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Otto antichi consigli cinesi per una lunga vita

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le persone hanno sempre rincorso il sogno sfuggevole dell’immortalità, fin dall’alba dei tempi e questo desiderio ha dato vita a molte tecniche tradizionali per la longevità che sono state trasmesse da una generazione all’altra.

Ecco alcuni consigli della Medicina Tradizionale Cinese a costo zero, semplici e considerati davvero positivi per la salute:

1. LA TESTA È IL CENTRO DELL’INTELLIGENZA: PETTINARSI TRE VOLTE AL GIORNO PER PREVENIRE LE MALATTIE

Secondo la medicina tradizionale cinese i dodici meridiani principali del corpo umano, più di quaranta punti di agopuntura e oltre una dozzina di punti speciali per l’agopressione, convergono tutti alla testa.

Utilizzare un pettine per stimolare questi punti e meridiani può liberarli, favorire la circolazione sanguigna, rafforzare il metabolismo delle cellule cerebrali e prevenirne l’invecchiamento, incrementare la memoria, affinare la vista e l’udito e schiarire la mente. Può inoltre eliminare l’affaticamento, l’insonnia, la nevralgia del trigemino (intenso dolore del viso) e le emicranie. Può anche avere inaspettati effetti estetici.

Solitamente viene consigliato di pettinarsi tre volte al giorno: una volta al mattino, una dopo pranzo, e di nuovo prima di coricarsi, ogni volta per due minuti applicando tra i 60 e i 100 colpi di pettine per un risultato ottimale. Continuando a pettinarvi regolarmente sentirete la mente più limpida ed energica, dormirete meglio, i capelli bianchi torneranno del colore originale e avrete più appetito.

2. IL PIEDE È SPESSO CONSIDERATO COME UN SECONDO CUORE: MASSAGGIARE SPESSO I PIEDI È UN OTTIMO METODO DI PREVENZIONE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La medicina tradizionale cinese afferma che nel piede si trovano più di 60 punti di agopuntura, che sono strettamente legati ai dodici meridiani e quindi agli organi interni. Però, data la distanza dal cuore, il piede ha una scarsa resistenza ed è la parte più debole del corpo poiché è soggetto al freddo e all’umidità. Per questo la salute del piede è considerata in stretta relazione con la salute dell’intero corpo umano.

La medicina antica dice che il modo migliore di mantenere il piede in salute è quello di massaggiare il punto di agopuntura Yongquan (al centro dell’arcata). Dei massaggi energici alle piante dei piedi dopo averli immersi in acqua calda possono portare vari benefici ai tendini, alla circolazione del sangue, ai muscoli dei piedi e anche ad altre aree del corpo. Può alleviare mal di testa, ernie, nefriti, convulsioni, insonnia, ipertensione, malattie cardiache, mal di gola, talloni spaccati, demenza senile e molte altre malattie.

Dati gli effetti relativi alla salute del piede, la medicina definisce Yongquan un punto di riequilibrio generale.

3. PER VIVERE PIÙ A LUNGO, INGOIARE LA SALIVA CENTINAIA DI VOLTE AL GIORNO PER VIVERE

Il dizionario cinese, o Ci Hai, definisce la saliva: l’insieme dei liquidi secreti dalle ghiandole salivari e del muco secreto da molte piccole ghiandole del cavo orale, che si trovano nella bocca. Un adulto produce in media da uno a un litro e mezzo di saliva al giorno.

La medicina cinese sostiene che la saliva, insieme alla milza e allo stomaco, inumidisce gli orifizi, le membra e gli organi interni, restaura le energie, lubrifica le giunture e schiarisce la mente.

La medicina moderna afferma che la saliva blocca il sanguinamento, allevia la contrazione dei vasi sanguigni, dissolve i batteri, uccide i microbi, preserva la salute dentale, combatte i virus, aiuta la digestione e sostiene altre numerose funzioni.

Recentemente, alcuni scienziati americani hanno scoperto che la saliva può promuovere la crescita delle cellule nervali e dell’epidermide. L’Istituto giapponese per la Ricerca sul cibo ha scoperto che «la saliva può eliminare le sostanze nocive presenti nell’aria e nel cibo» e ha degli effetti significativi nella prevenzione del cancro.

Gli studi di alcuni esperti della Facoltà di Medicina della Georgia University hanno mostrato che l’aflatossina – una delle più cancerogene tra le sostanze conosciute, insieme a benzene e nitrato – si disintegra 30 secondi dopo il contatto diretto con la saliva, quindi sostengono che «la cosa migliore sia masticare 30 volte ogni boccone».

Sembra che questi studi convalidino l’antico consiglio di ingoiare la saliva 300 volte al giorno.

4. SCHIOCCARE I DENTI TUTTI I GIORNI PER PREVENIRNE LA CADUTA

Schioccare i denti significa sbattere ritmicamente l’arcata inferiore e quella superiore dei denti ripetutamente.

Su Wen: Shang Gu Tian Zhen Lun, un antico testo cinese, suggerisce che la salute delle ossa umane dipenda dal nutrimento del midollo e che il midollo delle ossa sia l’origine dell’essenza del corpo umano. Se tale essenza diminuisse, potrebbe non essere sufficiente per supportare il midollo osseo, e i denti si indeboliranno o ammaleranno, o cadranno del tutto.

Inoltre la medicina tradizionale cinese crede che schioccare spesso i denti possa aiutare l’equilibrio dello yin e dello yang, sostenere la circolazione e lo scorrere dell’energia dei meridiani, mantenere e aumentare le funzioni generali dei muscoli della mandibola, la portata delle radici dei denti ed eliminare l’atrofia.

In aggiunta, tale procedimento può rafforzare efficacemente la capacità dei tessuti delle mucose, migliorare la masticazione, supportare la circolazione sanguigna della bocca e delle gengive, incrementare la salivazione, aumentare la resistenza antimicrobica dei denti e quindi renderli più robusti, bianchi e splendenti.

5. MOGLI E MARITI DOVREBBERO MASSAGGIARSI LA SCHIENA A VICENDA PER ELIMINARE LA FATICA FISICA E PREVENIRE IL CANCRO

Massaggiare la schiena è un metodo antico che porta a risultati immediati.

Il massaggio alla schiena stimola decine di importanti punti di agopuntura che possono aiutare a stimolare il sistema nervoso centrale, mantenendolo efficacemente in equilibrio.

Il beneficio primario è il rilassamento muscolare, prevenendo e trattando il mal di schiena e la tensione muscolare.

In secondo luogo, il massaggio alla schiena migliora la circolazione e regola le funzioni dei nervi. Massaggiare durante il giorno schiarisce la mente e solleva lo spirito. Massaggiare di notte distende la mente prevenendo l’insonnia.

Un altro beneficio del massaggio è quello di potenziare le difese immunitarie e prevenire il cancro. Scienziati giapponesi sostengono da molto tempo che dei frequenti massaggi alla schiena promuovono la secrezione di peptidi nel cervello. Questi peptidi hanno forti capacità antivirali e possono inibire la mutazione cellulare, che è alla base della creazione delle cellule cancerogene.

Solitamente ci sono due metodi per massaggiare la schiena: con la mano aperta o chiusa.

In questo caso mantenere la mano aperta significa usare dolcemente tutto il palmo. Per ottenere risultati migliori, massaggiarla regolarmente una volta al giorno, applicando cinquanta o sessanta ripetizioni con la mano aperta o chiusa.

6. MANIPOLARE L’ADDOME OGNI GIORNO PER PROMUOVERE LA CIRCOLAZIONE SANGUIGNA E FARE DEL BENE ALLO SPIRITO

Manipolare l’addome è un metodo per sostenere la salute che utilizza le mani per frizionare avanti e indietro, dal petto al bacino e viceversa. La Medicina Tradizionale Cinese sostiene che l’addome sia «il centro degli organi interni e la fonte dello yin e dello yang».

La medicina moderna sostiene anche che tale manipolazione dell’addome rafforzi lo stomaco e i muscoli gastrointestinali e addominali, promuova la circolazione e acceleri la digestione. Inoltre aiuta la costipazione, le ulcere, l’insonnia, l’infiammazione della prostata, nefriti, ernie, pressione alta, malattie coronarie e cardiache e diabete. In particolare aumenta la contrazione dell’addome e la riduzione del grasso, può addirittura facilitare la perdita di peso.

