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GLI IMPRESSIONISTI A CATANIA, LA MOSTRA CON 200 CAPOLAVORI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si intitola “Percorsi e segreti dell’Impressionismo” la mostra ospitata al Palazzo Platamone da sabato 20 ottobre al 21 aprile 2019 e che racchiude un percorso straordinariamente unico: quasi 200 capolavori dell’arte con opere di Renoir, Cézanne, Manet, Monet, Gauguin, Degas, Pissarro, Delacroix e di quasi tutti gli artisti che parteciparono alle otto mostre ufficiali dell’Impressionismo.

L’Impressionismo è una corrente artistica nata a Parigi nella seconda metà dell’Ottocento, precisamente tra il 1860 e il 1870, e durata fino ai primi anni del Novecento. Nasce in contrapposizione all’arte accademica dell’epoca sfidando la critica con opere apparentemente incomplete, spesso realizzate in poche ore.
Punto cardine dell’arte impressionista è la pittura “en plein air” (all’aria aperta). Gli artisti impressionisti abbandonano il chiuso degli atelier per dipingere la realtà “dal vivo” e cogliere così l’infinita varietà della sfumature che compongono i colori.
Questo nuovo approccio alla pittura è reso possibile anche grazie all’invenzione del “cavalletto da campagna” (portatile) e dei colori in tubetto, più pratici da usare negli spostamenti e più immediati, visto che non costringono l’artista a mescolare i pigmenti per formare i colori. Le opere degli impressionisti non rappresentano la realtà così com’è ma in base a come viene percepita dall’occhio dell’artista nel momento in cui la dipinge. I colori non sono più mescolati sulla tela ma vengono semplicemente accostati, dando vita a spettacolari contrapposizioni cromatiche (es. I papaveri di Monet) e a immagini non chiaramente definite, quasi sfocate. A questo proposito uno studio di un neurologo australiano sostiene che tale rappresentazione della realtà derivi dalla miopia che affliggeva i padri dell’arte impressionista e in particolare Monet. Ma questa è una tesi tutta da dimostrare.
Alcuni degli artisti impressionisti, in particolare Monet e Renoir, spesso pongono i loro cavalletti uno di fianco all’altro per dipingere lo stesso paesaggio e confrontare le opere una volta ultimate. Prediligono ritrarre paesaggi urbani, tra i soggetti preferiti c’è la città di Parigi, che loro vivono intensamente nelle folli notti di fine secolo.
I più grandi esponenti dell’impressionismo sono Édouard Manet, Claude Monet, Edgar Degas, Pierre-Auguste Renoir, Alfred Sisley, Camille Pissarro , Paul Cézanne e Jean-Frédéric Bazille.
La prima mostra di questo gruppo di artisti si tiene a Parigi il 15 aprile 1874, presso lo studio del fotografo Felix Nadar. Alla mostra partecipano Claude Monet, Edgar Degas, Alfred Sisley e Pierre Auguste Renoir. Inutile dire che l’evento non incontra il favore della critica. I primi tempi per gli impressionisti sono difficili. Qualche mese dopo la mostra da Nadar, il gruppo è costretto a organizzare una vendita delle opere presso l’hotel Drouot a Parigi per recuperare fondi da destinare a nuove mostre, ma è un nuovo fiasco: con il ricavato riescono appena a coprire i costi delle cornici. Fondamentale, per la sopravvivenza degli impressionisti fu l’intervento dell’imprenditore francese Paul Durand-Ruel, uno dei pochi a credere in quel gruppo di giovani artisti fin dall’inizio. Tra il 1891 e il 1922, Durand comprò circa 12 mila opere di Monet, Manet, Pissarro, Degas, Renoir ecc. Monet, a proposito di Durand, disse: Monet: “Senza Durand saremo morti di fame tutti noi impressionisti, gli dobbiamo tutto”.
Lo stesso nome “impressionismo” deriva dal giudizio poco lusinghiero del critico d’arte Louis Leroy che, prendendo spunto dall’opera di Claude Monet Impressione. Levar del sole (sotto) fece dell’ironia sul modo di dipingere di quel giovane gruppo di artisti, considerando le loro opere incomplete, poco più che “impressioni”, appunto.

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Vittorio Ballato è un artista in costante evoluzione.

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