEVONO ESSERE SEMPRE DISPARI.

I motivi sono legati ad un’antica usanza marinara risalente ai primi dell’ottocento

Negli ultimi anni il tatuaggio si è affermato fortemente anche nella nostra società. Convention, sfilate e il proliferare di veri e propri studi dedicati a questa antica arte ne hanno determinato il successo e l’apprezzamento.
Ma come mai sempre più spesso si sente ripetere che i tatuaggi sul nostro corpo devono essere di numero dispari?

La risposta arriva da un’antica usanza marinara in voga all’inizio dell’ottocento legata alla fortuna e al buon auspicio. Durante quegli anni gli esploratori europei si spinsero nelle zone ancora “vergini” dell’Oceano Pacifico, osservando e apprezzando i disegni sulla pelle delle popolazioni locali. Divenne quindi usanza tra gli equipaggi delle navi disegnarsi dei simboli sulla pelle con la funzione di parta fortuna e buon auspicio che potesse donare loro protezione durante le lunghe traversate.

Ma perché proprio di numero dispari? Prima di ogni viaggio i marinai erano soliti disegnarne uno sulla loro pelle alla vigilia della partenza, uno all’arrivo a destinazione e infine il terzo una volta ritornati a casa sani e salvi dalle loro spedizioni. A questi primi tre se ne sommavano un quarto in caso di una nuova partenza, un quinto al ritorno a casa, ripetendo poi la sequenza in caso di nuove missioni.

Avere quindi un numero dispari di tatuaggi sul proprio copro vuol dire essere al sicuro con la propria famiglia, mentre un numero pari significa essere lontani da casa.

COME SI MEDITA? GUIDA PER IMPARARE A MEDITARE

 
Le domande che mi vengono poste più spesso da amici, parenti e allievi sono, Come si medita? Come posso imparare a meditare in poco tempo?

Non è facile rispondere in poche parole e con facilità a questa richiesta – io stessa ho impiegato anni a comprendere e padroneggiare la meditazione e le sue numerose tecniche.

Semplificare questo concetto in pochi punti essenziali è stata per anni la mia sfida principale. Volevo che questa pratica fosse alla portata di tutti, affinché chiunque potesse abbracciare gli enormi benefici della meditazione nella vita di tutti i giorni. Tutto quello che ho imparato è raccolto in questa guida che ho scritto per te. Sei pronto a scoprire insieme a me come si medita? Cominciamo il nostro viaggio!

 

Cos’è (e cosa non è!) la meditazione

Se sfogli il vocabolario, alla voce meditare troverai la seguente definizione:

Fermare a lungo e con intensa concentrazione spirituale la mente sopra un oggetto del pensiero, considerare profondamente un problema, un argomento allo scopo di intenderne l’essenza, indagarne la natura e trarne sviluppi, conseguenze ecc.

Ai più inesperti queste poche righe sembrano esprimere un concetto incredibilmente complicato (e in effetti il lato pratico della meditazione è un completo mistero per chi non l’ha mai sperimentata), ma sono un ottimo punto di partenza per capire la profondità del processo meditativo e i motivi per cui vale la pena anche solo tentare di apprenderlo. Meditare significa soprattutto diventare, evolversi, trasformarsi, evitare la stasi emotiva e il ristagnare dei nostri pensieri. E per farlo dobbiamo focalizzare tutta la nostra attenzione sull’attimo presente, senza distrazioni.

La meditazione è proprio questo: concentrarci sul qui e ora, senza ansie,  preoccupazioni e pensieri superflui. Meditare significa godersi l’attimo presente e disciplinare la mente a staccarsi dal suo “autopilota” per contemplare ciò che ci circonda e avvertire tutte le sensazioni che attraversano il nostro corpo nel presente.