Per manipolare l’addome, frizionare l’addome con la mano destra in senso orario, con la parte del palmo più vicina al polso, per 130 volte sopra l’ombelico, e poi spostarsi nell’area sottostante e ripetere per 120 volte. Successivamente, strofinare l’intera area addominale con l’intero palmo della mano sinistra per 120 volte. Poi ripetere il tutto in senso contrario.

7. ESEGUIRE STIRAMENTI E ALLUNGAMENTI È IL METODO PIÙ EFFICACE PER PERDERE PESO E AIUTARE LA CIRCOLAZIONE

Stiramento dolce è un termine che si riferisce all’allungamento involontario (che spesso accompagna l’atto di sbadigliare) e comprende: stirare il collo, sollevare le braccia, fare dei respiri profondi per espandere il petto, allungare il torso, mettere in moto le articolazioni e distendere il corpo.

Sun Simiao, un famoso medico della dinastia Tang, affermò: «se il sangue non circola, il corpo sarà colpito da malattie».

Secondo la medicina moderna, la circolazione del sangue si basa totalmente sulla contrazione del muscolo cardiaco, il che è particolarmente vero per le vene più lontane dal cuore.

Quando ci si stira, il corpo porta naturalmente a sollevare le braccia, allargare le costole ed espandere il petto, il che allunga il diaframma mentre si aiuta con il respiro profondo. Questo procedimento causa la contrazione di molti muscoli e riporta il sangue al cuore provocando un accelerazione della circolazione sanguigna.

Lo stiramento può anche aiutare i vasi sanguigni del collo a trasportare il sangue al cervello, a portare il nutrimento adeguato, riducendo la fatica e sollevando lo spirito. Inoltre questo mette in moto il sistema neuromuscolare supportando l’equilibrio fisico, incrementa l’immissione di ossigeno e l’eliminazione di anidride carbonica aiutando il metabolismo; elimina anche la tensione eccessiva prevenendo la tensione muscolare e correggendo la postura. Il tutto aiuta a mantenere il corpo in salute.

8. PER AVERE UN FISICO IN FORMA PREMERE I PUNTI DI AGOPUTURA: HEGU, NEIGUAN E ZUSANLI.

Il punto Hegu è compreso tra il pollice e l’indice. L’agopuntura nel punto Hegu aiuta a trattare il mal di testa, la paralisi facciale e le malattie che coinvolgono i cinque sensi.

Il punto Neiguan si trova a circa cinque centimetri dalla piega del polso. L’agopuntura in questo punto aiuta in primo luogo le palpitazioni cardiache, la pressione troppo alta del sangue, l’epilessia, l’asma, i dolori di stomaco, la nausea e il vomito.

Il punto Zusanli si trova tra sette e dieci centimetri sotto il centro del ginocchio. Ha la funzione di regolare lo stomaco, restaurare le energie, aiutare la circolazione attraverso i meridiani e secondo il linguaggio della medicina tradizionale cinese, disperde il vento e l’umidità.

Ricerche delle medicina moderna confermano che applicare l’agopuntura al punto Zusanli stimoli lo stomaco e gli intestini, così come varie attività digestive ed enzimatiche. Può aumentare l’appetito, aiutare la digestione, supportare le capacità cerebrali, migliorare le funzioni del cuore, aumentare la produzione dei globuli bianchi e rossi del sangue, i livelli di emoglobina e degli ormoni endocrini e migliorare la pressione sanguigna.

I punti Zusanli, Hegu e Neiguan sono tre dei maggiori punti di agopuntura utilizzati dai medici antichi nei loro trattamenti.

In tempi recenti scienziati cinesi hanno scoperto che massaggiare questi tre punti porta benefici a: nervi, muscoli, tessuti e organi. Gli effetti positivi sono maggiori di quelli di qualsiasi attività sportiva.

Premere i punti Zusanli, Hegu e Neiguan per cinque minuti ciascuno, applicando una pressione, con il pollice o con il medio, su ogni punto per 15 o 20 volte.

 

MEDITAZIONE ZEN: LA TECNICA E I SUOI BENEFICI

La meditazione zen o zazen è una pratica orientale millenaria che ha come obiettivo principale il rilassamento totale del corpo e della mente per la riscoperta della vera natura dell’uomo. Le origini di questa disciplina risalgono alle esperienze del Buddha Shakyamuni che raggiunse l’Illuminazione intorno al VI secolo a. C. in India. Il termine stesso deriva da zazen, che indica proprio la postura del Buddha.La vicenda fu tramandata oralmente da maestro a discepolo per millenni e solo nel V sec d.C. raggiunse la Cina grazie al monaco Bodhidharma, che trovò terreno fertile per la diffusione di queste pratiche meditative, conosciute con il termine cinese Ch’an (Zen nella pronuncia giapponese).

La meditazione zen vera e propria nasce in Giappone nel XIII secolo grazie all’opera del maestro Dogen. Lo Zen viene rielaborato e influisce in maniera significativa sulla cultura giapponese: si può pensare alla cultura samurai, al codice comportamentale da tenere in società, alle costruzioni, ai riti e alle usanze.

Questa disciplina implica l’abbandono dei pensieri e il sedersi in pace con sé stessi, cercando di eliminare paure, pregiudizi e falsità per entrare in contatto con il nostro vero Essere. La meditazione zen può essere praticata da tutti, non richiede un grande impegno né fisico né economico e aiuta a combattere stress e ansia.

Una delle prime cose da sapere sulla meditazione zen è che il suo scopo non è lo svuotamento della mente da tutti i pensieri e l’estraniamento dalla realtà circostante: il suo fine è molto più introspettivo. L’obiettivo di questo tipo di meditazione è conoscersi di nuovo, riscoprirsi senza gli schemi sociali che ci costringono ad un comportamento in contrasto con il nostro vero “io” e che spesso è fonte di stress, insicurezza e infelicità. Per questo, una volta che si inizia a meditare, pian piano ci si “alleggerisce” dalle pesantezze della vita e se ne esce ogni volta più sicuri, più “semplici”.

 

Come iniziare a praticare la meditazione zen

 

Se non hai la possibilità di frequentare un corso tenuto da un maestro zen, non preoccuparti: puoi iniziare anche da solo, a casa tua, seguendo delle semplici regole.
Per prima cosa devi scegliere un punto della casa silenzioso e privo di distrazioni, lontano il più possibile da stimoli esterni come tv, telefono e rumori. Puoi aiutarti a creare la giusta atmosfera con incensi e candele e con musica zen.

Devi poi procurarti un cuscino per meditazione e dei vestiti comodi, possibilmente larghi e di tessuti naturali. Ora devi sederti sul pavimento (ecco perché è indispensabile il cuscino!) nella classica posizione del loto, per intenderci quella con la schiena eretta, le gambe incrociate con i talloni sulle caviglie e le mani poggiate sulle ginocchia con i palmi rivolti verso l’alto. Se per te questa posizione è scomoda, puoi scegliere di appoggiare i talloni a terra o di tenere le gambe distese. Con il tempo i muscoli si rilasseranno e riuscirai a mantenere la posizione corretta.

L’importante è sentirsi comodi per riuscire a concentrarsi sulla meditazione. Come insegnano nelle scuole specializzate, bisogna “essere seduti e stabili come una montagna”. La stabilità della postura è anche una metafora: un invito a essere calmi e saldi di fronte alle avversità che la vita ci presenta. Durante la bella stagione, puoi dedicarti alla meditazione zen all’aperto, ad esempio in giardino o in spiaggia. Il contatto diretto con la natura ti aiuterà a concentrarti meglio e a percepire il legame con essa.

Dopo aver “conquistato” la giusta posizione, chiudi gli occhi e concentrati sul respiro: deve essere lento e profondo, permettendoti di ritrovare la tua mente e raggiungere l’equilibrio spirituale. Secondo la filosofia zen, una corretta respirazione permette di vivere a lungo in salute e armonia. In caso contrario, l’individuo è più soggetto a debolezza, malattia e squilibri psico-fisici.

Le prime volte puoi praticare un semplice esercizio che ti aiuterà a concentrarti sulla respirazione: conta ogni volta che inspiri ed espiri fino ad arrivare a dieci. Se sei distratto da qualcosa di esterno o da qualche pensiero, prendine nota e ricomincia. L’obiettivo è riuscire ad arrivare a contare fino a più di dieci volte senza interruzioni. Quando ci riuscirai, significa che sei pronto per la meditazione zen vera e propria. Non avrai più bisogno di contare, ma potrai concentrarti sul flusso dei pensieri riuscendo a eliminare quelli più negativi.

