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Cos’è il Coronavirus?

 

I coronavirus sono una specie di virus che utilizzano come materiale genetico l’RNA cioè l’acido ribonucleico: una versione “semplificata” del DNA, che assolve al medesimo scopo di codificare e trasmettere le informazioni genetiche, e sono responsabili di infezioni respiratorie a livello del tratto naso-faringeo, dei seni paranasali e della gola.

Questi tipi di virus si chiamano così perché i loro virioni (la parte infettiva) appaiono al microscopio elettronico come piccoli globuli, sui quali ci sono tante piccole punte che ricordano quelle di una corona le cui punte sono formate dai “peplomeri”, le strutture proteiche che insieme ad altri meccanismi servono ai virus per attaccarsi alle cellule dell’organismo da infettare.

Una volta che si sono legati alle cellule ospiti, i virus rilasciano il loro codice genetico modificando il comportamento della cellula. Questo processo fa sì che si attivi una risposta immunitaria da parte dell’organismo infettato, che cerca di sbarazzarsi del virus (solitamente facendo alzare la temperatura: in pratica viene la febbre), e assieme ai rhinovirus, ai virus influenzali e ai virus parainfluenzali, rientrano tra i principali agenti scatenanti il raffreddore.

I coronavirus sono piuttosto diffusi tra varie specie di mammiferi e uccelli: infettano il loro apparato respiratorio e gastrointestinale.

Da 60 anni circa, sappiamo che in alcuni casi questi virus riescono a passare agli esseri umani, causando sintomi che variano a seconda delle loro caratteristiche.

A oggi sono noti sette diversi coronavirus che possono infettare l’uomo, compreso 2019-nCoV, quello da poco scoperto in Cina.

Secondo un’indagine relativa alle cause virali di raffreddore, i coronavirus sarebbero responsabili di circa il 10-15% dei casi di raffreddore rinvenuti nella popolazione generale.

È altamente probabile che molti di noi, senza saperlo, abbiano contratto, anche più di una volta nella vita, una qualche infezione da coronavirus.

 

La prima descrizione dei coronavirus risale al 1960, dopo che alcuni ricercatori avevano preso in considerazione alcuni casi di raffreddore.

Tra il 2002 e il 2003, i coronavirus sono saliti alla ribalta della cronaca a seguito dell’epidemia di SARS, scoppiata in quel periodo. La SARS – sigla che vuol dire Sindrome Acuta Respiratoria Grave – è un’infezione delle vie aeree respiratorie superiori e inferiori molto potente, provocata da un coronavirus il cui nome specifico è SARS-CoV (o SARS-Coronavirus).

Le infezioni da coronavirus sono più probabili durante la stagione autunnale o in inverno. Tuttavia, è bene ricordare che i coronavirus possono infettare l’essere umano tutto il tempo dell’anno.

Un altro fattore di rischio che incide fortemente sulla possibilità di sviluppare un’infezione da coronavirus è la stretta vicinanza con un individuo contaminato e con le stesse modalità dei virus influenzali.

I sintomi del coronavirus sono i sintomi provocati dalle più comuni infezioni respiratorie, ossia:

Naso chiuso e che cola

Tosse

Mal di gola

Febbre tra i 38°C e i 39°C

Infiammazione delle mucose nasali, della gola e dei bronchi

Cefalea

Perdita di appetito

Senso di malessere generale

La prima risorsa per contrastare un’infezione virale da coronavirus è il proprio sistema immunitario, che identifica l’infezione e sviluppa la capacità di contrastare il virus, impedendogli di fare ulteriori danni in futuro. Non esistono cure e i medici possono solamente somministrare farmaci per ridurre i sintomi, o per trattare complicazioni come la polmonite, nel caso in cui si presenti. Qualcosa di analogo avviene già con l’influenza, nel caso di pazienti con precedenti problemi di salute.

Attualmente il nuovo coronavirus si è rivelato mortale nel 2,7 per cento dei casi, ma la stima è probabilmente in eccesso perché i quasi 3mila pazienti dichiarati finora dalla Cina riguardano solo i casi confermati, ma potrebbero essercene altre migliaia (non tutti sviluppano sintomi). Nel 2009, la pandemia influenzale da virus H1N1 (febbre suina) causò la morte di circa mezzo milione di persone in tutto il mondo. Ogni anno, a causa delle complicazioni dell’influenza comune, muoiono centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo. Il nuovo coronavirus sembra essere più aggressivo e – come tutti i nuovi virus – non deve essere sottovalutato fino a quando non se ne comprendono i meccanismi.

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