In molti hanno un’idea distorta della meditazione e proprio per questo ci tengo a chiarire cosa non è la meditazione prima di iniziare, per sfatare i miti più comuni e le aspettative errate:

  • La meditazione non è una pratica religiosa: sebbene venga impiegata da millenni in diversi rituali religiosi e sia affine alla preghiera sotto molti aspetti, la meditazione nasce molto prima delle religioni, e la pratica meditativa in sé non è collegata in alcun modo ai rituali sacri. L’unico punto in comune è la riscoperta della propria spiritualità, anche se totalmente avulso dall’aspetto religioso.
  • La meditazione non è un metodo per indurci visioni mistiche o donarci superpoteri: per quanto siano affascinanti le storie dei maestri che sono riusciti ad arrivare all’illuminazione (prima fra tutte quella del Buddha, che raggiunse il Nirvana) si tratta di effetti raggiungibili solo dopo moltissima pratica e comunque non garantiti. La meditazione non va assolutamente affrontata aspettandosi di restare ipnotizzati o essere in grado di levitare nell’aria, perché questo non farebbe altro che spazientirci e deviarci dal vero scopo, rendendo vani i nostri tentativi di meditare.
  • La meditazione non è una pratica occasionale: per essere in grado di vederne i primi risultati è molto importante essere costanti e meditare ogni giorno anche solo per pochi minuti, senza mai saltare la meditazione quotidiana. Pazienza e costanza dovranno sempre accompagnarti, e ti garantisco che i risultati arriveranno premiando la tua attesa.

Partendo da questi presupposti, di seguito ti elenco le sette preziose tecniche che ho appreso sul meditare, facilmente applicabili anche da chi non ha mai provato a immergersi nella meditazione prima d’ora.

Come si medita: 7 semplici esercizi per iniziare la meditazione

Ferma tutto

fermare tutto“Fermare” è un termine che si concilia poco o per nulla con il quotidiano, in quanto esige che il nostro mondo fatto di “azione a tutti i costi” venga messo a tacere. Per meditare bisogna fermare.

Cerca quindi nella tua quotidianità i momenti migliori per fermare gli input che arrivano da ogni dove al tuo cervello.

Vai a piedi al lavoro facendo il solito percorso? Spegni il telefono e cammina senza pensare a niente in particolare, imbocca automaticamente le strade quotidiane e vedrai che dopo qualche giorno ti verranno in mente cose che non c’entrano nulla con quanto devi fare – questi sono anche i principi cardine della meditazione camminata. Questo processo può essere applicato a qualunque attività abituale che svolgi, anche i lavori di casa.

Concentrati sulla tua spiritualità

meditare2Abbiamo tutti uno spirito, ma spesso soffocato da tutte le nefandezze giornaliere che ci sommergono e opprimono.

Impara a dare importanza alle parole. Quando senti, pronunci, leggi o ti viene in mente una parola, analizzala, scoprine il vero significato, verifica se viene usata nel giusto modo, impara a darle il suo reale valore. Ecco, ad esempio, il termine valore che io ho appena usato può essere un ottimo esempio: che cos’è il valore? A cosa diamo valore noi? Fai uno screening al giorno su una parola del tuo linguaggio abituale, un’analisi spirituale di quel termine… vedrai quante cose ti appariranno diverse.

Ferma la mente su un oggetto

meditareAbbiamo tante cose, ne vorremmo tante altre, ma ci soffermiamo mai a guardare ciò che possediamo? O per il solo fatto che sono di nostra proprietà  giacciono in un angolo in attesa di essere spolverate o recuperate dal fondo di un cassetto?

Cerca un oggetto intorno a te, uno qualsiasi. Può essere un oggetto di casa o un oggetto personale: una sciarpa, un vaso, un bracciale… Osservalo bene, toccalo, guardane la fattura, annusalo, fallo tuo e ferma la tua attenzione su di lui almeno una volta al giorno.

Quando torni a casa prenditi un momento e lascia che la tua mente vaghi mentre accarezzi quell’oggetto.

Considera l’essenza delle cose

essenza delle coseCatturare l’essenza delle cose è fondamentale.

Ti ricordi quell’oggetto che da alcuni giorni osservi e tocchi? Ora cerca di immaginarne le origini, come è fatto, i materiali usati, chi può averlo lavorato e maneggiato.