Non ti serve molto tempo per praticare la meditazione zen: anche pochi minuti al giorno sono sufficienti per aiutarti a cambiare stile di vita. Gli esperti sostengono che bastano otto settimane per ottenere i primi risultati concreti. Oltre alla numerosa offerta di corsi e incontri con i maestri zen, molto diffusi sono anche manuali e video che illustrano le principali tecniche di meditazione zen.

Benefici della meditazione zen

posizione del loto
posizione del loto

Grazie ad una corretta respirazione e alla concentrazione sul tuo io più profondo, potrai arrivare a raggiungere una maggiore consapevolezza di te stesso che ti farà cancellare ansia, stress e pensieri negativi per una quotidianità più serena e luminosa.

Già dal nome, “meditazione seduta”, puoi intuire che lo scopo è semplicemente quello di sedersi e conoscersi. Questo semplicissimo procedimento ci permette di arrivare a semplificare i nostri problemi e rallentare ritmi i quotidiani che dobbiamo affrontare, mostrandoceli da un nuovo punto di vista e sfatando la loro complessità che spesso ci attanaglia.

Praticare meditazione zen non significa isolarsi nel proprio mondo ma, attraverso l’eliminazione di paure e insicurezze che ti allontanano dal tuo Essere, aiutarsi a instaurare un miglior rapporto con l’altro.

La pratica costante, anche di pochi minuti, aiuta a rilassarsi, ad allontanare la negatività, a liberarsi dai pregiudizi e dagli schemi che la società moderna ci impone, ad aumentare l’empatia verso il prossimo e a scoprire chi siamo veramente. Inoltre, provando a entrare in contatto con la tua vera natura, riuscirai a essere più reattivo e “pronto” per nuove esperienze e per affrontare in maniera diversa e più consapevole gli ostacoli del quotidiano.

Sempre più studi scientifici dimostrano l’efficacia delle tecniche di meditazione orientale, e quella zen non è certo da meno. Gli studiosi hanno confermato che la meditazione ha effetti benefici sul nostro corpo, ma soprattutto sul nostro cervello, perché è stimolata la produzione neuronale.

Con il passare del tempo, ti accorgerai di vedere le stesse cose di sempre con occhi diversi, di provare emozioni insolite e di vivere più serenamente la quotidianità. A questo punto ti renderai conto della forza incredibile della meditazione zen!

Le diverse posizioni della meditazione zen

Posizione birmana

posizione birmana
Ci sono diverse posizioni che puoi adottare stando seduto a gambe incrociate su un cuscino. La prima e più semplice è la posizione birmana, nella quale le gambe sono incrociate e il dorso dei piedi appoggia sul pavimento. Le ginocchia dovrebbero poggiare anch’esse sul pavimento, anche se a volte ci vuole un ulteriore sforzo per raggiungere la completa aderenza fin dall’inizio. Dopo un po’ i muscoli inizieranno a rilassarsi e le ginocchia a cadere naturalmente.
Per contribuire all’equilibrio, siediti sulla parte anteriore del cuscino, spostando il corpo leggermente in avanti. Immagina che la parte superiore della testa spinga verso l’alto fino al soffitto e allungando il corpo in questo modo, raddrizza la spina dorsale dritta, poi basta lascia che i muscoli si ammorbidiscano e rilassino. Con i glutei poggiati sul cuscino e lo stomaco che spinge leggermente in fuori, si può formare una leggera curva nella regione inferiore della schiena. In questa posizione, richiede poco sforzo mantenere il corpo in posizione verticale.

Posizione del mezzo loto

posizione del mezzo loto
Un’altra posizione molto comune è il mezzo loto, dove il piede sinistro è poggiato sulla coscia destra e la gamba destra è incastrata al di sotto. Si tratta di una posizione leggermente asimmetrica e a volte la parte superiore del corpo ha bisogno di essere compensata per mantenersi ritta. Consiglio a chi adotta questa posizione di alternare la gamba dominante di volta in volta.

Posizione del loto

posizione del loto
Senza dubbio la posizione più stabile della meditazione zen è la posizione del loto, dove ogni piede è poggiato sulla coscia opposta.
Si tratta di una posizione simmetrica e molto stabile, che garantisce un equilibrio impareggiabile. Stabilità ed efficienza sono infatti le ragioni per cui viene così largamente adottata.

Posizione seiza

posizione seiza
Un’ulteriore alternativa è la posizione seiza, che consiste nel meditare inginocchiandosi. Si tratta di una posizione molto versatile che può essere eseguita con l’aiuto di un cuscino anatomico, oppure con i glutei che poggiano direttamente sui talloni, o ancora con un cuscino normale o la panca seiza, che preserva i piedi dal reggere tutto il tuo peso e mantiene la tua colonna vertebrale dritta.

Da Lupercus a San Valentino tra storia e leggenda

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La sua origine coincide con il tentativo della Chiesa cattolica di «cristianizzare» il rito pagano per la fertilità. Per gli antichi romani febbraio era il periodo in cui ci si preparava alla stagione della rinascita. A metà mese, fin dal quarto secolo a.C., iniziavano le celebrazioni dei Lupercali, per tenere i lupi lontano dai campi coltivati. I sacerdoti di questo ordine entravano nella grotta in cui, secondo la leggenda, la lupa aveva allattato Romolo e Remo, e qui compivano sacrifici propiziatori. Contemporaneamente lungo le strade della città veniva sparso il sangue di alcuni animali. I nomi di uomini e donne che adoravano questo Dio venivano inseriti in un’urna e poi mischiati; quindi un bambino estraeva i nomi di alcune coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità, affinché il rito della fertilità fosse concluso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E come si arriva da questi riti a San Valentino?

I padri precursori della Chiesa, decisi a mettere fine a questa pratica licenziosa, vollero trovare un santo degli innamorati per sostituire l’immorale Lupercus. Nel 496 d.C. Papa Gelasio annullò la festa pagana decretando che venisse seguito il culto di San Valentino.

 

Ma chi era questo santo?

San Valentino, nato a Interamna Nahars, l’attuale Terni, nel 176 d.C. e morto a Roma il 14 febbraio 273, era un vescovo romano che era stato martirizzato. Valentino dedicò la vita alla comunità cristiana e alla città di Terni dove infuriavano le persecuzioni contro i seguaci di Gesù. Fu consacrato vescovo della città nel 197 dal Papa San Feliciano, poi divenne il protettore dell’amore in tutto il mondo.

 

Perché fu scelto come patrono degli innamorati?

È considerato il patrono degli innamorati poiché la leggenda narra che egli fu il primo religioso che celebrò l’unione fra un legionario pagano e una giovane cristiana.

 

C’è qualche racconto particolare che lo riguarda?

Si dice che un giorno San Valentino sentì passare, vicino al suo giardino, due giovani fidanzati che stavano litigando. Allora gli andò incontro con in mano una rosa che regalò loro, pregandoli di riconciliarsi stringendo insieme il gambo della stessa, facendo attenzione a non pungersi e pregando affinché il Signore mantenesse vivo in eterno il loro amore. Qualche tempo dopo la coppia gli chiese la benedizione del loro matrimonio. Quando la storia si diffuse, molti decisero di andare in pellegrinaggio dal vescovo di Terni il 14 di ogni mese, il giorno dedicato alle benedizioni. Poi la data è stata ristretta solo a febbraio, perché in quel giorno del 273 San Valentino morì.

 

E per quanto riguarda la storia più recente?

L’associazione con l’amore romantico è posteriore, anche se la questione sulla sua origine è controversa. Secondo una tra le tesi più accreditate, San Valentino sarebbe stata introdotta come festa degli innamorati grazie al circolo di Geoffrey Chaucer (1343 – 1400), che nel suo poema «Parlamento degli uccelli» associa la ricorrenza al fidanzamento di Riccardo II d’Inghilterra con Anna di Boemia. In ogni caso in Francia e Inghilterra, nel Medioevo, si riteneva che a metà febbraio iniziasse l’accoppiamento degli uccelli: evento che si prestava a far consacrare il 14 febbraio come la festa degli innamorati.

 

A quando si fa risalire la sua connotazione più commerciale?

Nei Paesi anglosassoni il tratto più caratteristico è lo scambio (risalente al XIX secolo) di «Valentine», bigliettini d’amore con le sagome dei simboli dell’amor romantico (cuori, colomba, Cupido). La più antica «Valentine» di cui si abbia traccia risale al XV secolo, e fu scritta da Carlo d’Orléans, allora detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge alla moglie con le parole: «Je suis déjà d’amour tanné, ma très douce Valentinée». A metà Ottocento negli Stati Uniti tal Esther Howland iniziò a produrre biglietti di San Valentino su scala industriale. Con il passare del tempo la tradizione dei biglietti amorosi divenne secondaria rispetto allo scambio di scatole di cioccolatini, mazzi di fiori o gioielli.

 

Come si festeggia in altri Paesi?

In Germania gli innamorati scrivono bigliettini e acquistano regali, in genere non troppo costosi, e fiori per il proprio partner. In Olanda e in Inghilterra c’è chi spedisce biglietti non rivelando la propria identità. In Giappone la tradizione prevede che siano le ragazze a regalare una scatola di cioccolatini ai ragazzi, anche se non sono necessariamente i loro fidanzati: vanno bene pure amici e colleghi di lavoro. E gli uomini che ricevono cioccolato a San Valentino devono ricambiare il dono ricevuto regalando cioccolato bianco un mese dopo San Valentino, cioè il 14 marzo. In Spagna invece in quel giorno vanno a ruba le rose rosse. Negli Stati Uniti, San Valentino viene festeggiato da tutti: anche i bambini si scambiano biglietti raffiguranti gli eroi dei cartoni animati.

La meditazione, il miglior vaccino per l’influenza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un vaccino anti-influenzale 100% green e low cost? La meditazione, che si conferma un’arma efficace per prevenire e combattere i sintomi dell’influenza e raffreddamento.

A rivelare l’ennesimo beneficio dato dalle pratiche di meditazione è un nuovo studio, condotto da un team di ricercatori dell’University of Wisconsin-Madison, che rivela come questa attività sia uno strumento naturale ed efficace contro le malattie respiratorie, l’influenza e il raffreddore.

Proprio nell’epoca in cui la validità dei tradizionali vaccini influenzali (un vero e proprio business per le case farmaceutiche) viene messa in dubbio, si scopre che per prevenire sintomi e malanni di stagione basta ritagliarsi qualche minuto da dedicare alla meditazione: una pratica green, a costo zero e senza effetti collaterali!

I ricercatori – coordinati dal professor Bruce Barrett – sono arrivati a questa conclusione dopo aver effettuato un test di 8 settimane su un gruppo di volontari: 154 persone adulte, di entrambi i sessi, suddivisi a caso in tre gruppi. Il primo è stato sottoposto ad un periodo di training alla meditazione consapevole, il secondo gruppo di volontari è stato invece avviato ad un programma di fitness, come la passeggiata veloce, e infine il terzo gruppo, che non ha fatto nulla (definito gruppo di controllo).

Terminato il test, i ricercatori hanno monitorato le condizioni di salute di tutti i volontari dal mese di settembre a quello di maggio, per verificare il loro benessere, con particolare riferimento a sintomi quali mal di gola, naso che cola, starnuti, dolori ossei, ecc .

Conclusione?
I volontari appartenenti al gruppo meditazione si è assentato per malattia dal posto di lavoro il 76% in meno rispetto al terzo gruppo che non aveva fatto alcuna attività.
Coloro che avevano praticato l’esercizio fisico si sono invece assentati dal lavoro il 48% in meno (sempre rispetto al terzo gruppo).

E non è tutto: dai risultati dello studio, pubblicati su Annals of Family Medicine,è emerso che la meditazione mindfulness ha ridotto fino al 50% l’intensità delle infezioni respiratorie acute, mentre l’esercizio fisico le ha ridotte fino al 40%.
Inoltre, i partecipanti al gruppo della meditazione si sono ammalati per meno giorni: 5 contro gli 8 di coloro che non avevano fatto alcuna attività.

Nulla è stato precedentemente dimostrato prevenire le infezioni respiratorie acute – ha detto nella nota UWM il dottor Barrett – Molte precedenti informazioni hanno suggerito che la meditazione e l’esercizio fisico possono mostrare benefici di prevenzione, ma studi randomizzati e di alta qualità non sono mai stati condotti. I vaccini per l’influenza iniettabili sono parzialmente efficaci – ha continuato Barrett – e funzionano solo per i tre ceppi di influenza ogni anno. L’evidente beneficio del 40-50% dovuto alla mindfulness è una scoperta molto importante, così come il vantaggio del 30-40% dell’allenamento. Se si tiene conto di questo nelle ricerche future, l’impatto potrebbe essere sostanziale“.

È vero che Leonardo dormiva 20 minuti per volta?

Le abitudini di un genio.

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Non è una certezza, ma pare che Leonardo da Vinci dormisse 15-20 minuti ogni 4 ore. Senza distinguere tra notte e giorno. Lui non lo sapeva, ma stava sperimentando quello che all’inizio del Novecento venne definito dagli psicologi come sonno polifasico, per distinguerlo da quello bifasico, che prevede il sonnellino pomeridiano, e da quello monofasico, ovvero quando si dorme solo una volta durante le 24 ore, di solito la notte.

 

Del resto, Leonardo non fu l’unico uomo geniale che si riposava a singhiozzo, come lui, anche l’inventore statunitense Thomas Edison si concedeva frequenti sonnellini. Si contano, inoltre, anche tanti importanti uomini di Stato: dall’imperatore francese Napoleone Bonaparte al primo ministro britannico Winston Churchill.

Musica binaturale: la scienza del suono che fa viaggiare la coscienza

Le pulsazioni binaurali sono uno dei modi più semplici per indurre i più diversi stati coscienza: dalla trance alla concentrazione estrema, fino all’uscita dal corpo fisico. Scopriamo insieme come funzionano e come usarle per ottenere i risultati migliori.

Cominciamo intanto parlando di frequenze cerebrali.

I miliardi di cellule cerebrali che chiamiamo neuroni sono incessantemente al lavoro, e questo produce un’attività elettrica costante nel cervello. Quando misurata con un’apparecchiatura apposita come l’EEG (elettro-encefalo-gramma) scopriamo che questa attività elettrica è anche costante e ciclica, ovvero si presenta come un’onda con una determinata frequenza che possiamo misurare in Hertz (cicli per secondo, si scrive abbreviato “Hz”).

Un’altra cosa che scopriamo è che la frequenza di questa “onda cerebrale” cambia a seconda dell’attività che stiamo compiendo, la frequenza di quando stiamo leggendo è ad esempio diversa di quella di quando sogniamo, e questa è sua volta diversa dalla frequenza di quando dormiamo profondamente.

musica binaurale come funziona

Le pulsazioni binaurali non sono altro che suoni pulsanti ad una certa frequenza: quando facciamo pulsare in ciascuno dei nostri orecchi due suoni con una pulsazione diversa tra loro, il nostro cervello cerca sempre di compensare questa differenza, e per farlo modifica la sua frequenza cerebrale.

Ad esempio: facciamo suonare nell’orecchio destro un suono che pulsa a 205 Hz, e nell’orecchio sinistro un suono che pulsa a 200 Hz. Il nostro cervello per compensare la differenza cercherà di portare la sua frequenza cerebrale a 4 Hz (205-200=4), che è la frequenza misurata quando stiamo sognando o siamo in stato di profonda trance meditativa, chiamato anche frequenza Theta.

E’ molto difficile raggiungere la frequenza Theta senza addormentarsi, a meno di non esser un meditatore esperto, ma grazie alle pulsazioni binaurali possiamo indurre tale frequenza nel cervello abbastanza facilmente e godere di tutti i benefici che porta senza sforzo, mentre restiamo pienamente coscienti dell’esperienza.

Le frequenze cerebrali e gli stati di coscienza associati

onde cerebrali grafico

Le frequenze cerebrali misurate fino ad ora nel cervello umano sono state divise in 5 range di frequenze:

  • Gamma (30 > 70 Hz) – rare, emesse durante stati di estasi, compassione e profonda ispirazione
  • Beta (14 > 30 Hz) – tipiche, emesse durante le nostre normali attività quotidiane
  • Alpha (8 > 13,9 Hz) – emesse quando sogniamo ad occhi aperti o siamo intensamente ispirati e focalizzati in un’attività creativa
  • Theta (4 > 7.9 Hz) – emesse durante la fase REM del sonno, ovvero quando stiamo sognando
  • Delta (0,1 > 3,9 Hz) – emesse durante il sonno profondo

Vediamole ora nel dettaglio, iniziando dalle nostre tipiche Beta, con un assaggio delle pulsazioni binaurali utili ad indurre ciascuna di esse

Tutti gli audio sottostanti vanno ascoltati rigorosamente con le cuffie! (migliore è la qualità delle cuffie migliori risultati potrete ottenere).