Mentre scrivo questo articolo ho girato lo sguardo su un vasetto, di quelli trasparenti che si comprano durante i viaggi. Al suo interno qualcuno, con vari strati di sabbia, ha creato un paesaggio davvero bello a vedersi, ma penso a quella sabbia raccolta su una spiaggia oltreoceano, a quella persona che l’ha toccata, l’ha setacciata, l’ha colorata. Con una tecnica e una pazienza infinita ha creato la sensazione di onde, vele, gabbiani, sole, mare.
Io sono in contatto con il suo tempo, con i suoi luoghi e questo oggetto trasporta la mia mente in altre civiltà, attraverso lo spazio e il tempo.

Se riuscirai e trarre tutto questo da un oggetto, immagina quando arriverai all’essenza delle persone!

Indaga la natura delle cose

meleAbbiamo imparato molte cose sul cibo. Sappiamo leggere le etichette, le origini, le calorie, sappiamo che è fondamentale per la nostra salute, per la nostra vita, ma lo sappiamo assaporare? Capiamo le sue origini al di là dell’etichetta?

Prendi un frutto, tienilo tra le mani e fai il percorso inverso, pensa all’albero, alla terra, al sole che l’ha maturato, alle cure che sono state necessarie nei mesi precedenti affinchè il ciclo fosse completato. Ora mangialo, assaporalo lentamente, pensa che questo gusto si trasformerà in energie e riuscirai così­ ad apprezzare e a gustare quello che fino a ieri era una banalità.

Quello che abbiamo fatto fino a qui è davvero poco se ci pensi bene. Non ti ha portato via tempo, non ha scalfito più di tanto le tue abitudini. Nessuno si è accorto di niente, mentre tu un giorno dopo l’altro attraverso questi costanti esercizi hai appreso come si medita e ti sei avvicinato alla consapevolezza.

Pensa alle conseguenze

ragazza meditaUna volta raggiunta la consapevolezza, viene naturale pensare alle conseguenze.

Ogni azione, ogni parola, ogni gesto, ogni scelta singola o di una società porta inevitabilmente a delle conseguenze. Conseguenze che possono essere positive o negative e che a loro volta innescheranno meccanismi sempre più complessi.

Non è facile comprendere questo consiglio, soprattutto non è facile seguirlo, ma chi vuole avvicinarsi alla meditazione sa che è un lavoro lungo e certosino indagare all’interno di noi stessi.

Pensa alle conseguenze che possono derivare da una tua risposta, da una presa di posizione, da un tuo gesto.
Non ti sto suggerendo di non farlo, solo di pensare prima alle conseguenze. A volte può aiutare immedesimarsi, mettersi nei panni di chi sta ricevendo la tua risposta o il tuo gesto e pensare a come ti sentiresti tu se fossi al suo posto.

Cerca l’armonia

armonia meditareTutti abbiamo presente il tremendo fastidio del gesso che stride sulla lavagna o quei fischi assordanti che escono dalle casse acustiche mentre si mette a punto un impianto audio. Sono suoni disarmonici, il rumore del traffico è disarmonico, la gente che urla è disarmonica e potrei continuare all’infinito.

Noi abbiamo bisogno di armonia, ne abbiamo bisogno come di una medicina.

Quindi dobbiamo imparare a crearcela.

Cerca un luogo tuo, dove ti senti bene. Crealo in casa, in un angolo tutto tuo, oppure se ami passeggiare scegli un bosco, un fiume, insomma un posto dove tu possa spogliarti di tutte le sovrastrutture e passare un po’ di tempo in pace e armonia. Prepara un tè, circondati di elementi che possano creare benessere e cerca di passare almeno 10 minuti al giorno svuotando la mente da tutto quello che ti è capitato. Fallo soltanto per te stesso, è una cura obbligatoria.

Perché per poter dare devi prima scoprire cosa possiedi.

Una volta che avrai completato questi sette passi, che li avrai padroneggiati e li avrai resi parte integrante delle tue giornate, il tuo spirito sarà  pronto per la meditazione. fonte meditazionezen.it

Nei prossimi articoli parleremo delle otto principali tecniche ed esercizi di meditazione. 

Namasté

 

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Vittorio Ballato è un artista in costante evoluzione.

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