Assicuratevi anche che l’audio delle vostre cuffie e del vostro pc sia realmente in stereo.


Frequenze Beta (14 > 30 Hz)

Le onde beta sono quelle più frequenti e attive nel nostro cervello. E’ la frequenza tipica della coscienza sveglia e dei processi di pensiero della mente razionale (acquisizione di informazioni e analisi di esse). Questa frequenza è associata con stati di concentrazione, attenzione e problem solving, ma può anche essere associata con ansia, stress, frustrazione, paura e processi di pensiero ripetitivi.

Solitamente non si usano le pulsazioni binaurali per indurre queste frequenze, in quanto sono quelle in cui siamo immersi, ahimé, quasi sempre!

    • Beta 20 Hz – Pulsazioni binaurali pure – (ricordate di indossare le cuffie) 


Alpha (8 > 13,9 Hz)

Quando diventiamo più rilassati, le nostre frequenze cerebrali rallentano verso il gruppo Alpha. Queste frequenze sono associate allo stato di “ispirazione”, o quando siamo incantati e lasciamo la nostra immaginazione libera di fluire. Quando siamo totalmente immersi in un’attività tanto da non percepire più lo scorrere del tempo, e tutto sembra fluire semplicemente sotto i nostri occhi, possiamo stare certi che ci troviamo a sperimentare le onde Alpha.

Le pulsazioni binaurali che inducono le onde Alpha vengono usate per rilassamento, super-apprendimento, focus intenso, leggera meditazione  e aumento della produzione di serotonina (riequilibrio dell’umore).

    • Alpha 12 Hz – Pulsazioni binaurali pure – (ricordate di indossare le cuffie)

  • Alpha 12 Hz – Musica binaurale (pulsazioni + musica) 


Theta (4 > 7.9 Hz)

Considerate le onde cerebrali più potenti di tutte, queste frequenze sono chiamate anche il “magazzino della creatività e dell’ispirazione spirituale”. Sono le onde cerebrali di quando sogniamo.

Per un adulto, è quasi impossibile (a meno che non sia un meditatore esperto o stia usando le pulsazioni binaurali) raggiungere queste frequenze senza addormentarsi, ma vengono abitualmente misurate nei bambini in stato di veglia fino ai 13 anni.

Quando il cervello si trova in questa fascia di frequenze si diventa più spiritualmente consapevoli e si ha una sensazione di profonda pace interiore: si diventa più intuitivi e sì è consapevoli della propria guida interiore.

Le pulsazioni binaurali che inducono le onde Theta sono certamente le più usate e diffuse e il loro utilizzo copre gli scopi più vari: dall’apprendimento rapido all’allenamento della memoria, dalla risoluzione di credenze limitanti, dipendenze, paure alla guarigione fisica ed emozionale.
Le onde Theta possono essere usate anche per obbiettivi più squisitamente spirituali, come esperienze fuori dal corpo, profonde meditazioni, visione remota, telepatia, e  in generale il raggiungimento di stati di coscienza elevati.

    • Teta 7 Hz – Pulsazioni binaurali pure – (ricordate di indossare le cuffie)

  • Teta 7 Hz – Musica binaurale (pulsazioni + musica)


Delta (0,1 > 3,9 Hz)

Le frequenze più lente misurate nel cervello umano sono le Delta. Esse sono tipicamente presenti quando stiamo dormendo profondamente. Sono anche il pattern più diffuso nei neonati.

In questa fascia di frequenze il nostro corpo cresce, guarisce e ripara sé stesso. C’è una totale perdita della coscienza del corpo e dell’ambiente circostante. Quando siamo in delta ci troviamo totalmente nel mondo dell’inconscio.

Le pulsazioni binaurali che inducono le onde Delta possono essere usate per migliorare il sonno, curare l’insonnia, guarire nodi emozionali inconsci o raggiungere stati di meditazione estremamente profondi.

    • Delta 3 Hz – Pulsazioni binaurali pure – (ricordate di indossare le cuffie)

  • Delta 3 Hz – Musica binaurale (pulsazioni + musica)


Gamma (30 Hz > 70 Hz)

Esiste una fascia di frequenze, più rapide delle frequenze Beta, che è ancora stata studiata poco dalla scienza e che in genere sembra essere molto rara nel cervello umano: alcuni chiamano queste frequenze Beta-Alte, altri Gamma.

in ogni caso le ricerche svolte fino ad ora (alcune condotte su monaci tibetani profondamente esperti nella meditazione), hanno dimostrato che questa fascia di frequenze è estremamente importante, e quando presente percepiamo un profondo senso di compassione e unità con il tutto.

Le frequenze gamma sono state riscontrate anche nelle persone generalmente capaci di perdurare in uno stato di intensa felicità, compassione, creatività, e dotate di un quoziente intellettivo in superiore alla media.

Le pulsazioni binaurali che inducono le onde gamma esistono, ma sono ancora poco testate (io personalmente non le ho mai provate). Poichè le onde gamma si trovano su una fascia decisamente distante dal nostro normale stato Beta, e poichè il nostro cervello le sperimenta molto di rado, non è detto che il semplice ascolto di suoni binaurali riesca ad indurre questa frequenza.

Inoltre essendo frequenze molto elevate l’ascolto prolungato può essere decisamente fastidioso, provate ad ascoltarle… ma se provate fastidio non esagerate.

Alcuni ricercatori (come Jezedecibel su Youtube) ritengono che le frequenze gamma non siano tanto un range di frequenze dove il cervello può stabilizzarsi, quanto piuttosto dei picchi di frequenza che il cervello raggiunge quando viviamo uno stato di rivelazione, estasi, profonda ispirazione e compassione.

Proprio Jezedecibel ha creato degli audio binaurali che da una base di pulsazioni Theta contengono dei picchi di Gamma… interessanti da provare, eccone uno: Theta con picchi di Gamma

  • Gamma 40Hz – Pulsazioni binaurali pure – (ascoltate con cautela! – ricordate di indossare le cuffie)


Usare le pulsazioni binaurali

musica binaurale cuffie

Per usare le pulsazioni binaurali è sempre necessario indossare un paio di cuffie: in quanto in ciascun orecchio viene suonata una pulsazione di tipo diverso. Ovviamente più le cuffie sono di buona qualità migliore sarà il risultato.

I file audio per le pulsazioni binaurali si trovano ormai a centinaia, soprattutto su youtube. Potete trovare in giro tre tipologie di file:

      • Pulsazioni binaurali pure: La pulsazione binaurale nuda  e cruda. Di solito non è molto piacevole da ascoltare, ma qualcuno ama farlo. Più spesso questo tipo di file audio vengono usati combinati a musica di sottofondo.
        Eccone un esempio (ricordate di ascoltarlo con le cuffie): Pulsazioni binaurali pure

     

    • Pulsazioni binaurali con musica in background (musica binaurale): Probabilmente il tipo di audio più utile alla meditazione, dove vengono mescolati pulsazioni binaurali e musica di sottofondo. E’ piacevole da ascoltare e le pulsazioni binaurali aiutano la transizione della vostra coscienza verso un altro stato.
      Eccone un esempio: Pulsazioni binaurali con musica in background

    • Pulsazioni binaurali a frequenze miste (sia pure che con musica): Questo è il tipo di file che trovo più utile, in quanto le pulsazioni binaurali partono da un livello vicino a Beta (che è la frequenza “normale” del cervello), solitamente Alpha, per poi rallentare gradualmente verso Theta e Delta. In questo modo le vostre frequenze cerebrali vengono accompagnate dolcemente verso un nuovo stato, e solitamente è più facile per il cervello effettuare transizioni di questo tipo.
      Eccone un esempio: Pulsazioni binaurali a frequenze miste

 


Cosa aspettarsi dall’uso della musica binaurale

meditation spaceLe pulsazioni binaurali sono uno strumento straordinario, verificato scientificamente e usato per gli scopi più vari: meditazione, guarigione psicofisica, apprendimento rapido, e così via.

Sul fatto che funzionino e che siano efficaci non c’è ormai più alcun dubbio. Tuttavia non sono una bacchetta magica. Non aspettatevi di mettervi le cuffie e ottenere immediatamente effetti miracolosi.

Prima di tutto è molto importante capire che se non siete meditatori già esperti, ovvero se non avete già un cervello allenato a scendere coscientemente verso frequenze come Theta e Delta, anche con l’uso delle pulsazioni binaurali questo potrebbe non essere un effetto immediato.

Anche questo è uno dei motivi per cui preferisco usare pulsazioni binaurali in scala, che vi accompagnano da Alpha a Theta e Delta gradualmente. Se siete in frequenza Beta e cominciate ad ascoltare pulsazioni binaurali Delta il vostro cervello potrebbe non riuscire immediatamente a colmare la distanza tra la sua frequenza (Beta) e quella che state cercando di indurre (Delta).

L’unica è provare, allenando gradualmente il cervello a muoversi coscientemente tra le varie frequenze. Di sicuro usare le pulsazioni binaurali è uno degli strumenti più efficaci per fare questo, ma un minimo di costanza e impegno sono sempre richiesti.

Su youtube troverete audio binaurali che gridano “Uscita dal corpo!” “Apertura del terzo occhio in 15 minuti!” “Telepatia immediata!”. E’ ovvio che questa è solo facile pubblicità, ma ciò non toglie che un uso efficace delle pulsazioni binaurali unite alla meditazioni sicuramente stimola la ghiandola pineale e porta ad ampliare le proprie capacità percettive.

Quindi non mettete da parte questo straordinario strumento solo perchè non vi si è “aperto” il terzo occhio in 15 minuti!


Alcuni fattori a cui fare attenzione prima di usare un audio binaurale:

  1. Assicuratevi che l’audio sia realmente in stereo (da ogni cuffia deve provenire una pulsazione con una frequenza diversa)
  2. L’audio deve risultarvi gradevole da ascoltare, se è fastidioso creerete resistenza a qualsiasi effetto benefico.
  3. Tenete sempre presente il tipo di frequenza cerebrale che l’audio dovrebbe indurre (solitamente Alpha, Theta, Delta… raramente Gamma), provate audio diversi per indurre frequenze diverse e prendete nota dei risultati che avete.

Tenete anche presente che ogni frequenza cerebrale è in realtà un range di frequenze. Quindi un audio binaurale per Theta 4Hz è diverso da uno per Theta 6Hz. La frequenza è sempre nel range Theta ma è un pò diversa. Quando sarete più immersi nel mondo delle frequenze cerebrali potreste scoprire che alcune frequenze specifiche sono più efficaci per voi,e  di conseguenza potrete scegliere l’audio binaurale in modo sempre più preciso.


Altri suoni per cambiare le frequenze cerebrali: pulsazione monaurali e toni isocronici

Pulsazioni monaurali
Anziché creare una frequenza diversa in ogni canale audio (in ogni orecchio), attraverso questa tecnica si creano entrambe le frequenze in ogni canale e questo crea uno schema di interferenza che induce il cervello a spostarsi sulla frequenza desiderata.

Toni isocronici
Singoli toni sonori spaziati tra loro secondo uno schema preciso. L’accendersi e spengersi dei toni fa sincronizzare la frequenza cerebrale con quella indotta dallo schema di spaziatura dei toni.

Entrambe le alternative sono state testate scientificamente e ritenute efficaci, ma personalmente non ho testato approfonditamente nessuna delle due. Qualcuno dice che i toni monaurali e isocronici sono più efficaci delle pulsazioni binaurali ma io credo che abbiano in partenza alcuni svantaggi.

Sebbene infatti questi toni possano essere ascoltati senza cuffie (e questo è uno dei particolari vantaggi per cui vengono pubblicizzati) dobbiamo tenere conto che:

  • Non sono in grado di indurre nel cervello frequenze più lente dei 4Hz, ovvero pressochè l’intera gamma delle frequenze Delta. Se ben ricordate queste frequenze sono quelle che il cervello emette durate il sonno profondo o stati meditativi molto intensi, e sono certamente frequenze la cui induzione è estremamente utile.
  • I toni monaurali, e specialmente quelli isocronici, sono abbastanza sgradevoli da sentire, e per questo è difficile riuscire a rilassarsi o a focalizzarsi mentre li si sta ascoltando. Questo problema viene affrontato aggiungendo suoni armoniosi nello sfondo ma poichè i suoni monaurali e isocronici sono già “suonati” nell’ambiente e non direttamente dentro ciascun orecchio, questo può limitarne l’efficacia.
  • Uno dei gradi vantaggi dei suoni binaurali secondo me è proprio che si ascoltano con le cuffie e stimolano ciascuno uno degli emisferi cerebrali, stimolando una armonizzazione degli emisferi che difficilmente può essere ottenuta con metodologie diverse.

fonte: accademiainfinita.it

THE PINK FLOYD EXHIBITION: THEIR MORTAL REMAINS

© Pink Floyd Music Ltd | ‘Ummagumma’ album artwork, 1969

Dal 19 Gennaio 2018 al 01 Luglio 2018

ROMA

LUOGO: MACRO – Museo di Arte Contemporanea Roma

CURATORI: Aubrey ‘Po’ Powell, Paula Webb Stainton

ENTI PROMOTORI:

  • Roma Capitale Assessorato alla Crescita Culturale

COSTO DEL BIGLIETTO: intero € 18, ridotto € 16 (visitatori oltre i 65 anni, visitatori sotto i 26 anni, portatori di handicap, insegnanti, accompagnatori dei dipendenti Roma Capitale, giornalisti con tesserino in corso di validità), studenti € 14. Gratuito: disabile con accompagnatore, invalido con accompagnatore. Convenzioni disponibili. Si consiglia di prenotare in anticipo

TELEFONO PER PREVENDITA: +39 02 92897777

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 060808

SITO UFFICIALE: http://www.pinkfloydexhibition.com/

COMUNICATO STAMPA:
Retrospettiva epocale a 50 anni dalla nascita di uno dei gruppi musicali più innovativi e influenti della storia, arriva a Roma, acclamata dalla critica e in esclusiva per l’Italia, la mostra The Pink Floyd Exhibition: Their Mortal Remains.

Hanno presentato la mostra, in conferenza stampa oggi al Museo Macro di Roma, i due membri fondatori della band Roger Waters e Nick Mason, insieme alla Sindaca Virginia Raggi, il Vicesindaco con delega alla cultura Luca Bergamo e il Commissario per la gestione provvisoria di Palaexpo Innocenzo Cipolletta.  L’esposizione – promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita Culturale – al MACRO Museo d’Arte Contemporanea di Roma di via Nizza dal 19 gennaio al 1 luglio 2018, sarà la prima ospitata dal museo con la nuova gestione dell’Azienda Speciale Palaexpo. Dopo l’enorme successo del debutto di qualche mese fa al Victoria and Albert Museum di Londra, che ha visto la partecipazione di più di 400.000 persone, la mostra, prodotta e promossa a livello globale da Michael Cohl, della Concert Productions International B.V., si sposta a Roma per la prima tappa internazionale e sarà visitata per la prima volta in assoluto da Roger Waters.

Ideata da Storm Thorgerson e sviluppata da Aubrey ‘Po’ Powell di Hipgnosis, che ha lavorato in stretta collaborazione con Nick Mason (consulente della mostra per conto dei Pink Floyd) The Pink Floyd Exhibition: Their Mortal Remains è un viaggio audiovisivo nei 50 anni di carriera di uno dei più leggendari gruppi rock di sempre e offre una visione inedita ed esclusiva del mondo dei Pink Floyd. Esposti in mostra oltre 350 oggetti, mai visti prima, che rappresentano i diversi momenti della storia del gruppo, a partire dalla gigantesca ricostruzione del furgone Bedford che usavano per i tour a metà degli anni sessanta.

Il colossale allestimento del Victoria and Albert Museum di Londra, descritto dai quotidiani inglesi come “impressionante”, “un’autentica festa per i sensi” e “quasi altrettanto emozionante che ascoltare i Pink Floyd dal vivo”, è stato il più visitato di sempre nel suo genere. In esclusiva per l’Italia il MACRO ospiterà l’esposizione e lo stesso Mason ricorda che – a meno di 1 km di distanza – proprio al Piper ebbe luogo uno dei primi concerti dei Pink Floyd in Italia nell’aprile del 1968.

La mostra racconta quale fu il ruolo della band nel cruciale passaggio culturale dagli anni sessanta in poi. Grazie al suo approccio sperimentale – che rese il gruppo inglese esponente di spicco del movimento psichedelico che cambiò per sempre l’idea della musica in quegli anni – la band venne riconosciuta come uno dei fenomeni più importanti della scena musicale contemporanea.

I Pink Floyd hanno prodotto alcune delle immagini più leggendarie della cultura pop: dalle mucche al prisma di The Dark Side of the Moon, fino al maiale rosa sopra la Battersea Power Station e ai “Marching Hammers”. La loro personale visione del mondo si è realizzata grazie a creativi come il moderno surrealista e collaboratore di lunga data Storm Thorgerson, l’illustratore satirico Gerald Scarfe e il pioniere dell’illuminazione psichedelica Peter Wynne-Wilson.

Il percorso espositivo che guida il visitatore seguendo un ordine cronologico, è sempre accompagnato dalla musica e dalle voci dei membri passati e presenti dei Pink Floyd, tra cui Syd Barrett, Roger Waters, Richard Wright, Nick Mason e David Gilmour. Il momento culminante è la Performance Zone, in cui i visitatori entrano in uno spazio audiovisivo immersivo, che comprende la ricreazione dell’ultimo concerto dei quattro membri della band al Live 8 del 2005 con Comfortably Numb, appositamente mixata con l’avanguardistica tecnologia audio AMBEO 3D della Sennheiser, oltre al video, in esclusiva per Roma, di One Of These Days, tratto dalla storica esibizione del gruppo a Pompei.

La reazione dei fan alla mostra è stata persino più calorosa del previsto. Sono due ore di musica, energia ed emozione in puro stile Pink Floyd” commenta Michael Cohl della Concert Productions International B.V.

The Pink Floyd Exhibition è prodotta e organizzata dalla Concert Productions International B.V. di Michael Cohl, da Azienda Speciale Palaexpo, Mondo Mostre e da Live Nation. È curata dal direttore creativo dei Pink Floyd, Aubrey ‘Po’ Powell (dello studio grafico Hipgnosis) e da Paula Webb Stainton, che ha lavorato a stretto contatto con membri del gruppo tra cui Nick Mason (consulente per i Pink Floyd), con il contributo di Victoria Broackes del Victoria and Albert Museum. La mostra è in collaborazione con lo studio Stufish, uno dei maggiori studi di architetti d’intrattenimento e progettisti di lunga data dei palchi della band, e con gli interpretativi exhibition designer di Real Studios.

Il libro ufficiale per i 50 anni della band è edito da Skira ed è disponibile nelle librerie.

Orari:
Dal lunedì alla domenica dalle 9 alle 21. Ultimo ingresso ore 19
Aperture straordinarie 1 aprile, 2 aprile, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno e 29 giugno

I funghi allucinogeni alleviano la depressione in un modo nuovo

La psilocibina funziona in modo opposto ai comuni farmaci antidepressivi: aumenta la connessione emotiva anziché attenuarla, e il meccanismo sembra funzionare bene.

Alcuni funghi interessano non per potenzialità alimentari, ma farmaceutiche.

La psilocibina, sostanza psichedelica presente in alcuni tipi di funghi allucinogeni, è da qualche tempo usata (in preparati di laboratorio) come trattamento antidepressivo in test preliminari su pazienti che non rispondono ai trattamenti farmacologici tradizionali. Uno studio recente pubblicato sulla rivista Neuropharmacology prova a spiegare perché questo psicoattivo sembra dare buoni risultati (ancora però da verificare).

 

La psilocibina agirebbe in modo opposto rispetto agli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), che sono i più comuni farmaci antidepressivi: aumenterebbe, cioè, la connessione emotiva nei pazienti, anziché sedarla. L’ipotesi è che questa sostanza possa funzionare proprio perché accresce e rivitalizza la risposta del cervello alle emozioni – anche quelle negative – migliorandone l’accettabilità: potrebbe essere proprio questa la chiave dell’efficacia riferita dai pazienti che l’hanno testata.


Depressione: che cosa c’è da sapere


UN’ALTRA VIA. Per studi come questo, svolti in condizioni controllate – senza fai-da-te – si selezionano pazienti che hanno in genere già tentato la psicoterapia, e sui quali i comuni antidepressivi non funzionano. In questo senso la psilocibina è vista come possibile alternativa per il trattamento di una condizione debilitante con cui molti pazienti lottano da tempo, e sui quali gli altri trattamenti non hanno avuto efficacia.

 

DOVE SI DECIFRANO LE EMOZIONI. I ricercatori dell’Imperial College London hanno sottoposto 20 pazienti con forme resistenti di depressione a due dosaggi di psilocibina, somministrati a una settimana di distanza. I partecipanti hanno eseguito una risonanza magnetica funzionale (fMRI) prima del trattamento e la mattina dopo la seconda somministrazione. Oltre a testare l’efficacia della psilocibina, i ricercatori hanno voluto indagare i suoi effetti sull’amigdala, una parte antica del cervello che ci aiuta a processare le emozioni.


Come funzionano i funghi allucinogeni


ESISTE ANCHE LA PAURA. Dopo l’esperimento, la maggior parte dei pazienti ha riferito un miglioramento dei sintomi depressivi, e quasi la metà ha continuato ad avere effetti positivi a cinque settimane di distanza. Più interessanti ancora gli effetti sull’amigdala: durante l’fMRI i pazienti avevano osservato immagini di volti felici, impauriti o neutri.

 

La psilocibina ha aumentato l’attività nella parte destra dell’amigdala, aumentandone la risposta ai volti che veicolavano un’emozione, positiva o negativa che fosse. La connessione emotiva con le immagini di volti impauriti è risultata particolarmente predittiva dei miglioramento dell’umore.

 

L’aumento di ricettività emotiva indicato dall’attività dell’amigdala è servito a contrastare i sintomi depressivi: un meccanismo opposto a quello su cui si basano i farmaci SSRI, che di fatto smorzano la reattività alle emozioni negative.

 

APERTI A TUTTO. Il perché questo meccanismo funzioni non è ancora certo, ma una chiave di lettura l’hanno data le testimonianze dei pazienti, che dopo il trattamento si sono detti più disposti ad accettare ogni tipo di emozione, incluse quelle negative, e soprattutto più sollevati da questa possibilità (contrapposta alla necessità di dover combattere gli stati d’animo non positivi). Ulteriori studi verificheranno i risultati su un numero maggiore di pazienti e con gruppi di controllo, per capire se e come sfruttare farmacologicamente queste potenzialità terapeutiche.

le mostre che sbocceranno per tutto il 2018 in Italia, un anno di grandi maestri

Michelangelo e Caravaggio a Forlì, ad Aosta focus su Guido Reni Spazio a Picasso, protagonista a Brescia e Milano. A Genova Ligabue

Anno nuovo, mostre nuove. La grande arte, da Michelangelo a Picasso, da Caravaggio a Hiroshige, ma anche lo spirito del contemporaneo con fotografia e musica: ecco le mostre che sbocceranno per tutto il 2018 in Italia.

Al Macro di Roma, gennaio si apre con la mostra evento “Pink Floyd Exhibition. Their mortal remains”, un viaggio nel mondo di David Gilmour, Roger Waters, Nick Mason, Rick Wright e Syd Barrett. La monografica su Cesare Tacchi, scomparso 3 anni fa, e la mostra scientifica “Human+”, che esplora i potenziali percorsi futuri dell’umanità, saranno inaugurate a febbraio a Palazzo delle Esposizioni, seguite dal World Press Photo (aprile), l’esposizione fotografica “L’altro sguardo” di Donata Pizzi (giugno) e in autunno dalla mostra che celebra i 30 anni della Pixar. La capitale ospita un altro grande maestro, che ha messo al centro della sua visione il paesaggio e la natura: si tratta di Utagawa Hiroshige, a cui le Scuderie del Quirinale dedicano a marzo una grande retrospettiva con una selezione di circa 230 opere.

È dedicata alle diverse civiltà precolombiane del continente americano la mostra “Il mondo che non c’era. L’arte precolombiana nella Collezione Ligabue” allestita a Palazzo Loredan di Venezia (dal 12 gennaio). Al Peggy Guggenheim “Marino Marini. Passioni visive” (dal 27 gennaio), che presenta i lavori dello scultore accanto a quelli di artisti come Manzù, Rodin e altri. Il Museo archeologico regionale di Aosta dedica a gennaio una mostra-dossier a Guido Reni e alla pala d’altare “La strage degli Innocenti” del 1611; mentre ai Musei di San Domenico di Forlì sarà visitabile “L’eterno e il tempo tra Michelangelo e Caravaggio” (10 febbraio), che analizza l’evoluzione dell’arte dalla fine del Rinascimento all’affermarsi di un’età più moderna. A Palazzo Martinengo di Brescia, dal 20 gennaio arriva “Picasso, De Chirico, Morandi. Cento capolavori del XIX e XX secolo dalle collezioni private bresciane”; a febbraio le Scuderie del Castello Visconteo di Pavia accolgono oltre 100 scatti del fotografo McCurry e la Galleria Estense di Modena propone la mostra “Da Correggio a Guercino. Capolavori su carta della collezione dei duchi d’este”.

Palazzo dei Diamanti di Ferrara da marzo ospiterà “Stati d’animo. Arte e psiche tra Previati e Boccioni”, che rivela come dal Simbolismo all’avanguardia futurista gli artisti abbiano tradotto in linguaggio figurativo le emozioni. Sempre a marzo il Palazzo Ducale di Genova ospiterà l’antologica dedicata ad Antonio Ligabue. Al Museo Diocesano di Milano fino a giugno “Capolavori Sibillini, Le Marche e i Luoghi della Bellezza”, una selezione di 56 opere (tra gli artisti, Perugino, Crivelli, Spadino, Cristoforo Munari, Ignazio Stern) provenienti dai territori marchigiani colpiti dal terremoto del 2016. La collezione del Philadelphia Museum of Art approda invece al Palazzo Reale di Milano a marzo con la mostra “Impressionismo e Avanguardie”: esposti 50 capolavori di giganti del calibro di Monet, Degas, Renoir e Picasso. Quest’ultimo sarà protagonista della retrospettiva (sempre a Palazzo Reale, ma in ottobre) “Picasso e il Mito”, che indaga il rapporto tra l’artista spagnolo e l’antichità greco-romana.

Due grandi mostre fotografipreviste per marzo, una su Albert Watson ai Musei di Palazzo dei Pio di Carpi, l’altra su Fulvio Roiter alla Casa Tre Oci di Venezia. A settembre il Palazzo Ducale di Sassuolo dedicherà una monografica alla ceramista statunitenseBetty Woodman.

A ottobre due appuntamenti imperdibili: il primo a Palazzo Blu di Pisa, con “Magritte e il Surrealismo”, e il secondo a Palermo, dove al Museo archeologico regionale Antonio Salinas sarà allestita una grande mostra su Antonello da Messina.

Come depurarsi dopo le feste: consigli e sequenza yoga

Depurarsi dopo le feste ti sembra un’utopia, vero? Ti senti gonfio e stanco? Ecco come rimetterti in forma dopo le feste, depurare il corpo dalle (deliziose) tossine accumulate e ritrovare energia per affrontare l’inverno ed un anno tutto nuovo che ci attende a braccia aperte.

Depurarsi dopo le feste: consigli

  • Cominciare la giornata con acqua calda e limone
  • Bere molta acqua durante il giorno, ma non durante i pasti
  • Per alcuni giorni evitare alcol, succhi di frutta, tè o caffè.
  • Effettuare uno scrub del corpo ogni due giorni con del semplice bicarbonato di sodio
  • Evitare fritto, fast-food e regala gli avanzi delle feste, preferisci cibo organico e cucinato al vapore
  • Non saltare i pasti, fai una colazione senza zuccheri (no ai cereali), un pranzo caldo ed una cena leggera
  • Evitare di mangiare di fretta, in piedi o al computer..
  • Fare del movimento, camminare, fare le scale invece dell’ascensore, andare a piedi a fare la spesa. E provare la sequenza detox di Yoga!

Depurarsi dopo le feste: come ci può aiutare lo yoga

  • Con asana in torsione per massaggiare l’intestino e tutti gli organi centrali
  • Con asana di forza per attivare gli addominali
  • Con molti Saluti al Sole per combattere la pigrizia
  • Con piegamenti in avanti o asana con pressione sull’addome per stimolare la digestione
  • Inversioni per cambiare gravità e dare nuova energia al corpo
    E’ buono dire che tutte le asana in generale aiutano a pulire l’organismo quindi se ti senti inspirato aggiungi una o più posizioni

Depurarsi dopo le feste: la sequenza yoga

      • Effettua 3 o più Saluti al Sole per riscaldare il corpo e cominciare a sudare un po’. Guarda la sequenza completa:
    • Utkatasana e Parivritta Utkatasana – La Sedia
      Fletti il corpo in avanti portando le mani a terra. Porta a contatto petto e cosce con le gambe piegate. Lascia le gambe dove sono e solleva il busto. La posizione si chiama ‘’la sedia’’ perchè rimanda alla posizione che si assume appena prima di sedersi. Per la torsione porta le mani giunte al petto e porta il gomito sinistro fuori dal ginocchio destro allungando la schiena. Spingi bene le mani una contro l’altra e assicurati che le ginocchia siano allo stesso livello. Mantieni la posizione per alcuni respiri e cambia lato
    • Prasarita Padottanasana, Uttanasana – Piegamenti in avanti
      Queste sono due posizioni di flessione in avanti, rispettivamente con piedi ben divaricati nella prima posizione e con i piedi uniti nella seconda. Fletti in avanti il busto e porta le mani a terra. Piega le ginocchia lievemente se necessario
    • Baddha Virabhadrasana – Il Guerriero In Prostrazione
      Fai un gran passo indietro con un piede e portalo a 45° con il tallone a terra e la gamba distesa. Il piede avanti punta in avanti e la gamba è flessa. Il busto è disteso verso l’alto. Intreccia le mani dietro la schiena e fletti il busto in avanti avvicinando il petto alla coscia. Respira nella posizione per alcuni istanti, con controllo solleva il busto e cambia lato.
    • Navasana – La Barca
      Seduto al pavimento solleva i piedi da terra, fletti le gambe e porta le ginocchia al petto ed i polpacci paralleli al pavimento. Le braccia sono al lato delle gambe. Cerca di mantenere il petto aperto senza incurvare la schiena.

sequenza yoga detox

  • Janu Sirsasana – Posizione della testa al ginocchio
    Seduto a terra con le gambe allungate in avanti. Porta un piede verso l’interno coscia della gamba opposta ed apri il ginocchio verso il pavimento. Fletti il busto in avanti dalle anche ed appoggia le mani a terra cercando di avvicinare il petto al piede. Se la schiena si curva molto, siedi su un cuscino
  • Salabhasana – La Locusta
    Sdraiato a terra in posizione prona, porta le braccia lungo i fianchi. Con un inspiro solleva il busto e le gambe. Respira per alcuni istanti e poi rilascia la posizione.
  • Salamba Sarvangasana – Il Mezzo Ponte
    In posizione supina fletti le gambe e porta i piedi a terra verso i glutei con le ginocchia rivolte verso l’alto. Lentamente solleva il bacino da terra mantenendo solo piedi, spalle e testa a contatto con il pavimento. Respira nella posizione del ponte e lentamente ritorna al pavimento. Ripeti più volte.
  • Jathara Parivartanasana
    In posizione supina porta le ginocchia al petto. Apri le braccia a forma di T al pavimento. Lentamente porta a sinistra le gambe a contatto con il pavimento e lo sguardo verso destra. Rimani alcuni minuti nella posizione e poi cambia lato.

Questa sequenza si può fare al mattino o alla sera per depurarsi dopo le feste in maniera sana e delicata. Prenditi il tuo tempo per respirare nella posizione, prova a mantenerle in ugual tempo da entrambi i lati e muovi il corpo con fluidità seguendo i messaggi che ti manda. E soprattutto amati, porta pazienza, siedi in meditazione per alcuni minuti quando ne senti bisogno e nutri il tuo corpo con energia positiva. Usa il corpo come strumento per vivere meglio, e non importa se durante le feste abbiamo straviziato, fa bene allo spirito passare giornate in compagnia di famiglia e amici. Ora però è arrivato il momento di ricominciare un nuovo anno ed abbiamo bisogno di energie. Dieta, molta acqua e movimento sono le 3 chiavi per forza, energia e positività.

Il grande Maestro indiano B.K.S. Iyengar diceva che “il corpo è il nostro tempio” e siccome ne abbiamo solo uno è importante amarlo e curarlo. Prendersene cura non è un atto di egoismo, ma di amore.

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Vittorio Ballato è un artista in costante evoluzione.

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